Morte di un ex tappezziere di Francesco Recami

recamiMorte di un ex tappezziere, Sellerio

di Francesco Recami

di Patrizia Debicke

2016, pag. 309, Euro 14

Confermata la notizia! Siamo all’ultimo episodio della serie. Francesco Recami, che non si smentisce mai, e l’aveva annunciato fin da La casa di ringhiera, il primo dei suoi sei romanzi, uno all’anno, che vedevano l’ex tappezziere come protagonista di rocambolesche avventure, e al sesto zac ha fatto fuori l’Amedeo Consonni. Come? Va bene che non era più un ragazzino, aveva sessantasei anni anche se fisico e forma lasciavano un po’ a desiderare. Ma insomma va là. E invece…

E infatti il primo capitolo è dedicato al suo funerale e, guardate bene, il Consonni non è morto per cause diciamo naturali, vedi un incidente o magari un infarto, che può sempre capitare a quell’età, ma steso da colpi di fucile mitragliatore. Un’esecuzione? Eh già parrebbe proprio, ma cosa c’era dietro? E in più, a confermare il fattaccio, il suo funerale è piantonato dal commissario Ametrano e da un paio di agenti dei servizi. Ragione per cui, molti tra i numerosi presenti – la maggior parte coinquilini della casa di ringhiera milanese in cui viveva, suoi amici dunque (chi più e chi meno) e che spesso si erano trovati catapultati con lui in avventure che sembravano vere e proprie indagini di polizia – si chiedono com’è andata davvero.

Al funerale manca Enrico, l’amato nipotino cinquenne, il piccolo Cipolla, ancora ignaro e affidato provvisoriamente al padre. E invece, seduta in prima fila nei banchi della chiesa di Santa Maria Bianca della Misericordia, c’è Caterina, la figlia coniugata e separata che senza di lui dovrà riorganizzare la sua vita di madre lavoratrice. E dall’altro lato sul fondo, Angela Mattioli, la professoressa, la sua quasi “fidanzata” vista di malocchio da Caterina, ritornata a Milano da pochi giorni.

Ma per poter capire come sia andata davvero, ci vuole un chiarificatore flash back di qualche settimana che ci permetta di partire dall’inizio, quando la sunnominata Angela era a Bruxelles dalla figlia e Amedeo Consonni, solo a Milano, in “attesa di giudizio” con l’imputazione di rapina a mano armata (corpo di reato una vetusta Graziella), fu trafitto dalle frecce di Cupido. Tutto era cominciato per caso, con Consonni , da sempre avvezzo a una routine di casalinghe colazioni a pane burro e marmellata, spostato al bar davanti e messo a cornetto e cappuccino, aveva alzato lo sguardo su Svetka, bella, giovane, bionda e procace barista/cameriera ceca della quale finirà con l’innamorarsi per essere poi travolto da un crescendo di avvenimenti, autonominatosi cavaliere senza macchia e senza paura, convinto di poter aiutare economicamente una ragazza in difficoltà.

Ma la sua infatuazione senile non è destinata a rimanere una piacevole parentesi sentimentale perché Svetka, la giovane Ceca dagli occhi azzurri, ha grossi problemi. Questa volta l’indagine diventa poliziesca davvero e Consonni si trova a fronteggiare sfruttamento e tratta di giovani donne dall’Est. Insomma faccende molto gravi e pericolose. E con il Consonni che se le va a cercare, il suo gioco si avvia su una brutta china, mortale.

Nel frattempo nella casa di ringhiera prosegue imperterrita la consueta routine con le abitudini e manie degli inquilini: l’amico-nemico ex tassista De Angelis, ossessionato dalla sua impeccabile BMW, l’ex alcolista Claudio passato dal ruolo di padre di famiglia in uno degli appartamenti a quello di badante in un altro, per la sordidamente perfida Mattei-Ferri, invalida per convenienza e i peruviani caciaroni che stanno all’ultimo piano. La solita caotica e stravagante vicinanza fatta anche di invidie e pettegolezzi. Ma dal cortile sale puzza di droga e qualcuno (ladri oppure?) s’intrufola mettendo a soqquadro gli appartamenti… Equivoci e sospetti uniformano ogni evento, criminale o meno, come in tutte le convivenze che si rispettino.

Recami mischiando, nel suo magico calderone giallo noir, dramma e gustosa commedia umana trasforma la sua milanese casa di ringhiera nel palcoscenico di una paradossale ma inevitabile tragedia. Sapienza e consumata ironia da encomiare.

Da leggere.

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2 risposte a Morte di un ex tappezziere di Francesco Recami

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Super ma lo vedo solo ora, faccio un po’ di diffusione

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