Fore morra di Diego Di Dio (Fanucci)

Recensione di Patrizia Debicke

Fore morra è il primo romanzo di Diego Di Dio. Sottotitolo chiarificatore: Senza redenzione che ben rende il suo tessuto di thriller noir dai toni duri, spesso esasperati fino all’estremo.

Alisa e Buba sono due famosi sicari professionisti. Senza legami con i clan della camorra, come proiettili impazziti solo al servizio del denaro, da anni lavorano in coppia sulla piazza campana. Sono molto diversi: Buba è un uomo poderoso, quasi un gigante dal passato oscuro che nasconde, un combattente, una perfetta macchina da guerra ma che ama solo i classici della musica e della letteratura. Alisa, la sua collega di lavoro, bella e sfrontata, è un’orfana ignorante che ha imparato a lottare, e allo stesso tempo una sopravvissuta che convive con i suoi rimorsi. Sconta ancora moralmente il fardello di un infanzia disumana passata in estrema povertà tra maltrattamenti, soprusi e illeciti. Ḕ venuta su ai margini di una crudele società dove tutto sembra permesso. Entrambi hanno tragiche storie alle spalle e sembrano condannati a un inesorabile destino di morte.

Un giorno ricevono l’incarico, ben remunerato, di eliminare un piccolo delinquente. Ma quell’incarico si rivela solo una trappola. Feriti gravemente, scampano per miracolo all’agguato ma scopriranno presto di essere nel mirino di un misterioso boss, di cui si sa una cosa sola: che il suo principale obiettivo è catturare Alisa, ma catturarla viva.

I due sicari dovranno giostrare nei quartieri di Napoli, celandosi nei loro covi e Alisa, frugando nella memoria del suo passato, dovrà sforzarsi di intuire perché e chi si nasconde dietro la macchinazione ordita ai suoi danni e solo la contorta e folle aberrazione della umana mente, le potrà spiegare a quale punto di malvagità possa arrivare l’odio di un uomo.

Cornice soprattutto napoletana – con intermezzo nella prepotenza camorristica di Castel Volturno e del litorale domizio, presentati nei loro aspetti più crudi, squallidi e degradati dalla speculazione – Fore morra è un viaggio nell’inferno della criminalità organizzata, con boss e gregari spietati che sembrano incontrollabili nella loro ferocia.

Ma il romanzo è anche la storia di un essere umano che, dopo aver subito solo sevizie e brutalità, non ha più altra strada che applicare la stessa orrida legge. Introversione psicologica, gente unita e divisa dal gioco del destino, scambi tra vittime e carnefici per una storia velocissima che intriga.

Giocata su due piani spazio-temporali (la vicenda al presente di Buba e Alisa, la spaventosa infanzia e adolescenza di lei), Fore morra trabocca (e forse è un tantino ridondante) di episodi, di colpi di scena, di macabre efferatezze e di omicidi.

Ben delineati i protagonisti. Due eroi negativi un po’ alla Diabolick o alla Fantomas, ma ai quali si finisce per affezionarsi.

Finale drammaticamente pulp ma… suggerimento: meglio leggere fino in fondo.

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