THE OA: ISTRUZIONI PER L’USO

the-oadi Elena Araldi

The OA è una serie tv drammatica – con incursioni nella fantascienza d’autore e nel surreale – di 8 episodi, approdata da poco su Netflix. Oltre a quest’ultima, nella produzione del progetto sono coinvolti Anonymous Content e Plan B Entertainment, la società di produzione di Brad Pitt.

La storia mette in scena la vicenda di Praire, una ragazza non vedente scomparsa che, dopo sette anni, torna improvvisamente a casa. Il vero mistero, però, è che nel frattempo la giovane ha acquisito il dono della vista.

Nel piccolo paese in cui vive con i genitori adottivi, dopo il suo ritorno, Praire si trova al centro dell’interesse di alcune persone, alle quali racconta volta per volta la propria storia. Ed è così, attraverso i flashback delle vicende narrate, che anche noi spettatori veniamo a conoscenza delle avventure vissute da Praire.

I creatori della serie sono l’iraniano Zal Batmanglij e Brit Marling, attricesceneggiatriceregista e produttrice cinematografica statunitense. Il duo aveva già collaborato nei film indipendenti The East e Sound of my voice, entrambi interpretati dalla stessa Brit Marling.

Brit Marling, regista e protagonista della serie

Brit Marling, regista e protagonista della serie

Dal canto suo, quest’ultima si è distinta con film a tema fantascienza d’autore (Another Earth, I, Origins) e ha spiccato il volo proprio con Another Earth, diretto da Mike Cahill e sceneggiato da lei, che ha vinto il Sundance Film Festival (il festival più importante al mondo dedicato al cinema indipendente) nel 2011.

The OA si ispira molto alla filmografia cara al duo dei suoi creatori.

Il tema centrale è “l’altro mondo”, ovvero tutto ciò che non è tangibile, quantificabile, calcolabile su un piano scientifico e oggettivo.

L’altro mondo è rappresentato sia dall’indagine di vedere, letteralmente, che cosa esista negli stati pre-morte, come ad esempio il coma, sia da tutto ciò che accade nelle nostre vite e a cui ognuno di noi dà spiegazioni diverse (casualità, coincidenze, destino…).

Probabilmente all’inizio, nella vostra cecità, sarete tentati di vivisezionare la serie, cercando di aprirla come un elettrodomestico rotto e capire come funziona, smontando e rimontando tutti gli ingranaggi che lo compongono. Col passare degli episodi, però, se sarete fortunati, anche voi riacquisterete la vista e inizierete a guardare la serie secondo un’altra prospettiva.

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Non è solo una questione di occhi. Si tratta infatti di credere, di avere fede in quello che viene narrato e, perché il divertimento funzioni, bisogna lasciarsi andare e seguire gli indizi che la serie stessa comunica via via.

E anche se sarete disorientati, respinti e confusi, per goderne appieno dovrete avere la volontà di perseverare e di arrivare fino alla fine.

Non è così anche la vita, del resto?

Da apprezzare il coraggio di Netflix che punta su una serie poco maistream ma di alta qualità, considerando quindi l’interlocutore in grado di comprendere i vari livelli di lettura, dal più semplice e scontato (la vicenda narrata) al più complesso (il messaggio metafisico, se così si può definire).

Armatevi di curiosità e malleabilità. Questo è il massimo consiglio che mi sento di dare per affrontare la visione di The OA, perché fa appello alla vostra sensibilità, alla vostra capacità di lasciarvi sorprendere.

Al bando cinici e disillusi. Questa serie non fa per voi.

Per tutti gli altri, lasciatevi andare. Qui nessuno può farvi del male. È solo una serie tv.

 

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2 risposte a THE OA: ISTRUZIONI PER L’USO

  1. patrizia debicke ha detto:

    Forte

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