“Morte a San Siro” di Alessandro Bastasi (Frilli)

bastasiRecensione di Patrizia Debicke

In zona San Siro a Milano, mentre Khalid Buhar macchinista dell’impresa edile Milano Costruzioni si accinge a spianare con la scavatrice terreno e villa degli anni 60 destinati a un nuovo ipermercato di proprietà del magnate svizzero Karl Heimer, dalle macerie emergono i resti di uno scheletro umano. Lo svizzero aveva acquistato la villa dal precedente proprietario, l’architetto Pozzi ricco impresario edile e il commissario Ferrazza, subito incaricato dal giudice dell’inchiesta perché sta già indagando su Pozzi per un caso di corruzione, ipotizza che si tratti di un cadavere gettato nella fossa dove si mischiava la calce viva destinata alla costruzione.

Le indagini autoptiche attribuiranno quei poveri resti a una donna: Angela Pozzi, sorella dell’architetto, misteriosamente scomparsa a 17 anni nel lontano 1965 . Una storia che potrebbe celare un torbido segreto?

Ma la magistratura, che ha troppo da fare, intende chiudere rapidamente il caso e il commissario Ferrazza deve necessariamente limitare le sue ricerche. Le tracce che possano far luce sul delitto sono pochissime e in più l’architetto Pozzi, fratello della morta, la descrive crudamente come una frivola pecora nera che forse se l’era andata a cercare… Il quadro si inquina pericolosamente.

Guido Barbieri, professore di storia in pensione, invece si ricordava bene di lei, tanto che prima del riconoscimento ufficiale, appena sentita al TG3 la notizia del macabro ritrovamento, si era dichiarato convinto che si trattasse Angela, quella deliziosa ragazza, senza grilli per la testa, della quale nel 1965 lui, liceale diciottenne, si era follemente infatuato. E proprio Guido Barbieri che oggi si ritrova costretto a fare i conti con una vita vissuta, sempre distaccato dagli affetti per perseguire caparbiamente le proprie scelte professionali, come se fosse sospinto da una tardiva dichiarazione d’amore, comincia a scavare nei suoi ricordi e in quelli dei testimoni di allora. Quasi volesse dimenticare gli anni, i mesi, le settimane, i giorni della sua sterile passata esistenza che ora non lo soddisfano più. E se le indagini sul delitto stagnano, lui non demorde, anzi va avanti e, per scoprire il come e il perché della morte di Angela Pozzi, si spinge fino a indossare i panni di un redivivo Hercule Poirot implicando come spalla sua figlia Laura, giornalista e inviata di un’emittente televisiva locale, con il passato che gli rivela uno dopo l’altro i suoi inganni e le sue smagliature.

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Ma un secondo e inatteso delitto costringerà il commissario Daniele Ferrazza, che conosce Laura Barbieri ma ambirebbe a conoscerla meglio, a prendere di petto quasi di nascosto quel difficile caso che si muove tra passato e presente. Un caso tanto strano da sfatare tutti i classici canoni di un’inchiesta tradizionale.

Con una sofferta carrellata di ricordi, gli anni sessanta irrompono prepotentemente sulla scena. L’ambientazione del romanzo è come sempre una Milano che, con sottili venature noir, racconta la trasformazione subita, da quei tempi a oggi, da città industriale a città multietnica di servizi, dove sono scomparse le latterie, i trani, il fumo delle ciminiere e lo smog delle caldaie a carbone, sostituite da asettici uffici, dal dilagare dei media, e dall’ingombrante affermazione del digitale.

Una mutazione nella quale si rispecchia il sottile rapporto tra un padre cresciuto sull’onda ideologica di un Novecento in subbuglio e una figlia pragmatica, dedita alla sua carriera professionale e per la quale la talvolta scomoda presenza dei media anche nei casi giudiziari rappresenta la normalità. “Oggi i processi si fanno in televisione” fa dire l’autore a uno dei personaggi. Quanto è vero!

Stavolta la televisione si trasforma e prenderà addirittura il posto della questura del tribunale per un incredibile e sconvolgente scoop conclusivo in diretta.

Un altro libro più che azzeccato. Insomma Alessandro Bastasi non ne sbaglia mai uno.

Alessandro Bastasi è nato a Treviso nel 1949. A 27 anni si è trasferito a Milano, dove attualmente vive e lavora. Con un passato di attore teatrale, a Venezia ha recitato al teatro Ridotto con il mitico Gino Cavalieri, ha continuato in seguito a calcare le scene fino all’ultima partecipazione nell’atto unico Virginia (2010) di Giuseppe Battarino e altri. Nella seconda metà degli anni ’70 ha scritto numerosi articoli di argomento teatrale per riviste del settore (“Sipario”, “La Ribalta”). Tra il 1990 e il 1993 ha vissuto a Mosca. Gli avvenimenti di quegli anni – di passaggio dall’URSS alla nuova Russia – gli hanno dato materia per il suo primo romanzo La fossa comune, pubblicato nel 2008 e ambientato nella capitale russa. In seguito ha dato alle stampe: La gabbia criminale (romanzo, Eclissi Editrice 2010), Città contro (romanzo, Eclissi Editrice 2011), Ologrammi (racconto, MilanoNera Edizioni 2012), La caduta dello status (racconto pubblicato sul quotidiano “Il Manifesto” 2012), Cronaca di un’apocalisse annunciata (racconto, nell’antologia Cronache dalla fine del mondo, Historica Edizioni 2012), La scelta di Lazzaro (romanzo, Meme Publishers editore 2013), Milan by night (racconto, nell’antologia Una notte a Milano, Novecento Editore 2014) ed Era la Milano da bere (Fratelli Frilli Editori, 2016). Altri racconti sono presenti in vari siti letterari.

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Una risposta a “Morte a San Siro” di Alessandro Bastasi (Frilli)

  1. patrizia debicke ha detto:

    da leggere

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