David Lynch: Perdersi è meraviglioso

Recensione di Corrado Ravaioli

David Lynch divide da sempre il pubblico, con la sua l’estetica disturbante e gli incubi di celluloide. Per chi è attratto dalle sue opere, un libro come Perdersi è meraviglioso, pubblicato da Minumun Fax nel 2013, è imprescindibile. In particolare per chi non si accontenta della superficie ma vuole capire cosa accade nella testa del regista, quando nasce il processo creativo. Il libro curato da Richard A. Barney,  raccoglie 24 interviste realizzate dal 1977 al 2008, al padre di Velluto Blu e Twin Peaks, celebre per la riluttanza a parlare della sua poetica e tanto meno spiegare il significato delle sue pellicole.

Lynch, per formazione artistica, ha sempre lasciato spazio alle interpretazioni. Allo stesso modo non aspettatevi risposte univoche. A proposito di Eraserhead: “Tutto il film è una specie di viaggio sotterraneo nell’inconscio. E’ come se s’insinuasse strisciando nello spettatore. Di certo per me ha un significato, ma non ne voglio parlare. Per altri significa qualcos’altro, e va benissimo.” Il non detto, spesso nasconde una sottile ironia, affascina più delle parole del regista. Queste interviste offrono uno spiraglio sulla poetica lynchiana.

lynch libroBisogna però saper leggere il significato nascosto dietro il sipario, entrare nel flusso di coscienza del regista. Una parte del pubblico ha sempre cercato di scoprire i significati nascosti nei suoi film. Pensate che sul sito “mullholland-drive.net” sono pubblicate 27 interpretazioni differenti del film premiato per la regia a Cannes. L’altro fronte di cinefili è convinto che i suoi film debbano essere “sentiti”. In realtà lo stesso Lynch dichiara di non avere sempre il quadro completo dei film che sta realizzando. «E’ un bene non saperne troppo su quello che stai per fare». Indipendentemente dal vostro approccio alla filmografia del regista americano, troverete in queste conversazioni piccoli dettagli tecnici, aneddoti su attori o membri dello staff, ma anche riflessioni sul cinema, la pittura e il design, altre forme d’arte che Lynch ha coltivato negli anni. Emerge la sua passione per la fotografia e i colori, così come l’attenzione per la musica. E non mancano riferimenti alla meditazione trascendentale, che il regista ha sempre praticato con evidenti influenze sulle sue pellicole. Insomma troverete tanti elementi utili ad arricchire, o confondere, le vostre certezze sull’autore. Perché in fondo “perdersi (nei suoi film) è meraviglioso”.

***

David Lynch, Richard A. Barney (a cura di)

Perdersi è meraviglioso

Minimum fax

pag. 433

€17,00

Trad. Francesco Graziosi

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Una risposta a David Lynch: Perdersi è meraviglioso

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    grazie

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