ALESSIO ROMANO – Paradise for all

alessio-romano-scrittoreDalle pagine del Corriere della sera, Antonio D’Orrico lo defini’ “Uno dei migliori esordi della stagione editoriale”. A dieci anni di distanza, Paradise for all, il primo romanzo dell’abruzzese Alessio Romano, torna in libreria edito da Bompiani, con una nuova bellissima copertina e in una edizione arricchita dalle note dell’autore e da un nuovo editing. E’ un romanzo che trasuda voglia di scrivere, fantasia, amore per la letteratura e un sano spirito dissacratorio nei confronti del tempio della scrittura creativa per eccellenza in Italia, la scuola Holden di Torino (che Romano frequentò ai tempi della prima stesura). La vicenda gira intorno all’omicidio di Elena, una talentuosa allieva della scuola, e alle indagini condotte da Matteo, suo compagno di corso perdutamente innamorato di lei. Tanti i personaggi, tanti i colpi di scena, gli avvenimenti e gli improvvisi cambi di direzione nel plot carico di tensione e originalità. Ma al di la dell’aspetto “di genere”, il romanzo si fa apprezzare soprattutto per la sua struttura virtuosa che sfocia nella meta narrativa. Anzi, per dirla tutta, nella meta-meta-narrativa. Perché Alessio Romano non si limita a trasformare in personaggi del suo libro veri professori e veri allievi della Holden, ma ci prende gusto e inserisce anche se tesso (Alessio “il pescarese”) come uno degli aspiranti autori che decide, nel finale, di scrivere un romanzo sulla vicenda dell’omicidio di Elena.

Fra i personaggi chiave, spicca lo scrittore Sandro Veronesi, docente della Holden, qui presentato in versione inedita e con dei contorni caratteriali abbastanza inquietanti. In seguito alla prima uscita di Paradise for all, Veronesi dichiarò scherzosamente di aver deciso di non denunciare l’autore solo perché la lettura lo aveva molto divertito. Ma, oltre paradisea lui, molti altri sono i personaggi reali coinvolti, a diverso titolo, nella storia… Cito solo, tra i docenti, il co-fondatore della Holden Alessandro Baricco e, tra gli allievi, la divina Francesca Bertuzzi, divenuta poi, a sua volta, un’autrice di successo.

Il finale del romanzo ha una doppia valenza. Dal punto di vista del “genere” è in linea con quelli che sono meccanismi narrativi ampiamente collaudati (colpevole a sorpresa, indizi che combaciano, eventi apparentemente insignificanti che assumono nuova luce in seguito a una rivelazione improvvisa). Dal lato più squisitamente “autoriale”, la conclusione (nella parte che si protrae dopo la scoperta dell’assassino) assume un diverso spessore. Romano non lesina su citazioni e omaggi a vari suoi autori di riferimento, e compie una specie di triplo salto mortale con avvitamento come a voler coinvolgere tutto e tutti senza, alla fine, scombinare nulla. Come se un elefante (senza alcun riferimento alla notevole stazza fisica dell’autore!) entrasse di corsa in una cristalleria e ne uscisse, prodigiosamente, senza aver rotto nulla. Qualcosa di niente affatto facile ma che a Romano riesce benissimo.

In seguito al suo brillante esordio, Romano non interruppe i rapporti con la scuola Holden (con la quale collabora tuttora tenendo dei corsi) e, negli anni a seguire, si dedicò in maniera trasversale al mondo della scrittura. Uno dei pregi che gli vanno sicuramente riconosciuti è di non appartenere a quella categoria di scrittori (costituita dalla quasi totalità…) sempre in ansia per una specie di condanna non scritta a dover assolutamente sfornare un romanzo nuovo ogni anno. Romano recentemente è tornato a colpire nel segno con il suo “Solo sigari quando è festa” (Bompiani, 2015) e noi tutti ci auguriamo di leggere presto altre sue cose. Temendo, inconsciamente, di essere personalmente coinvolti nelle sue trame…

Recensione di Romano De Marco (il nostro Reporter Seriale)

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Una risposta a ALESSIO ROMANO – Paradise for all

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    bello

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