Il giallo di Caserme Rosse di Massimo Fagnoni (Fratelli Frilli)

fagnoniRecensione di Patrizia Debicke

Dopo “Il Silenzio della Bassa” e “Bologna non c’è più” Massimo Fagnoni ci narra un nuovo caso dell’investigatore privato Galeazzo Trebbi, ormai la mezza età, ex bravo poliziotto, messo in pensione da una gravissima ferita alla testa riportata in servizio. Con il suo piccolo ufficio arredato con mobili da robivecchi e per ottimo aiutante Faid, un intelligente marocchino – che finora come occupazione principale ha fatto l’interprete per la polizia e il traduttore mal pagato per il tribunale – dovrà occuparsi stavolta della scomparsa nel 1943 del diciassettenne Andrea Fanti. Un caso che risale dal passato, un cold case insomma e far luce su un’oscura vicenda che nasconde anche certi segreti inconfessabili mai svelati.

Qualcosa della trama: Dicembre 1943. Una notte Andrea Fanti, un ragazzo bolognese di diciassette anni decide di abbandonare Bologna per unirsi ai partigiani e scompare nel nulla.

Bologna 2014. Durante l’inaugurazione di una lapide a memoria dei deportati delle Caserme Rosse, il presidente di una famosa cooperativa edile bolognese dichiara che l’associazione per il recupero della memoria cittadina ha deciso di aprire un’indagine sulla scomparsa, durante la seconda guerra mondiale, di alcuni uomini e donne imprigionati dai fascisti perché accusati di far parte delle brigate partigiane. Il primo da cercare sarà proprio Andrea Fanti.

Trebbi sarà ingaggiato e proprio da Caserme Rosse partiranno le indagini del nostro antieroe – una straordinaria figura umana che Fagnoni costruisce limando con amore a ogni storia – che dovrà risalire nel tempo e nella memoria dei pochi sopravvissuti, tutti ormai vicini alla novantina e spingersi fino in Polonia. Ma gatta ci cova perché qualcuno che poteva o voleva dire qualcosa viene “silenziato”. Il mistero si allarga coinvolgendo anche gli attuali emergenti poteri forti che dovranno affrontare e scontare scelte fatte in passato nel bene e nel male e, per risolvere il caso, Trebbi dovrà riannodare pazientemente le fila e tornare dove tutto era cominciato. Ma come al solito la verità si dimostrerà né facile, né scontata.

Un felice ritorno questo di Galeazzo Trebbi che, io credo, abbia saputo far affezionare a sé i lettori. La sua collaterale indagine per dare una mano a un amico, i suoi ricordi di vita, le sue poche o tante fragilità riscattate dalla testardaggine, condita dall’altruismo del protagonista, aleggiano sulla narrazione ammorbidendo e condizionando le sue scelta di una persona profondamente retta, con tutte le giuste pulsioni di un uomo normale ma che sa accettare senza battere ciglio le altrui diversità. Un uomo tutto d’un pezzo ma che sotto, sotto sognerebbe ancora.

Una Bologna estiva, bagnata di sudore, dove i condizionatori ronzano piano per alleviare un po’ il bruciore dell’asfalto. Uno scenario ben ricostruito, personaggi principali e secondari credibili e calibrati, e un bentornato anche all’amico alleato commissario Guerra, con il suo meditato buonsenso che suggerisce tolleranza e comprensione e alla dolce Nikita che dovrà essere sempre quello che desidera.

Massimo Fagnoni. Cinquantasei anni, bolognese, laureato in Filosofia, ha lavorato a lungo nei servizi sociali e psichiatrici della sua città. Da 13 anni fa parte della Polizia Municipale di Bologna. Dalla collaborazione con le forze dell’ordine è nato il desiderio di narrare storie noir. È anche autore di: Bologna all’Inferno 2010, Giraldi editore, La ragazza del fiume, 2010, 0111 edizioni, Belva di città, 2010 Eclissi editore, primo romanzo della serie del maresciallo Greco che nel 2011, ha vinto il primo premio al concorso letterario “Lomellina in giallo“, Cielo d’agosto, 2012 Eclissi editore, secondo romanzo della serie del maresciallo Greco, Solitario bolognese, 2013, Giraldi editore, Lupi neri su Bologna, 2013, Minerva Edizioni, Il silenzio della bassa, Fratelli Frilli Editori 2014, Bologna non c’è più, Fratelli Frilli Editori, 2105, primo premio al concorso letterario “I Sapori del giallo, poliziotti che scrivono”, Vuoti a perdere, 2015, Eclissi Editrice, Bolognesi per caso, racconti, 2016, Giraldi Editore.

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Una risposta a Il giallo di Caserme Rosse di Massimo Fagnoni (Fratelli Frilli)

  1. patrizia debicke ha detto:

    Bel libro

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