Reporter Seriale: Longmire

di Romano De Marco

LONGMIRE è una serie che mi affascina da ormai cinque anni. Si appresta, nel 2018, ad essere conclusa con una già annunciata sesta stagione e io sono già in lutto per la tremenda notizia, mentre mi sto gustando, in questi giorni, gli episodi della quinta in lingua originale.

Ambientata nell’attualità, narra le vicende dello sceriffo Walt Longmire della contea di Absaroka, luogo realmente esistente nella parte montana dello stato del Wyoming. Si tratta di un’area straordinaria dal punto di vista naturalistico, parzialmente occupata da riserve indiane della tribù dei Crow.

In Longmire trovano spazio le tematiche della difficile convivenza tra le culture dei nativi americani e degli “uomini bianchi”, viene dato ampio risalto alle stupende ambientazioni, allo stile di vita che, in quella America, ancora risente in maniera molto forte dell’influsso di una natura e di una fauna potenti e selvagge al punto da condizionare la vita degli uomini.

Tutti straordinariamente caratterizzati e interpretati i personaggi, a partire dallo stesso Walt Longmire che ha il volto di Robert Taylor, noto per partecipazioni di secondo piano sia televisive che cinematografiche e che qui, per la prima volta, a cinquant’anni, viene eletto a ruolo di protagonista.

Taylor ha il fisico del ruolo e interpreta la sua parte con grande disinvoltura, dando voce anche ai tanti silenzi e alle espressioni granitiche del suo potente personaggio che parla, spesso, per monosillabi. Longmire è un uomo d’azione, dai ferrei principi e dal grande cuore, sofferente per il grave lutto subito: l’assassinio della moglie rimasto ufficialmente senza soluzione. Il personaggio riassume, in pratica, tutte le caratteristiche dello sceriffo di frontiera che, nell’iconografia cinematografica americana, rappresenta fisicamente l’unico baluardo di legalità in una terra ostile e selvaggia.

Ottimi i personaggi di contorno, a partire dal grande Lou Diamond Philips (attore per il quale da sempre ho un debole) nel ruolo di Harry Standing bear, grande amico di Walt Longmire, nativo della tribù dei Crow che si è in parte inserito nella comunità gestendo un bar molto frequentato sia dai nativi americani che dai bianchi. Harry, comunque, non rinnega la cultura e gli antichi insegnamenti della sua gente e, anzi, ne assicura la tradizione vigilando su quanti tendono a svilirne la sacralità con condotte criminali.

Tra gli altri interpreti degni di nota (ma ce ne sarebbero davvero molti da citare) spicca sicuramente la vice sceriffo Victoria “Vic” Moretti, una Kate Sackhoff già apprezzata nell’ottava stagione di “24”. L’attrice, perennemente senza trucco e con la bionda coda di cavallo, dona una caratterizzazione straordinaria alla poliziotta sempre nei guai dal punto di vista sentimentale e segretamente innamorata del suo capo.

Benché la serie presenti, di regola, la risoluzione di un caso criminale ad ogni puntata, i cicli narrativi affrontano trame più trasversali che si protraggono e accavallano per più stagioni per poi concludersi ed essere rimpiazzati da altre vicende. Si parte con la candidatura a sceriffo da parte del giovane Brench Connally, rampollo di una ricca famiglia di imprenditori, che vuole prendere il posto di Longmire come sceriffo della contea. Contemporaneamente vengono svelati i retroscena della morte della moglie di Walt Longmire, avvenuta per mano di un criminale poi misteriosamente assassinato. A seguire, assistiamo ad altre vicende che riguardano, tra l’altro, le accuse e l’arresto a carico di Harry Standing Bear per dei crimini che non ha commesso. Verrà difeso dall’avvocato Cady Longmire, figlia di Walt interpretata dall’attrice Cassidy Freeman. Cady vivrà anche una storia d’amore con Brench Connally, avversario nel padre nella candidatura a prossimo sceriffo della contea.

Alla fine della terza stagione, nonostante i buoni ascolti, la rete televisiva A&E decise di interrompere la serie che venne presa in carico da Netflix. Il colosso digitale ha prodotto la quarta (che inizia con la tragica uscita di scena di uno dei personaggi fissi e l’indagine per scoprire il responsabile della sua morte) e la quinta annunciando anche una sesta, conclusiva stagione.

Longmire non è una serie che parte col botto. Impiegherete tre o quattro puntate per innamorarvi dei protagonisti e delle ambientazioni, ma una volta soggiogati dal loro fascino, non riuscirete a farne a meno… Parola di reporter seriale!!!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in reporter seriale e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Reporter Seriale: Longmire

  1. patrizia debicke ha detto:

    mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...