Stagione di Sangue di Lorenzo Scano

scanoWatson Edizioni

Il passaggio di qualità fra il primo libro di racconti e questo romanzo noir è tangibile e concreto. Lorenzo Scano vuole portare allo sguardo dei lettori la sua Sardegna e la situazione che non ci fanno vedere. Delitti, raggiri, criminalità.

Un gioco di specchi di rimando tra i personaggi, in tinte scure, dal noir al pulp. Personaggi più che discutibili si confrontano e si scontrano sullo sfondo della Cagliari di oggi. Non c’è giustizia nei loro ragionamenti, c’è il senso di rivalsa sulla società e sugli altri, ma i modi non sono convenzionali, sono violenti e inaspettati.

L’autore ci porta così nel mondo della malavita, organizzata o meno. Denuncia tra le pagine la realtà odierna di una isola che spesso ci dimentichiamo far parte dell’Italia, così lontana dalla costa tirrenica vive comunque una realtà che non ci piace.

Speculazioni edilizie deturpano le sue meravigliose aree di mare e dell’entroterra più sconosciuto e dimenticato, laddove ancora la terra brulla la fa da padrona. Ma si sa ormai che l’uomo per i suoi interessi arriva dappertutto e non guarda in faccia a niente e nessuno.

Così nascono comprensori, abitazioni e palazzine, ma insieme progredisce la malavita più spicciola. Carmine, il protagonista, uscito di prigione, cade in un gioco perverso e in un meccanismo pericoloso e contorto. Un progetto di recuperare soldi in maniera spicciola da gente altrettanto poco raccomandabile. Una guerra tra poveri si potrebbe dire, una di quelle che poi alla fine non promette niente di buono.

In una area vasta dal gusto americano, dove trovi un ranch e un bar a lunga distanza l’uno dall’altro, in quelle lande deserte dall’aria irrespirabile, si ambienta e si alimenta il progetto criminale. E i protagonisti, ben descritti e delineati, non hanno remore per nessuno, odiano il prossimo, vivono di egoismo e cinismo, sono violenti quanto basta per avere quella giusta dose di sanguinari colpi di scena.

Ma Lorenzo non fa sconti a nessuno dei suoi personaggi, è impietoso come un giudice lo è con i criminali alla sbarra quando le prove sono schiaccianti; in fondo chi sceglie la strada della malavita non arriva alla redenzione. Li fa muovere in roboanti successioni di accadimenti dove non hanno mai il tempo di riflettere. Si passa in fretta alla prossima mossa.

Una crescita dell’autore la possiamo vedere anche grazie alla caparbietà del giovane editore che accetta la sfida di pubblicarlo. Lorenzo è un autore da tenere comunque sotto controllo, ha molto da fare ancora per migliorare ma sembra ci sia una interessante crescita nel mondo del noir.

Recensione di Livia Frigiotti

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