“Alle spalle del cielo” di Angelo Marenzana (Baldini&Castoldi)

marenzaRecensione di Claudio Guerra

Alcuni libri mi piacciono più per come mi raccontano la loro storia che per la storia stessa. A libro chiuso faccio un passo indietro e me lo riguardo tutto dentro di me come mi stessi allontanando da una parete affrescata per godermi meglio la quadratura. Così è per questo volume, giallo di fatto e di copertina ma “nero” per ambientazione e protagonisti.

La vicenda è collocata temporalmente fra il 6 gennaio 1944 e il 30 aprile dello stesso anno. Il luogo è una cittadina di provincia, Alessandria. Quella che potrebbe essere la tranquilla provincia addormentata se non fosse che quelli sono i giorni dell’incubo. Con i militari tedeschi e repubblichini che si muovono inquietanti ai bordi della percezione dell’occhio, e il clima di angosciosa attesa del bombardamento degli Alleati, che viene rammentato come dai regolari rintocchi di un campanile, mentre tutti continuano, più o meno, ad attendere alle proprie occupazioni. Questi bombardieri che non arrivano sembrano un po’ i Tartari di Buzzati, che era di tutt’altre parti, ma, a differenza di quelli, la Storia ci ha già detto che alla fine arriveranno.

Il prologo parla di una rapina perpetuata da due individui su una moto, che sappiamo subito non essere andata come poi viene riferita. Breve salto in avanti e siamo già a Pasqua, tempo di tragedie e di passioni,  con due cadaveri che, da morti, sarebbe molto comodo far corrispondere a quei due rapinatori. Quindi già si potrebbe tirare qualche somma e anticiparsi qualcosa di quello che risulterà alla fine delle indagini. Ma di questo esito, a libro chiuso, mi importa molto poco.

La vera indagine che mi ha appassionato è invece quella nell’anima del protagonista, Lorenzo Maida. Ex poliziotto poco più che trentenne che, di punto in bianco, dopo aver abbandonato la divisa per motivi che scopriremo, ha deciso di investire i suoi risparmi rilevando un negozio di tessuti nella città dove abita sua sorella, donna molto bella, a sua volta sposata con un poliziotto, il commissario Todisco. Il nostro uomo è invece libero, e ci viene presentato come un elegante ed impenitente donnaiolo che sfoggia come un trofeo un oggetto trafugato al legittimo consorte della sua conquista durante una rocambolesca fuga dal luogo di una tresca.

Maida viene coinvolto nelle indagini, oltre che dal cognato, da due individui che paiono essere emersi come nemesi da quel suo passato che poco a poco verremo a conoscere. Serve un aiuto discreto e competente per raggiungere una verità, seppur di comodo, che, ovviamente, al nostro non sarà sufficiente.

Cercando la verità “vera”, scavando dietro la sofferenza e le piccole e grandi omertà che gli vengono frapposte, il nostro commerciante di tessuti inquieto ci mostrerà invece anche la sua, a noi lettori. Alla fine del libro, a forza di piccole pennellate, sarà per noi tutta un’altra persona. Quella che, quasi in una sequenza cinematografica potente e apocalittica, compare dopo i titoli di coda, quando già tutto si sa dei fatti contingenti e ogni tragedia appare consumata.

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Una risposta a “Alle spalle del cielo” di Angelo Marenzana (Baldini&Castoldi)

  1. patrizia debicke ha detto:

    interessante

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