I personaggi dei libri più memorabili del 2016

di Marilù Oliva

Ci avviamo verso la fine dell’anno con una classifica personalissima e ragionata dei primi dieci personaggi, a mio avviso, più riusciti di quest’anno letterario (ce ne sarebbero molti altri, ma mi sono imposta di delimitare la classifica a dieci libri). E visto che ho piacere di promuovere la nostra narrativa attuale, gli autori di questi testi sono italiani e molto bravi. Sono presenti perfino delle scrittrici in numero maggiore di uno e – udite, udite! – addirittura viventi!
Ecco i personaggi che, una volta letti, si andranno a rintanare in un cassetto della vostra memoria per uscirne ogni tanto e darvi un pizzicotto, quando meno ve lo aspettate:

 

caccHomo da “Il cacciatore celeste” di Roberto Calasso (Adelphi)
Come non innamorarsi di questo predatore preistorico che è stato il nostro più antico antenato, colui che ha attraversato i primordi per giungere alla civilizzazione, quello che ha fondato l’attività sacra della caccia? Un atto, quello del cacciare, che dal particolare si estende al globale e che ci ricongiunge con la notte dei tempi, ma anche con gli spazi siderali, perché – dalla Grecia alla Persia alla Cina all’Australia – chiunque alzasse gli occhi al cielo, precisamente a una zona tra Orione e Sirio, vi leggeva storie di cacciatori.

 

paneGiuseppe Lojacono da “Pane” di Maurizio de Giovanni (Einaudi)
L’ispettore Lojacono, a capo del particolarissimo gruppo dei Bastardi di Pizzofalcone, della cui saga fa parte questo romanzo, è il poliziotto che chiunque vorrebbe incontrare. Siciliano, è giunto a Napoli per un trasferimento ufficialmente “cautelare”, ma di fatto punitivo, accusato falsamente di collusione con la mafia da un collaboratore di giustizia. Un tipo tosto, Lojacono, molto intuitivo, che sa far valere la sua idea contro quella di tutti gli altri. Così in gamba da capire che, in fondo, è il gioco di squadra che la vince. E poi, nella serie TV, è interpretato da un fantastico Alessandro Gassman

 

lorenzLorenzo de Medici da “Un uomo al potere” di Matteo Strukul (Newton Compton)
Difficile restituire autenticità storica a un personaggio così celebre come quello di Lorenzo il Magnifico, eppure Matteo Strukul ci riesce meravigliosamente, sia ripercorrendo – documenti alla mano – gli snodi epocali che segnarono il suo principato, sia affrontando con profondità e umanità i momenti più toccanti e personali della sua esistenza. Bellissime anche le figure femminili che segnarono la vita di quest’uomo considerato l’ago della bilancia di un paese frammentario, l’unico in grado di garantire un po’ di serenità alla burrascosa Italia rinascimentale.

 

letteraDina da “Lettera a Dina” di Grazia Verasani (Giunti)
Dina è l’amica che non abbiamo mai dimenticato e che viene a bussare, talvolta, ai nostri ricordi. Quella che si consumava, che si consegnava all’incoscienza, mentre, in sottofondo, scorrevano feroci e appassionati gli anni Settanta, coi loro artisti, i loro ideali, le loro musiche, le loro tentazioni. Struggente questa storia di amicizia che sorvola la beffa delle generazioni, l’autrice riesce a raccontarci con il suo stile prezioso la fragilità di Dina, fragilità mascherata da spavalderia, ma che in realtà nasconde dolore e induce a un autolesionismo che diviene crocevia per l’autodistruzione.

 

bandaClaudia da “La banda della culla” di Francesca Fornario (Einaudi)
Io, che sono stata per molti anni precaria, non ho potuto non affezionarmi a Claudia, compagna del medico argentino Miguel (il quale però fa il cameriere in un ristorante latino-americano). Claudia cerca lavoro ed è titolata assai, essendo laureata con lode in Lingue e letterature straniere con una tesi sulla Semiotica dello zero, ma è un dettaglio, questo, che farebbe meglio a omettere nei colloqui di lavoro, dove cercano spesso figure culturalmente poco competenti e omologate. Colleziona rifiuti o mancate risposte, facendo scattare nel lettore totale immedesimazione.

 

maestroMarcus da “Il maestro delle ombre” (Longanesi) di Donato Carrisi  Marcus l’avevamo già incontrato ne Il tribunale delle anime  e ne Il cacciatore del buio: è un predatore del buio che indaga per conto del Vaticano risolvendo i casi irriducibili. E’ prete della Santa Penitenzieria Apostolica, uno degli ordini più antichi e segreti della Chiesa e, all’inizio del romanzo, lo troviamo ammanettato e senza vesti in una lugubre prigione. Stavolta gli è stata sottratta la memoria: questo dà un enorme vantaggio all’assassino. Altro personaggio indimenticabile di questo romanzo è il Giocattolaio: pensate che realizza bambole che sembrano vere per permettere a chi le compra di compiere su di loro qualsiasi azione nefanda senza essere arrestato. Brrrr!

 

l-innamoratore-di-stefano-piedimonte_su_vertical_dynL’Innamoratore da “L’Innamoratore” di Stefano Piedimponte (Rizzoli)
Ecco, io quest’uomo che maneggia così l’amore vorrei tanto conoscerlo. Non è un latin-lover, attenzione. Non è play boy né gigolò. Mentre leggevo pensavo questo: “Fa’ che mi capiti nei paraggi, caro il mio Innamoratore, perché se succede ti insegno qualcosina io sull’amore”. Invece no, mi sbagliavo. Anche se l’avessi incontrato non avrei saputo dirgli nulla, perché lui sa già tutto ciò che occorre sapere, sull’amore, lui lo applica per professione, nella maniera più seria possibile. Peccato, però, che poi, quando termina il lavoro, gli tocchi abbandonare le donne che ha conquistato.

 

interrLa figlia da “Interruzioni” di Camilla Ghedini (Giraldi) Tra i quattro racconti lunghi che compongono questa intensissima raccolta, scelgo come personaggio memorabile quello del terzo. Precisamente la figlia senza nome che, in punto di morte, a seguito di un brutto male, si commiata da una madre che non è mai stata veramente madre, perché ha sempre vissuto riflessa nell’immagine della propria autoreferenzialità. E anche adesso che è giunta al suo capezzale, la madre resta incapace di infrangere la barriera che le ha sempre divise. Il momento è fortissimo, lascia il lettore sgomento. La protagonista sta per affrontare il passaggio più incommensurabile del suo viaggio, quello della morte. Lo fa con una forza d’animo quasi titanica e il lettore vorrebbe portare con sé, una volta chiuso il libro, un pochino di quella forza.

 

angeloL’ispettore Esposito da “Angelo che sei il mio custode” di Giorgia Lepore (edizioni e/o, collezione sabot/age)
Lo so che ho un debole per gli ispettori speciali, ma fidatevi: l’ispettore Esposito specialissimo lo è davvero. A parte che è intrigante e piace assai. Ha poi alle spalle un passato che ti spinge subito a volergli bene: è stato abbandonato da piccolo e, ora che è adulto, ha un cuore incapace di adattarsi alle esigenze amorose delle donne, le quali finiscono per pretendere uno spazio affettivo che lui, per via del suo back-ground, non è in grado di dare. Ma non è solo questo: nelle indagini ha fiuto e un metodo di ricerca seria, anche se delle volte sconfina nel personale, soprattutto quando ci sono di mezzo dei bambini.

 

ovCarmine di “Overlove” di Alessandra Minervini (LiberAria)
Maledetto Carmine, a tutte noi – prima o poi – è capitato di imbatterci in un Carmine, un uomo preso dai propri sogni, refrattario alla vita, incapace di fondersi con l’altra. È un cantautore indie che trascorre il tempo nel suo studio di registrazione, un po’ frustrato, come capita spesso agli artisti inconclusi. Punta sulla sua musica ma vive senza verità. La verità potrebbe trovarla dentro Anna, l’unico problema è che lui non la cerca dove dovrebbe. Si amano da tre anni, anche se lui a casa ha una consorte e ha una figlia che lo aspettano: nonè solo per quello che con Anna si prendono e si lasciano, esasperandosi.

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2 risposte a I personaggi dei libri più memorabili del 2016

  1. patrizia debicke ha detto:

    Buon Anno

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