IL SETTIMINO di Fabrizio Borgio

borgioRecensione di Romano De Marco

Conobbi Fabrizio Borgio lo scorso anno durante la bella rassegna “Nottinere” ad Acqui Terme e lo trovai subito persona di rara intelligenza ed integrità. Ne venne fuori una serata molto piacevole con lui ed altri amici e amiche, a chiacchierare di libri, cinema, serie TV e altre cose belle. Fabrizio scrive da circa dieci anni e, in quell’occasione, gli confessai di non aver mai letto nulla di suo. Purtroppo (come diceva anche Massimo Troisi) “loro sono tanti a scrivere e io sono da solo a leggere”. Mi ripromisi di colmare al più presto questa lacuna e l’occasione per farlo me l‘ha data Fabrizio stesso facendomi gradito omaggio del suo nuovo romanzo Il settimino” uscito quest’estate per Acheron Edizioni. L’ho letto e sono rimasto sinceramente colpito dalla scrittura matura e colta di questo autore e catturato da un plot assolutamente originale che mescola trame politiche, stragi di stato, servizi segreti deviati con un elemento paranormale gestito in maniera adulta e assolutamente plausibile. Ma non solo. C’è spazio in questo bel romanzo anche per dissertazioni filosofiche sugli “archetipi” Junghiani ed Hegeliani, per approfondimenti critici sulla recente storia criminale del nostro paese e per personaggi credibili e tridimensionali, caratterizzati con grande maestria.

L’obiettivo è puntato sul DIP (Dipartimento Indagini Paranormali) una sorta i sezione “X-files” italiana, e sull’agente speciale Stefano Drago, uomo solitario e ligio al dovere che combatte una guerra sotterranea nel tentativo di risolvere casi di cui l’opinione pubblica ignora anche l’esistenza. Drago deve difendere un “Settimino”, un giovanotto dagli straordinari poteri paranormali, dalle mire della “Sezione” una frangia deviata dell’AISI (Servizi segreti) che vuole sfruttare le capacità del ragazzo come arma infallibile e micidiale. Tutto questo sullo sfondo di una nazione allo sbando, dopo l’assassinio del professor Rocca, uno studioso e politico che aveva aggregato intono a se’ le forze più sane del paese perseguendo una idea di stato quasi utopistica, basata su presupposti filosofici (e con risvolti paranormali). Non è il primo romanzo di Fabrizio Borgio sul DIP, Drago è un po’ il suo personaggio seriale (anche se l’autore ha scritto anche storie con protagonisti diversi). Il romanzo me lo sono goduto alla grande, mi ha divertito, interessato, tenuto avvinto a una storia ricca di colpi di scena, dimostrandomi, una volta di più, che in Italia ci sono autori straordinari, ma poco conosciuti, che meriterebbero a pieni voti una più ampia ribalta nazionale. E sono certo che Fabrizio, smussati alcuni piccolissimi angoli (lo dico da lettore…) dettati forse proprio da quella integrità di cui sopra, a quella ribalta approderà presto. Recupererò gli altri suoi libri e lo seguirò con attenzione, perché di romanzi di genere così convincenti, negli ultimi anni, mi è capitato di leggerne davvero pochi!

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Una risposta a IL SETTIMINO di Fabrizio Borgio

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    grazie

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