RubriCate: 2031. Amore peccaminoso

2031. Amore peccaminoso di Leonarda Morsi

Quello che incanta, della scrittura di Leonarda Morsi in 2031. Amore peccaminoso (Pizzo Nero Editore. I Libertini), è lo sguardo capace di cogliere le sfumature dei sentimenti e la ferocia del piacere sessuale. La dolcezza rispettosa nelle interazioni interpersonali e l’attitudine predatoria degli amanti (consenzienti!) nella camera da letto. Il senso civico saldamente ancorato alla tradizione emiliana e l’audacia di addentrarsi nel buio più fitto delle pulsioni amorose. Il femminismo pragmatico e ideologico e l’estrema femminilità tra le lenzuola.

Uno sguardo permeato da un profondo senso estetico, carezzevole e maieutico, puntato sul corpo femminile. Uno sguardo che, nel romanzo “2031. Amore peccaminoso”, si identifica con quello della protagonista Sara, fotografa freelance per alcune testate giornalistiche e per passione, dotata del talento di cogliere la sensualità delle donne inconsapevoli della propria bellezza e la delicatezza degli angoli nascosti del corpo femminile.

Un binomio, l’attenzione al sociale e all’elegante seduzione del corpo, che si traduce in questo lucido e appassionato distopico erotico.

È significativo che la vicenda narrata si svolga a un soffio dalla virata antropologica realmente in corso, dal 2025 al 2031, quasi fossimo già con un piede nella distopia e non restasse che avanzare di un passo per piombarvi completamente. Leonarda Morsi analizza con sapienza storica e acume politico l’escalation del terrorismo islamico e il contraccolpo emotivo in un’Italia sbigottita e sfiduciata, e prefigura una plausibile regressione all’autoritarismo confessionale di stampo cattolico, per molti versi affine agli estremismi religiosi di altra matrice, che deflagra e si impone nel Paese in seguito al terribile attentato in cui viene ucciso il pontefice.

Lo sgomento degli italiani, davanti all’incapacità dei partiti di far fronte all’orrore dell’assalto al cuore della Chiesa, apre il varco alla prepotente ascesa del Partito della Nuova Restaurazione, che si insedia presto in tutte le posizioni strategiche per la vita della nazione, compresa la Corte Costituzionale. L’attacco sferrato subito dopo, da questo neo-oscurantismo di matrice cristiana, è sul fronte legislativo e giudiziario. La Costituzione viene modificata nelle sue parti inviolabili concernenti l’uguaglianza, la libertà e l’inviolabilità della persona. Il diritto di famiglia è investito in pieno (separazioni e divorzio sono revocati, coppie divorziate sono forzosamente riunite, convivenze e unioni gay sono passibili di denuncia mentre l’autonomia femminile e tutta la parte del progresso scientifico al servizio della procreazione assistita sono aspramente avversate).

La giustizia diviene appannaggio dei tribunali ecclesiastici.

Nasce così il Nuovo Stato Pontificio. La discriminazione è istituzionalizzata e sono poste le basi per la persecuzione dei non allineati.

Il concetto di reato è confuso con quello di peccato, e l’esorcista rientra a pieno titolo nell’apparato giudiziario.

L’Italia si ricompatta in una religiosità superstiziosa e monolitica fieramente avversa all’autonomia di pensiero e alla massima espressione della libertà individuale, senza limiti e preconcetti, che è il sesso all’interno della relazione amorosa, assimilabile all’arte e alla musica. Non a caso ogni espressione musicale che non sia il pop religioso, viene epurata.

Gli atti sessuali sono espletabili solo all’interno del matrimonio cattolico volto alla procreazione, mentre la donna, costretta al ruolo di moglie o di santa vedova, è addirittura esposta al rischio del ripudio se sterile.

Il concetto di erotismo si svuota di significato, così come quello di piacere. L’amore è tutt’al più secondario a un discorso istituzionale. Reputato immorale, sedizioso e sospetto.

In questo nuovo integralismo nostrano, tanto simile all’islamico, la lotta per il potere è stata combattuta, e vinta, sul corpo della donna e nelle camere da letto.

Uno scenario disperante a cui Sara, involontaria eccellenza del Nuovo Stato Pontificio in quanto autrice di una Pietà Nordafricana divenuta presto l’icona del cattolicesimo martoriato dal terrorismo, reagisce creando una piccola comunità segreta di irriducibili amanti, che si ritrovano nel suo Casale dell’amore.

Immerso nella campagna romagnola, terra di sinistra ostile ai confessionali, zona di confino per i preti dissidenti, il casolare è anche il riparo di due coppie di innamorati. Quella della biologa Angela, inconsapevole della propria bellezza, con il finanziere Davide, costretto a riunirsi alla moglie Valeria, e quella del giovane Andrea e del più maturo Dj Roger. Personaggi appassionati e sinceri accomunati dal coraggio di persistere negli abbracci che il potere temporale della Chiesa stigmatizza e perseguita come peccaminosi.

La padrona di casa li tutela, ripara e protegge. È il suo modo accorato di protestare contro il regime che l’ha separata dall’amatissimo Matteo, magistrato dissidente incarcerato e forse torturato.

Un personaggio, quello di Sara, emblematico dell’immaginario e dell’erotismo di Leonarda Morsi: una donna bella, estremamente femminile, generosa e sensibile, delicata e sanguigna, scavata da un incolmabile disprezzo per la propria natura che la porta a scegliere maschi dominanti con cui far divampare una sessualità che impatta sul corpo mescolando dolore e piacere. Ciò che accade nel letto non è in contrasto con la tenerezza del sentimento, ma se ne distacca e precipita in una passione infera e primordiale che si declina nella resa e nel possesso che marchia la pelle, nell’offerta incondizionata della carne e nella predazione.

Non è certamente facile descrivere amplessi estremi con eleganza ed esplicita efficacia, in un climax che afferra e invade il lettore trascinandolo tra le lenzuola con gli amanti immaginari. Occorrono la sfrontatezza e il coraggio di chi è convinto che nulla sia sordido nel sesso, quando è la manifestazione di sentimenti autentici. Che sia possibile infrangere divieti e inibizioni e assecondare le pulsioni più segrete senza per questo sopraffare o circuire il partner.

L’abuso, semmai, è altro. Sta nella manipolazione dei fragili. Nel ricatto affettivo che piega la volontà e la dignità della vittima. Nell’imposizione di un apparato di norme pruriginose e mortificanti svuotato della spontaneità dell’amore.

L’amore passionale è un acerrimo nemico degli integralismi di qualsiasi matrice. Uno stato confessionale deve necessariamente incanalare e addomesticare le pulsioni in una società governabile fondata sulla famiglia patriarcale finalizzata alla riproduzione, rintuzzando le pretese di autonomia della donna e ogni diversità, stigmatizzate come peccaminose e patologiche. Questo pare dirci la Morsi, in punta di penna, con la sua lucida e onesta scrittura. Un’onestà che le viene dal rifiuto di generalizzare, e dal porsi con accoglienza spregiudicata di fronte alla molteplicità anche del mondo cattolico in cui non mancano cristiani ammirevoli, bravi sacerdoti e degni pontefici. Con lo stesso discernimento è analizzato mondo islamico, ricco di presenze positive e ingiustamente discriminato.

Un romanzo, questo, che trabocca di speranza. Attraversato dalla convinzione che il bene riesca sempre ad aprirsi dei varchi.

Colpisce l’abbinamento di una sessualità torrida e a tratti perversa e brutale con l’amore esclusivo. È nella coppia che si spalancano gli abissi della perversione da cui è sempre possibile risalire. Tutto è lecito se liberamente scelto e condiviso.

Innumerevoli sono le sfaccettature del piacere, e Leonarda Morsi le rende con una sapienza seducente ed ipnotica, traducendo in un italiano sofisticato il linguaggio dei corpi. Nulla è superfluo, eccessivo o ridondante, nei suoi minuziosi resoconti degli amplessi. E nulla è omesso. C’è un compiacimento raffinato, nella descrizione della lingerie delle sue amanti, dei gadget erotici, dei cerimoniali di sottomissione, punizione e consolazione, degli scorci segreti della carne che si schiude palpitante al piacere.

In questo nuovo romanzo tornano le atmosfere ipnotiche e conturbanti del primo “La colpa sulla pelle”, e di storie indimenticabili come “Quattro giorni sua” e “L’anniversario”. L’impianto narrativo è ancora più articolato ma la voce, suadente e irresistibile, è la stessa. Una delle più belle e potenti della narrativa erotica contemporanea italiana.

Caterina Falconi

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