“Ti guardo” di Sibyl von der Schulemberg, Il Prato

sibylRecensione di Patrizia Debicke

L’io, la voce narrante di questo romanzo è Sofia, un tempo una bambina senza madre che l’ha abbandonata da sola con il padre, un uomo violento che sfoga su di lei la sua rabbia picchiandola a sangue. E che la segnerà per tutta la vita, costringendola ad assumere gli atteggiamenti e un nome da maschio: Alex, il figlio maschio che l’uomo avrebbe desiderato e che non ha mai avuto.

Crescendo, Sofia/Alex, che ha dovuto subire dal padre altre imposizioni e vessazioni, si trasformerà in un soggetto pericolosamente sfuggente, completamente asociale ma in grado di impersonare, con particolare naturalezza, mutevoli e contrastanti caratteristiche mentali.

Sofia/Alex, sarà tormentata/o dal suo amore fissazione per Valentina, una bella e giovane cake-designer. Adora vederla lavorare e creare splendidi dolci e nella convinzione che Valentina ricambi il suo amore, compra le sue torte, ma poi la segue, l’assilla e sfida il freddo invernale arrivando a spiarla attraverso la finestra, con un ossessivo comportamento da stalker che non si ferma neppure di notte.

Alex/ Sofia vive male e inconsapevolmente la sua distorta patologia e solo il suggerimento di servirsi della psicoterapia online, le aprirà nuovi orizzonti.

Entra in terapia con uno psicologo padovano, il dottor Zuccalà, tramite una chat gratuita che non prevede il video e si lascia andare sciorinando le sue personalità, tra le quali quella di Laura, insostituibile voce amica per mogli in difficoltà. Approccio stuzzicante che incuriosisce e intriga Zuccalà.

La terapia distoglie momentaneamente Alex/Sofia da Valentina e sembra far riaffiorare ma anche sopire i suoi spaventosi ricordi infantili. Ma il contatto con il dottor Zuccalà, il terapeuta padovano che l’ha presa in cura, la turberà al punto di infatuarsi di lui e tentare sibyl-occhiali-r1di fondere le sue personalità prima in una nuova, che chiama Sale, poi in un’altra Tiffany. Chi saranno e cosa vorranno?

Qualcosa si spezza. Il suo amore per Valentina che si è trasformato degenerando, la porterà a sfogare la sua passione altrove, rifugiandosi in una serie di vessazioni e fatali comportamenti patologici.

In Ti guardo Sibyl von der Schuleburg (nella foto a fianco) affronta svariate tematiche psichiatriche, quali il transfert/controtransfert tra paziente e terapeuta, la violazione del codice deontologico da parte del terapeuta e va a fondo su un argomento pericolosamente attuale, quello dello stalking, molto spesso collegato all’erotomania. L’erotomane è una persona, uomo o donna, affetta da un illusorio delirio psicotico, in cui è convinta di essere amata da qualcuno che conosce appena, proprio come accade ad Alex/Sofia.

Sibyl von der Schuleburg ha saputo ben ricostruire la drammatica veridicità della sua trama. Le sue descrizioni, spesso crude e realistiche, immergono il lettore in un plausibile e terribile mondo di lucida follia.

Una storia che sa coinvolgere sia per l’intensità del soggetto trattato che per l’implacabilità della condanna di schizofrenia imposta e subita dalla protagonista.

Nota Bene:

Non avevo mai sentito parlare del colorato e fantastico mondo dei cake designer, che poi è l’arte culinaria di decorare, utilizzando pasta di zucchero, glassa e altri elementi decorativi commestibili, torte o piccoli dolci con lo scopo di renderli visivamente più interessanti. Questa fa sì che le torte stesse possano anche essere modellate e scolpite per assomigliare tridimensionalmente a persone, animali, luoghi e cose.

L’autrice invece conosce bene questo mondo, per merito (o colpa) di sua figlia che sotto lo pseudonimo “Leda Intorta” è una delle prime cake designer italiane.

Sibyl von der Schulenburg è nata a Lugano, Svizzera, figlia di due scrittori tedeschi. È cresciuta bilingue e multiculturale, tra Germania, Svizzera e Italia; ha studiato all’Università Cattolica e quindi all’Università Statale di Milano dove si è laureata in Giurisprudenza. Ha lavorato a lungo per una società in telecomunicazioni in qualità di amministratore delegato, viaggiando molto in USA, Giappone e Cina. Negli anni più recenti ha sentito l’esigenza di approfondire tematiche psicologiche e si è laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche. Il primo libro di Sibyl von der Schulenburg è il risultato di un lungo lavoro di ricerca in archivi, privati e pubblici, sulla figura paterna. Con Il Barone ed. Ipertesto – Verona, nel 2010 viene dato alla stampa il romanzo biografico su Werner von der Schulenburg, un letterato tedesco antinazista e convinto europeista. Il libro raccoglie ottime recensioni; storici e politologi s’interessano del personaggio e ben presto il romanzo viene citato nelle ricerche storiche come fonte biografica ufficiale di Werner von der Schulenburg e fonte di documenti storici inediti. Dal 2013, Sibyl scrive romanzi psicologici, storie di persone in condizioni psichiche conflittuali. Pubblica dapprima con una casa editrice americana due titoli, sia in italiano che in inglese, poi nel 2014 torna in Italia e collabora con Il Prato Publishing House all’interno della qual casa ha l’incarico di coordinatrice di due collane di narrativa. Le sue storie portano i recensori a parlare di psico-narrativa, un nuovo affascinante sub-genere letterario che ispira già alcuni nuovi autori.

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