Maria Viani e le ombre del ’68

valleMaria Viani e le ombre del ’68

– Un’indagine genovese –

Romanzo di Maria Teresa Valle (Frilli editore, 2016)

Dopo La Guaritrice, in cui Maria Viani frequentava ancora le medie, e Burrasca in cui era una studentessa al terzo anno di liceo, nuovo appuntamento giallo, per quella che ormai è diventata la volitiva protagonista cult di Maria Teresa Valle, iscritta questa volta al secondo anno di biologia dell’università di Genova.

Si parte con l’accorato incipit: «Quando Elisabetta scomparve per me fu una sorpresa. Fui messa davanti all’evidenza che la mia amica non era la persona che avevo immaginato».

Maria Viani divideva infatti un minuscolo appartamento genovese ricavato sopra un garage, con Elisabetta de Gregorio, una bella ragazza bionda iscritta a scienze politiche e – la nostra eroina l’aveva scoperto presto – una contestatrice rivoluzionaria sfegatata.

Siamo nel ‘68 a Genova, in piena lotta sindacale per i diritti dei lavoratori che ha cominciato a sposarsi pericolosamente alla contestazione studentesca.

L’eco del vicino ’68 francese infiamma gli animi giovanili. Gli scioperi e i cortei locali provocano duri scontri con la polizia. I celerini in assetto da battaglia con i loro caschi verdi fronteggiano i manifestanti, gli insulti volano, dalle parole si fa presto a passare ai fatti, con feriti più o meno gravi dalla due parti. Di chi è la colpa?

L’oceanica manifestazione contro il golpe dei colonnelli in Grecia provocherà il grave ferimento dell’ispettore Sergio Contini, vecchio amico, diventato anche qualcosa di più, di Maria. Le prime azioni terroristiche sono all’orizzonte, una rivoluzione sembra alle porte.

E, proprio in quel periodo, Elisabetta, che ha dichiarato all’amica e coinquilina di partire in vacanza con amici per pochi giorni, non torna. Dov’è? Cosa le è successo? Tutto farebbe pensare che la scomparsa sia dovuta al suo diretto coinvolgimento nella contestazione genovese. O c’è altro?

Certo è che la ragazza è anche legata a filo doppio a un gruppo rivoluzionario di figli di papà dell’alta borghesia del nord Italia con problemi esistenziali e farneticanti rivendicazioni. Il loro scopo sarebbe infiammare e coinvolgere nella loro causa anche gli operai liguri della vecchia guardia. Con una rapida e continua serie di cambiamenti di scenario, Maria Teresa Valle fa filtrare un rapimento, ci rimanda a odi lontani in terra iberica, a morti mai dimenticati e a ferrea volontà di vendetta a ogni costo.

Per ritrovare Elisabetta, che da anni ha rotto i rapporti con i genitori, Maria otterrà l’aiuto del fratello della ragazza. Però Elisabetta pare scomparsa nel nulla e con lei tutti i suoi numerosi amici. Non resta loro, che rivolgersi a Sergio Contini e sollecitare l’appoggio della polizia. Perché forse un amico diverso dagli altri, un operaio, magari potrebbe? Insomma la ricerca di Elisabetta fa scoperchiare anche le tombe. Poi però la storia si complica, si frammenta in mille rivoli, in tante situazioni. Alcuni attori fanno un passo indietro, altri ritornano preceduti da enigmatici scritti, altri ancora compaiono in scena, per arrivare finalmente, anni dopo, a un epilogo tutt’altro che scontato.

Epilogo non scontato che m’impone di citare la descrizione di Elisabetta de Gregorio che Maria Teresa Valle mette in bocca a Maria Viani: «Era bella, lo sapeva e credo che pensasse di potersi prendere tutto. Che fosse un suo diritto».

Recensione di Patrizia Debicke

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Una risposta a Maria Viani e le ombre del ’68

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Grazie diffondo

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