L’amore perduto di Cervantes

rodicioL’amore perduto di Cervantes. La vera storia di Don Chisciotte e Dulcinea

di Angela Rodicio,

Quattro d edizioni

2016 pag. 240

Euro 18.00

In occasione del 400° anniversario della morte del più famoso scrittore spagnolo, è arrivato nelle librerie: L’amore perduto di CervantesNell’inverno del 1994, la giornalista Angela Rodicio, inviata della TVE, la Televisión Española, televisione pubblica spagnola, arrivava a Zagabria proveniente da Sarajevo, dopo un rocambolesco viaggio durato 24 ore. Erano in tre, viaggiavano a bordo di una fuori strada incidentata poco dopo la partenza e riparata alla bell’e meglio dai caschi blu spagnoli che avevano collegato la batteria con un cavo di emergenza, e non potevano spegnere il motore, se non volevano restare a piedi.

I tre compagni di viaggio di allora erano: Viktor Nikoladis, capo della nuova agenzia fotografica APTN, l’unico in possesso di una patente e pertanto costretto a guidare senza avere mai il cambio, la grande scrittrice americana Susan Sontag e Angela.

Era stato proprio in quel periodo che Angela Rodicio, durante un fortunoso viaggio in Montenegro, aveva scoperto Ulcinj, o Ulcigno, l’antica roccaforte veneziana di Dulcigno. Nel 2014 Angela Rodicio si rimetteva per strada lungo la costa del Montenegro, per raggiungere Dulcigno, sulle tracce di un’utopia? O forse?

O forse più di quattrocento anni prima Miguel Cervantes, tornato a Madrid dopo una lunga reclusione, mentre scriveva, in solitudine, rimpiangeva davvero una perduta storia d’amore? Più di quattro secoli erano passati tra la sua vita di geniale scrittore, romanziere, poeta, drammaturgo e militare errante e quella di Rodicio, la giornalista spagnola, ricondotta a Dulcigno da quella leggenda albanese che parlava di Cervet, nome dato a Cervantes dagli albanesi, fatto prigioniero dopo la battaglia di Lepanto, ferito gravemente, rinchiuso in una fortezza e innamorato senza speranza della bella figlia del bey. Ma se il personaggio di Dulcinea, idealizzato e cantato da Cervantes nel Don Chisciotte fosse l’incarnazione letteraria di qualcosa di realmente accaduto?

In modo avventuroso e straordinariamente coinvolgente Angela Rodicio ci narra di un doppio viaggio attraverso i Balcani e dei loro attuali pericoli e misteri, richiamando contemporaneamente la memoria di un’intrigante Europa cinquecentesca in cui si fronteggiavano due potenti imperi, quello spagnolo e quello ottomano.

La Rodicio fa rivivere e muovere tra noi il grande autore del Don Chisciotte. Ne racconta le ambizioni, la sua vita raminga che lo portò dai salotti di Madrid alle corti episcopali romane e le sue sfortunate guerre. Trascrive poeticamente alcune di quelle che sono tuttora tra le più belle pagine d’amore, il sognante ricordo di Dulcinea, «nome armonioso, peregrino e significativo» il diario di un prigioniero, emblematica parte del capolavoro di Cervantes.

Un libro/diario angosciante talvolta, quando una crudele realtà si scontra con la favola e che Angela Rodicio definisce «un’inchiesta letteraria» a 400 anni dalla morte dello scrittore. La sua certezza che Cervantes sia stato relegato nelle segrete dell’antica roccaforte veneziana di Dulcigno, la spinge a una romantica e inedita chiave di lettura del Don Chisciotte. L’antico nome di Ulcinji Dulcigno richiama la Dulcinea, la musa del don Chisciotte ma il Don Chisciotte non è solo un’opera di fantasia, ma anche di immaginaria interpretazione di ricordi e dunque magari di un impossibile amore? Quindi, secondo Angela Rodicio, l’etereo ed enigmatico personaggio di Dulcinea, starebbe per un luogo che rappresenta la personificazione letteraria di qualcosa di veramente accaduto?

Scrive la Rodicio, all’inizio del suo secondo capitolo:

«In un punto lungo la costa di cui non si può dimenticare il nome, convivono persone di diverse etnie, che ancora oggi raccontano una vicenda tramandata di generazione in generazione. Ḕ la storia di Miguel, poeta spagnolo prigioniero, della figlia del bey, del loro amore e della loro triste metamorfosi, sublimati nell’unico racconto del Don Chisciotte che abbia un lieto fine.»

Un incontro nel tempo e nello spazio quasi che Cervantes fosse tornato a guidare i passi e la penna di Angela Rodicio.

Angela Rodicio è reporter della televisione pubblica spagnola (TVE). Tra i più giovani inviati durante la prima guerra in Iraq nel 1991, è un’esperta di Medio Oriente e politica balcanica. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali per il suo lavoro, tra cui il Premio Internazionale di Giornalismo Maria Grazia Cutuli nel 2011 e, nel 2015, il premio dell´UNCA.

Recensione di Patrizia Debicke

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3 risposte a L’amore perduto di Cervantes

  1. PG Fabbrini ha detto:

    ma che bello!!

    ________________________________

  2. Patrizia Debicke ha detto:

    Grazie

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