Deon Meyer – ICARO

Recensione di Marco A. Piva 

icaro
EDITORE:
edizioni e/o
PAGINE: 466
LINGUA ORIGINALE: afrikaans
TITOLO ORIGINALE: Ikarus
TRADUTTORE (DALL’INGLESE): Nello Giugliano

Città del Capo, Sud Africa. È il 17 dicembre 2014, piena estate quindi. Dopo un temporale, un uomo trova un cadavere sulla spiaggia, parzialmente dissepolto dalle intemperie. Ben presto, la polizia scopre che si tratta del giovane imprenditore Ernst Richter, fondatore della Alibi.co.za (non cercate di aprire il sito, il dominio non è registrato), una ditta che fornisce, appunto, alibi a mariti fedifraghi, con finte telefonate di lavoro, e-mail urgenti contraffatte, falsi biglietti aerei o ricevute di alberghi nelle parti del mondo più remote. Richter è stato evidentemente assassinato; il caso viene messo in mano agli Hawks, il dipartimento per le indagini ad alta priorità, e in particolare al simpatico ma leggermente insicuro capitano Vaughn Cupido.

Il partner di Cupido nelle indagini, colui che normalmente ne prende il controllo, è il vero protagonista di questo romanzo, il capitano Bennie Griessel. Bennie è un ex alcolizzato, sobrio da circa due anni, ma quando, nelle prime pagine del romanzo, viene a sapere che un ex collega si è suicidato dopo aver ucciso moglie e figlie torna ad attaccarsi alla bottiglia, mandando a ramengo ogni buona intenzione e mettendosi così nei guai seri con la famiglia e con i colleghi.

Parallelamente all’inchiesta degli Hawks, alla quale collabora una lunga serie di personaggi molto interessanti, seguiamo una lunga conversazione che ha avuto luogo il giorno 24, la vigilia di Natale, tra l’avvocato Susan Peires e un giovane viticultore, un certo signor Francois du Toit; inizialmente non sappiamo cosa questa abbia a che fare con l’omicidio di Richter, ma poi – insieme all’avvocato – lo comprendiamo. O pensiamo di comprenderlo.

Icaro è prima di tutto un giallo avvincente; una storia coinvolgente, che ci fa girare le oltre 450 pagine una dietro l’altra finché la stanchezza (o altri impegni, a seconda di quale sia il momento della giornata che scegliete per leggere) non prende il sopravvento. Un’indagine interessante svolta da personaggi affascinanti – e mi riferisco sia ai due investigatori al centro della vicenda, Griessel e Cupido, sia a tutti i loro colleghi che man mano i due interpellano o che prestano il loro contributo.

Ma si tratta anche di un interessante spaccato della società sudafricana di questi anni, con l’apartheid ormai nel passato ma che ha ancora un impatto forte sulla gente, di colore o meno, e sulle politiche interne anche del corpo di polizia nazionale – ma che ci spiega anche che il Sud Africa non è solo la nazione dell’apartheid che non c’è più. È anche un Paese di bellezze naturali, di vacanze, di vino buono, ma anche di gelosie, di corruzione, di povertà. Un Paese come tutti, insomma.

Un piccolo difetto? Il finale. Non voglio anticipare nulla, ma dico solo che il modo in cui gli Hawks giungono alla soluzione del caso è un po’… particolare, diciamo pure casuale. Ma bisogna anche dire che il bello di questo romanzo è l’indagine, i personaggi, la tensione; l’identità dell’assassino, sia pure molto interessante, è quasi un dettaglio minore, che si perde nella storia.

Icaro è il quinto romanzo di Deon Meyer con come protagonista Bennie Griessel, il quarto tradotto in italiano e pubblicato dalla e/o, che ha anche pubblicato un altro romanzo dello stesso autore che non fa parte della serie. Per gustarselo appieno non è necessario aver letto gli altri libri nella serie; sicuramente chi andrà a recuperarli – e lo consiglio – si troverà qualche piccola sorpresa “rovinata” dalla lettura di Icaro (Griessel è sobrio da due anni e vengono menzionati alcuni colleghi morti in azione), ma sono certo che si tratti di piccolezze che non rovineranno il piacere dell’immersione in questo mondo affascinante.

Come sempre, qualche parola per la traduzione.

Anzitutto bisogna dire che, mentre Deon Meyer ha scritto e pubblicato il suo romanzo in lingua afrikaans, Nello Giugliano l’ha tradotto in italiano partendo dalla versione inglese, tradotta a sua volta da Laura Seegers in stretta collaborazione con l’autore stesso che, come ogni sudafricano, parla fluentemente l’inglese.

Molte sono le espressioni in afrikaans lasciate nel testo (comprensibili quasi sempre dal contesto – e comunque in coda al libro c’è un glossario molto completo), a suggerire una lingua corrente, fluida, in bocca da questi personaggi perfettamente bilingui, che quindi ricorrono a parole e frasi ora in una, ora nell’altra parlata. Per il resto… ci si dimentica che sia una traduzione. Il “traduttorese” è completamente evitato, e il linguaggio è fluido, agile… normale, insomma. Nello Giugliano ha reso Icaro un romanzo pienamente italiano. Complimenti.

In conclusione… Icaro è un gran bel romanzo. Anzi, è un romanzo davvero lekker.

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Una risposta a Deon Meyer – ICARO

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    grazie

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