All These Perfect Strangers

di Piera Carroli Risultati immagini per All These Perfect Strangers

Pubblicato da Simon & Schuster in Australia (marzo) & United Kingdom (agosto) e da Penguin Random House negli USA (luglio), All These Perfect Strangers, è il primo – straordinario – romanzo di Aoife Clifford.

L’autrice (nella foto sotto) vive a Melbourne con la famiglia (ha 3 figli!). Aveva già vinto premi in Australia e nel Regno Unito per i suoi racconti prima dell’esordio romanzesco con “Tutti questi perfetti Stranieri”,  ambientato nel contesto universitario australiano. Nel 2013 ha ricevuto l’Australian Society of Author’s mentorship per questo romanzo.

Dopo il prologo mozzafiato:

“This is about three deaths. Actually more, if you go back far enough. I say death but perhaps all of them were murders. It’s a grey area. Murder, like beauty, is in the eye of the beholder. So let’s just call them deaths and say I was involved. This story could be told a hundred times a hundred different ways.”

[Questo (che racconterò) riguarda tre morti. In realtà di più, se si va abbastanza indietro. Io dico la morte, ma forse tutti erano omicidi. E’ una zona grigia. L’Omicidio, come la bellezza, è negli occhi di chi guarda. Così chiamiamole pure morti e diciamo che ero coinvolta. Questa storia potrebbe essere raccontata cento volte in cento modi diversi].

Alcuni lettori non potranno fare a meno di collegare il romanzo di Clifford a  Secret History di Donna Tartt, – certo gli intrallazzi, la concorrenza senza scrupoli degli studenti e del personale amministrativo e docente del mondo universitario ci sono…

Ma nel romanzo di Clifford ci sono anche considerazioni sociali, politiche, ambientali-geografiche e, in modo simile ad altra narrativa noir scritta da donne in Australia, la svalutazione e la violenza sulle donne; oltre alla corruzione della polizia e dell’amministrazione accademica, la droga, le spietate bande – o forse meno di chi li controlla – dei bikies.

La protagonista, Pen Sheppard, dopo una  terribile tragedia, invece di ripiegarsi su se stessa, decide di presentare domanda di borsa di studio presso una prestigiosa Università del NewSouth Wales, volendo intraprendere gli studi di giurisprudenza per difendere se stessa e le persone del suo ceto sociale. Quella fascia della popolazione Australiana spesso trascurata dai servizi sociali e a volte maltrattata dalle istituzioni: gli indigenti e i più deboli, per esempio, i bambini che crescono in famiglie povere in paesini dell’outback australiano, con genitori assenti, in prigione, o alcolizzati.

La domanda di Penelope viene accettata, la ragazza si chiede come mai, vista la sua storia e il suo background. Naturalmente, accetta, felicissima dell’opportunità che include anche “full boarding”, la pensione completa.

Il “Dean”, Direttore di Facolta’, la accoglie calorosamente, è forse troppo entusiasta di accogliere una pariah?

Dopo il viaggio geografico dalla campagna alla città, Penelope inizia il suo itinerario esistenziale e socio-culturale verso la maturità. Dovrà prima confrontarsi con il suo senso di inferiorità, il suo passato traumatico e violento, superare tanti ostacoli e difendersi con le unghie e i denti per sopravvivere e non abbandonare i suoi sogni.

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All’università allaccia alcune amicizie, tutti sembrano avere un’agenda segreta, se non un passato segreto. Clifford abilmente riesce a sviluppare la trama lungo le traiettorie dei personaggi, da vari punti di vista, soprattutto quello della protagonista Penny e del suo psicologo Frank, a cui però Pen non rivela i suoi segreti. Solo il suo diario nascosto a tutti, incluso i lettori fino alla fine, sa la verità.

Appena Pen inizia a fidarsi di un’amica o amico, questi vengono uccisi, lei pare coinvolta in tutti gli omicidi perciò viene interrogata dalla polizia.

L’odissea di Pen ci tiene incollati alle pagine fino alla fine… p.223 Leiza (feminist character) ‘This whole thing is a nightmare. That girl Alice is maimed and Rachel’s dead but still no one wants to do the work to protest that women’s lives are important.’

Ecco alcuni esempi del linguaggio scarno e allo stesso tempo carico di significati, di Clifford:

p.236-7 Pen: ‘I moved next to him, feeling so small and unimportant that for a moment I could forget that I had done such big and terrible things’.

p.260 Pen to Frank (psychiatrist) There are just the two of us here, playing games with my life. ‘That’s right’, I say. ‘He was a perfect stranger”.  “University must have been a big place with all these perfect strangers”, Frank says.

p.327 From Pen’s diary – discovered by the mother? Of the mother’s awful latest boyfriend? And taken to the psychiatrist.

“Tracey takes me rabbiting…. a flash of red rage overwhelmed me as I thought of all the dickheads my mother had brought home, dickheads like him”. [“Tracey takes me Rabbiting … . un lampo di rabbia rosso mi ha travolto pensando a tutte le teste di cazzo che mia madre si era portata a casa, teste di cazzo come lui “.

“Rabbiting” in Australia significa sparare ai conigli. I conigli che distruggono la flora e fauna Australiana.

Nel giro di 6 mesi i suoi “amici” sono tutti morti, come era successo anche alla suamigliore amica al suo paese… chi è responsabile? Pen pensava di essersi liberata dai vividi fantasmi del suo passato, invece il passato sta per strangolarla.

I segreti verranno tutti a galla? E’ l’unico modo per salvarsi, nonostante il danno subito?

Quello che colpisce nel romanzo debutto di Clifford e’ la descrizione intima dei pensieri della protagonista, abbinata allo thrill della crime fiction.

Anche le storie personali dei personaggi femminili soprattutto, costruite abilmente e con molto tatto dall’autore, rimangono impresse nel lettore. Non si puo’ fare a meno di ammirare la protagonista che si rifiuta di cedere alle quasi indormontabili difficolta’confrontate ogni giorno, crescendo in una famiglia disagiata e disastrata, con una madre alcolizzata che cambiava e ancora cambia “compagno” ogni settimana.

L’unico modo per uscire da questo debilitante karma  è di reinventarsi completamente per provare a dimenticare e a farsi accettare nell’ambiente prevalentemente medio-altoborghese delle universita’. Ma e’ davvero cambiando ambiente che si puo’ sopravvivere ai segreti del passato?

Ecco cosa hanno detto in Australia:

The secret history meets the Year my voice broke crime and coming of age….

This book is and inspiration, a journey, an odyssey

www.aoifeclifford.com/

“A stunning debut.” The Sydney Morning Herald

“This is as much a treatise on class, gender, privilege and power as it is a crime thriller. That Clifford manages to convey all that via a gripping murder yarn is testament to her skill as a writer.” The Saturday Paper 

“This debut by an Australian author is unputdownable.” Marie Claire

Best Fiction of the Month  Kobo

‘A sparkling debut’ Monocle Magazine

Chosen for Sainsbury’s Summer Book Club

‘Best book I’ve read this year. Fabulous writing.’ Fiona Barton author of The Widow

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2 risposte a All These Perfect Strangers

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    super

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