Reporter Seriale: MARSEILLE, passo falso per Netflix Europa

di Romano De Marco

Quando Netflix annunciò (quasi due anni fa) di voler sbarcare in Europa e produrre fiction nel vecchio continente, il mondo degli autori e sceneggiatori televisivi nostrani venne scosso da una brezza di ottimismo e speranza. Ebbene, il primo risultato di questo sforzo produttivo è assolutamente scarso e lascia forti dubbi sul proseguo di questa attività da parte del colosso televisivo on line. Sto parlando di MARSEILLE, serie ideata da Dan Franck e Florent Emilio Siri, interpretata da Gerard Depardieu e Benoit Magimel. La scelta di Florent Siri come “showrunner” mi ha da subito lasciato perplesso. Costui è un cineasta (regista e sceneggiatore) ampiamente sopravvalutato che nella carriera ha sempre scimmiottato i blockbuster hollywoodiani cercando di ricucinarli in salsa europea, con scarsissimi risultati. Ha diretto non più di una manciata di pellicole e la sua unica regia americana è stata HOSTAGE con Bruce Willis, deludente film tratto da un buon romanzo di Robert Crais. Ma cosa gli è saltato in mente, ai tipi di Netflix, di andare a scegliere lui quando avevano a disposizione gente del calibro di Olivier Marchal? (Andatevi a rileggere la mia recensione alla sua serie-capolavoro BRAQUO).

marseille

Nelle otto puntate di MARSEILLE mi è parso evidente, da parte di Siri, la volontà di imitare HOUSE OF CARDS (punta di diamante delle produzioni Netflix) con stile francese, ottenendo risultati a dir poco imbarazzanti. Assolutamente poco credibile e pieno di incongruenze il plot: Robert Taro sindaco di Marsiglia (interpretato da Depardieu) è in procinto di abdicare, dopo aver spianato la strada di una facile vittoria al suo delfino Lucas Barres. Ma poche settimane prima delle elezioni comunali Barres gli si rivolta inspiegabilmente contro. Taro decide, allora, di ricandidarsi e fra i due inizia una dura battaglia elettorale senza esclusione di colpi.

Esaminiamo velocemente le cose che non vanno: recitazione a dir poco imbarazzante… Macchiettistica (come ha giustamente rilevato Aldo Grasso sul Corriere della sera) sopra le righe, patetica. Sembra più un telefilm poliziesco generalista austriaco che una serie di livello. Si salva, a stento e per mestiere, il solo Depardieu (che una volta debordava per la sua recitazione istrionica e oggi deborda solo dai vestiti, per uno stato di obesità che gli impedisce anche di muoversi normalmente). Magimel è ridicolo. Non trovo altri termini… Ridicolo con le sue meches bionde, il suo sguardo perennemente affilato e le labbra a culo di gallina, il suo atteggiarsi da gran figo con perlomeno dieci chili di troppo. Peraltro l’attore dimostra dieci anni di più di quelli che ha all’anagrafe, e la cosa dsi ripercuote negativamente sulla credibilità del suo personaggio.

Un’altra grave pecca della serie è una quasi totale assenza della città di Marsiglia con le sue prerogative di centro della malavita organizzata internazionale. I malviventi sono, anche loro, rappresentati come delle macchiette senza un minimo di approfondimento psicologico o inquadramento storico-sociale. La città è nient’altro che uno sfondo. Se ne parla, se ne parla… ma solo in superficie. Dal punto di vista tecnico, va rilevato che il montaggio è assurdo. Compulsivo, nevrotico, a tratti sembra raffazzonato e improvvisato. Sequenze interrotte, intermezzi senza senso… I cosiddetti colpi di scena (tutti telefonatissimi) gridano vendetta. Ci sono anche evidenti incongruenze temporali (se si segue la cronologia degli eventi narrati). Insomma, non funziona quasi niente. Forse salverei qualche comprimario, soprattutto i più giovani, e la sigla iniziale. Per il resto buio totale. Credo si possa escludere la produzione di una seconda stagione, nonostante il cliffhanger al termine del conclusivo ottavo episoodio… Ora aspettiamo la serie SUBURRA prodotta in Italia e speriamo che la qualità sia decisamente superiore. Del resto è risaputo che “the Italians do it better”…

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Una risposta a Reporter Seriale: MARSEILLE, passo falso per Netflix Europa

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Bravo Romano

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