L’altra metà della notte di Fabio Mundadori

laltra-meta-della-notte-bologna-non-uccide-9788868102746di Patrizia Debicke

La polizia brancola, Roberto Fabbri, un giornalista televisivo d’assalto, mira solo a fare crescere l’audience della sua trasmissione Notte Criminale per ottenere un lucroso contratto per una TV internazionale… Nel frattempo a Bologna qualcuno di incontrollabile che è già all’opera, ha colpito e ucciso senza pietà. Ben presto il lato oscuro della collina farà ritrovare quasi per caso il cadavere di una donna barbaramente straziata da una bomba. La vittima viene identificata come Anna Serra, scampata trentacinque anni prima (quando ne aveva quattro) alla barbara carneficina della stazione di Bologna del 2 agosto 1980. La famiglia ne aveva denunciato la scomparsa…

La prima ipotesi degli inquirenti è incidente, mentre l’io onnisciente della narrazione ci presenta un pauroso sottofondo in cui appaiono un burattinaio e un burattino killer ben poco controllabile. In prima battuta, il caso viene affidato al commissario Cesare Naldi, che si avvale come spalla della giovane e sveglia agente Cristina Colombo. Naldi che, come la Serra, è uno dei sopravvissuti alla strage e che da allora non riesce a dormire e nelle ore che dovrebbe dedicare al sonno vegeta in una specie di catalessi sviluppando un raro istinto investigativo, scava a fondo.  Gli indizi trovati ben presto fanno pensare ad altro. Potrebbe essere un omicidio.  Ci sono casi simili. La Serra infatti non è la prima vittima della mente contorta di un killer. E’ mai possibile che qualcuno bracchi ed elimini con lucida precisione, simulando incidenti o suicidi, tutti coloro che in qualche modo sono miracolosamente sfuggiti alla morte? I due poliziotti, commissario e agente, sfidando anche le ire e i veti dei superiori, si impegneranno in una rocambolesca (francamente mi sono trovata ad ammirare in tutti sensi il fiato e l’energia di  Cesare Naldi che, a conti fatti, dovrebbe avere sessant’anni anni e passa) e pericolosa caccia sul filo del rasoio per smascherare un imprevedibile e spietato assassino.

Romanzo che si svolge quasi in parallelo su due piani temporali, con continui, angoscianti flash back che, guidati dalle lancette di un crudele orologio del tempo, ci costringono a rivivere tutti gli attimi prima e dopo la spaventosa strage di Bologna del 2 agosto 1980. Mundadori piazza a quella data l’innesco che ha dato il via all’attuale tragedia, con il passato che sembra voler punire e condizionare il presente. Un sanguinoso antefatto di morte  che collega i sopravvissuti con la  vicenda attuale.

Le indagini e la ricostruzione dei fatti, spesso molto tecniche e dettagliate sono così minuziosamente descritte che talvolta addirittura sovrastano la narrazione, confrontandosi sinistramente con i giochi e gli equilibrismi quasi “hackeristici” esercitati dai protagonisti.

Tempi lunghi e spesso ingannatori per una storia complicata, tesa a sbalordire il lettore smaliziato, ma  che riporta anche dolorose descrizioni di quelle tragiche ore di più di tant’anni fa,  mettendo in evidenza i macabri particolari del teatro della strage con il pavimento della Stazione bagnato  dal sangue degli innocenti e il famoso Bus 37, diventato lugubre traghetto di morte per le vittime dell’attentato.

Palcoscenico amaro per L’altra metà della notte, una Bologna, non più serena città dal volto provinciale ma moderna e dura metropoli, governata dal marciume che ne erode le redici.

(Damster, 2016)

 

 

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