Moldavia, lapidata a 14 anni

di Marilù Oliva

Lo so che non ne vorreste sentire, di queste storie, tanto meno sotto Natale. Lo so che in molti preferiscono la finzione delle luminarie e del clima festoso. Ma non importa, credo che il primo passo per combattere il femminicidio sia non ignorarlo. Settimana scorsa sono venuta a conoscenza di questa notizia di cui nessuno ha ancora parlato, in Italia: una ragazza mi ha raccontato che al suo paese d’origine, Straseni, in Moldavia, il 25 novembre hanno ucciso una 14enne, Christina Parkhomenko (nella foto, sotto), il cui corpo è stato ritrovato 5 giorni dopo dai compagni di scuola. Non dalle forze dell’ordine, seppure attivate per la sua scomparsa, ma da teen ager. Del fatto in Italia non si è trattato, ma là, in Moldavia, dove è successo, ne parlano tutti i giornali.

christina-parkhomenko

Il cadavere è stato individuato in una casa diroccata: era seminascosto sotto assi e materiale di scarto, su un pavimento disseminato di detriti, rifiuti e grossi mattoni. Gli stessi mattoni che – secondo gli inquirenti – sono stati utilizzati come arma del delitto. Un luogo tetro e disabitato, finestre che non sono più finestre, ma varchi verso l’inferno. Alberi spogli che, in un cortile già invernale, rendono ancora più lugubre la scena del crimine.

La 14enne era entrata in questa casa in rovina col 15enne con cui era “fidanzata” da pochi mesi e di cui era molto innamorata, nonostante i tradimenti di lui. Erano presenti altri tre minorenni, che la ragazza credeva amici: il più piccolo di 13 anni. Stando alle deposizioni di una parte di loro, la giovane è stata buttata giù dal primo piano e poi colpita alla testa con tavole e mattoni, come l’autopsia ha poi dimostrato.

Quello che un drappello di studenti in cerca della loro amica si è trovato davanti agli occhi non è spiegabile a parole. Hanno scattato foto col cellulare. Le ha viste anche la ragazza che mi ha raccontato l’intera vicenda: lei per diverse notti non è riuscita a dormire. Me le ha mostrate, le foto, e ammetto che erano agghiaccianti oltre ogni immaginazione.

La 14enne è stata lapidata con una tale ferocia che del suo volto non è rimasto nulla. Dal collo in giù, la felpa scura e i jeans sono intonsi. È questo contrasto che fa tanta impressione. Un abbigliamento pulitissimo e un volto scarnificato, ridotto scheletro e muscoli, con la dentatura brutalmente staccata dai colpi violenti. Quale odio, quale disfunzione emotiva può portare dei ragazzini ad accanirsi così contro una loro coetanea e contro il suo viso? Non avevano assunto droghe, avevano bevuto una bottiglia di alcolico in quattro: questo non basta per giustificare un delitto capitanato dal boyfriend della vittima, che ha coinvolto volutamente i suoi complici.

Quali rancori, quali deviazioni? Quale scarsa considerazione della figura femminile? «Motivi di gelosia», dichiara il fidanzato. No, noi non ci stiamo. La gelosia non giustifica quest’atrocità e invocarla diventa un ulteriore oltraggio allo scempio. Perché, forse, per dare un po’ di giustizia alla 14enne – visto che la vita non gliela potrà restituire nessuno – si dovrebbe almeno partire da qui: bandire la superficialità, la menzogna, l’uso improprio delle parole e denudare i gesti riducendoli al loro significato più profondo. Studiarli, modificarli alla radice, per le nuove generazioni. Affinché nessuna faccia più la sua fine. Mai più.

 

 

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10 risposte a Moldavia, lapidata a 14 anni

  1. paolo passalacqua ha detto:

    L’orrore e l’atrocità camminano su questa terra da tempo e non hanno età.
    Leggendo le prime righe mi è venuto in mente il racconoto di Shirley Jackson La Lotteria ma ammetto che a fine articolo la brutalità del reale cancella quelle parole inventate da una penna creativa. Sarebbe utile capire cosa ha scatenato tanta ferocia ma lascio agli inquirenti e a chi dovrà occuparsi di tanta oscurità il compito di guardare in faccia i colpevoli e l’ambiente che ha partorito questi giovani assassini.

  2. Francesca Fichera ha detto:

    Agghiacciante. Speriamo, sì, con tutto il cuore, che l’imperfetta macchina della giustizia umana compia il suo percorso nel più giusto dei modi. E che questa piccola stella, ovunque si trovi, dimentichi tutto il dolore che ha provato.

  3. patrizia debicke ha detto:

    L’orrore, non esiste altro commento possibile

  4. Neda ha detto:

    Non ho parole…..

  5. Paolo ha detto:

    la gelosia non ha nulla a che fare con azioni così orrende, se tutte le persine “gelose” agissero così non si potrebbe più circolare, sono uomini incapaci di amare

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