Emma Cline – LE RAGAZZE (Einaudi)

clineRecensione di Marco A. Piva

Emma Cline – LE RAGAZZE
EDITORE: Einaudi
COLLANA: Stile Libero
PAGINE: 344
LINGUA ORIGINALE: inglese
TITOLO ORIGINALE: The Girls
TRADUTTORE: Martina Testa

Una donna, che per qualche motivo non specificato vive temporaneamente nella casa vuota di proprietà di alcuni amici, riceve la visita inattesa del figlio di quegli stessi amici con la giovanissima compagna, che conosce almeno di fama la nostra protagonista e narratrice, Evie Boyd. Già, perché nell’estate del 1969 Evie, allora quattordicenne residente nella sonnacchiosa Petaluma in California pronta per trasferirsi, con l’inizio del nuovo anno scolastico, in un collegio dopo il divorzio dei genitori, incontra e resta affascinata da un gruppo di ragazze hippy, di “figlie dei fiori” come si chiamavano allora in italiano.

La ragazzina finisce per seguire quelle donne, più vecchie di lei ma abbastanza accoglienti da farla sentire pienamente parte della loro comunità, scoprendo che in realtà quell’immagine idilliaca nasconde un mondo di scarsa igiene, di sciattezza, e che quel gruppo di “uguali” è in realtà gestito con fermezza da un certo Russell, musicista mediocre ma convinto di rappresentare il futuro della musica, promotore della più assoluta promiscuità sessuale (a patto che le donne siano promiscue solo con lui) e della più totale mancanza di rispetto e tolleranza nei confronti di chiunque non appartenga al suo movimento. Insomma, per citare non fuori luogo George Orwell, si tratta di una comunità di uguali nella quale c’è qualcuno, appunto Russell, che è “più uguale” degli altri.

Ma Evie, nonostante tutto ciò, rimane unita al gruppo, da un lato perché, pur di appartenervi, ha fatto terra bruciata intorno a sé; dall’altro perché… be’, è un’adolescente molto tipica, felice di essere considerata una pari da donne più adulte e ansiosa di dimostrare la propria autonomia dalla famiglia e dall’ambiente in cui è cresciuta. Con queste ragazze, Evie finisce per partecipare a una certa azione che le ha rese famose – o meglio, infami. Si parla di carcere per molte tra loro, di qualcosa di criminale. Non ci viene detto con precisione di cosa si tratti fino alla fine del romanzo, quindi non anticiperò nulla, ma è chiaro che si tratti di qualcosa di assolutamente atroce, che segna Evie per la vita.

Le ragazze è un romanzo affascinante, nonostante il fatto che in realtà sia in gran parte formato da descrizioni di momenti e luoghi nelle quali l’azione è completamente assente. Se si desidera per forza inserirlo in una categoria, lo si può tranquillamente considerare un noir, nel quale ciò che è importante non è il crimine commesso ma i criminali, le loro persone e personalità, i motivi che li hanno spinti a compiere quel delitto. Ma i protagonisti non sono i classici “cattivi” da, appunto, romanzo noir. No, si tratta di ragazze e giovani donne assolutamente normali, che hanno seguito un leader pieno di belle parole e grandi promesse di eguaglianza e di cambiamento, alcune perché affascinate da lui, altre perché prive di qualunque altro punto di riferimento, altre ancora perché piene di voglia di ribellione, magari a causa della giovanissima età.

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Insomma, se volessimo valutare Le ragazze focalizzandoci sull’azione, lo giudicheremmo senza dubbio un romanzo noioso. Ma non lo è, per nulla. Perché la scrittura dell’autrice è affascinante, anche quando descrive, nelle prime pagine, gli sforzi di Evie e della sua amichetta del cuore nell’imparare a truccarsi il viso. E sin dalle primissime pagine sappiamo che Evie è stata protagonista di un qualche evento di portata quasi storica, uno che i ragazzi californiani ancora discutono in forum e siti web. Sappiamo insomma che tutto ciò che ci racconta è focalizzato su quell’evento, quel fatto atroce ma misterioso, quel qualcosa che chiunque nel mondo del romanzo conosce e noi no. E ascoltiamo con attenzione il racconto, attenti a qualunque particolare che ci spieghi per quale motivo una signora alla fine normale sia finita coinvolta, da adolescente, in fatti tanto terribili.

Prima di concludere… su questo sito, sono sempre stato attento a spendere qualche parola riguardo alla traduzione; qui però mi ritrovo senza nulla da dire. I migliori traduttori sono quelli il cui lavoro non si nota, quelli che fanno dimenticare completamente che il libro sia stato scritto in una lingua diversa. E Martina Testa raggiunge tranquillamente questo obiettivo.

Concludiamo, quindi. Le ragazze è un romanzo che va letto. Ecco, tutto qui. Non lasciatevi trarre in inganno dal titolo che potrebbe far pensare a un libro “per ragazze” o “per donne”. E con questo non intendo dire che una ragazza o una donna non lo godrebbero, naturalmente. Non è un romanzo violento, a parte qualche scena verso la fine, né è un romanzo particolarmente crudo. Ma non è nemmeno una storiella dolce e tenera di una ragazzina che finisce per essere influenzata da “cattive compagnie”.

Già, sto usando fin troppe negazioni. Questo romanzo non è questo, non è quello. Ma cos’è? È semplicemente un romanzo estremamente bello. Come scritto più sopra, se vogliamo giocare con i generi letterari lo si può definire un noir. Ma è molto di più. Le ragazze è un libro con tutta la potenzialità, se letto senza pregiudizi, di diventare un vero e proprio classico della letteratura. Quindi, lasciate perdere le etichette e aprite il romanzo.

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2 risposte a Emma Cline – LE RAGAZZE (Einaudi)

  1. patrizia debicke ha detto:

    Non mi convince completamente , ma voglio crederci

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