Recensioni al massimo: Non piangere

Asinod'oroTitolo: Non piangere

Autore: Lydie Salvayre

Editore: L’Asino d’oro

Euro: 17,00

Anno: 2016 Montserrat Monclus Arjona, detta Montse, è un’anziana donna di novant’anni che ha vissuto l’orrore della guerra civile spagnola. Di quel periodo ha dimenticato tutto, tranne gli avvenimenti dell’estate del 1936: quelli li ricorda bene e li racconta alla figlia minore davanti a un bicchiere di anisetta. Nata in un paesino sperduto in cui spadroneggiano i latifondisti, all’età di quindici anni Montse va a lavorare a servizio presso la casa di uno di loro. Nel frattempo suo fratello José, infervorato da idee politiche anarchiche, decide di trasferirsi a Barcellona e la sorella lo segue. La Spagna è una polveriera in cui quotidianamente si verificano uccisioni: da una parte i nazionalisti del generale Franco eseguono “epurazioni” di elementi sospetti con l’appoggio della Chiesa; dall’altra i “rossi” si vendicano assassinando soprattutto preti. Dopo alcuni giorni trascorsi in uno stato d’euforia senza precedenti, un disilluso José fa ritorno al proprio paese, mentre Montse resta nella città catalana. L’incontro con un giovane francese cambierà per sempre la sua esistenza e la porterà, a sua volta, a tornare a casa.

Vincitore del prestigioso premio Goncourt nel 2014, Non piangere è un romanzo di memorie strutturato in modo alquanto particolare. Alle parole di Montse, madre dell’io narrante, si alternano quelle di George Bernanos, in particolare citazioni tratte da I grandi cimiteri sotto la luna. L’autore si scaglia contro le atrocità commesse dai nazionalisti, benedette, nel vero senso del termine, dai rappresentanti del clero. Il romanzo è pervaso dalla violenza di quei terribili anni ma, nello stesso tempo, trova momenti di lirismo e leggerezza soprattutto nell’uso di un misto di francese e spagnolo da parte dell’anziana Montse. Un racconto difficile da dimenticare, che si avvale di personaggi “forti” e apre un nuovo spiraglio sulla guerra civile spagnola.

Il punto massimo:

“Non resta nella sua memoria che quell’estate del ’36 in cui la vita e l’amore la presero a braccetto, quell’estate in cui ebbe l’impressione di esistere appieno e in armonia con il mondo, quell’estate di giovinezza assoluta, come avrebbe detto Pasolini e all’ombra della quale ha vissuto forse il resto dei suoi giorni, quell’estate che, suppongo, ha abbellito retroattivamente e di cui, suppongo, ha ricreato la leggenda per meglio vincere i suoi rimpianti, a meno che non lo abbia fatto per compiacermi, quell’estate radiosa che ho messo al sicuro in queste pagine, perché i libri servono anche a questo”.

Recensione di Massimo Ricciuti

 

 

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Una risposta a Recensioni al massimo: Non piangere

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Bella

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