KATIA BRENTANI

katia1ATTIVITA’:   editore

SEGNI PARTICOLARI:  occhi neri, voce strana, mani grandi, sindrome da lettrice compulsiva e una passione sfrenata per  la vita tipica di chi ha rischiato di morire (non in senso metaforico)

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Loggione

 

Le tue origini e la formazione

Bolognese doc. Amo alla follia la mia città e solo io posso parlarne male! Un po’ come per i fratelli minori. Scrivo da quando ho scoperto la magia delle parole in prima elementare. Il primo racconto l’ho pubblicato sulla rivista Confidenze del gruppo Mondadori non ancora maggiorenne. Per una decina di anni ho pubblicato racconti, romanzi brevi su riviste nazionali. Collaborato con giornali e riviste del territorio, fondato un gruppo di lettura con un’amica scrittrice. Ho scritto romanzi, anche a quattro mani, gialli, fiabe per bambini e libri di enogastronomia. Otto anni fa il mio incontro con Massimo Casarini e l’inizio di una collaborazione con la sua casa editrice Damster Edizioni continuata nel tempo. Quattro anni fa sono diventata responsabile editoriale della Collana del Loggione cresciuta fino a diventare oggi una casa editrice autonoma mia e di Max:  Edizioni del Loggione srl.

Sono una inquieta malata di lettura e scrittura.

Cosa rispondevi, da piccola, quando ti chiedevano che lavoro avresti voluto fare?

La maestra…tutto il giorno con la matita e i libri in mano.

E adesso, quando ti chiedono cosa fai?

L’editore in rodaggio della neo nata Edizioni del Loggione srl. Quello con l’esperienza nel campo è il mio socio Massimo Casarini.

“Le donne che fecero l’Impresa” (Collana Agrodolce – Edizioni del Loggione) è un’antologia dove le protagoniste sono donne antesignane: donne forti, innovative, appassionate, che fecero percorsi importanti. Un sottotitolo al libro.

Il sottotitolo esistente  “nessun pensiero è mai troppo grande” è perfetto. Non imbrigliamo i sogni e crediamo nelle nostre capacità con umiltà e determinazione.

Katia2Ci parli di una di loro?

Nel libro io e le mie fantastiche compagne d’avventura abbiamo raccontato le “imprese” di donne  che hanno portato e continuano a portare la fama ed il prestigio dell’Italia nel mondo come Ada Masotti fondatrice della Perla o Elisabetta Sirani e altre meno conosciute come la mia protagonista: Stella Pedrazzi.

Stella Pedrazzi (nonna del professor Luigi) con il suo forno di via Santo Stefano  aveva fatto una discreta fortuna vendendo i tortellini e lavorando venti ore al giorno. Nel suo forno lavoravano più di ottanta sfogline oltre a fornai, fattorini e commesse. Con i soldi ricavati dalla vendita del forno della nonna Stella il prof. Luigi Pedrazzi salvò Il Mulino nel 1964. La dimostrazione che a Bologna dotta e grassa l’amalgama cibo-cultura  è nel nostro dna.

Ma, tra le tue numerose pubblicazioni, ne ho trovate anche alcune con rimandi gastronomici, come Penne alla Bolognese all’Osteria delle Donzelle o Couscous & tortellini.  Il cibo è un ingrediente interessante nella narrativa?

La nostra casa editrice Edizioni del Loggione si occupa principalmente di enogastronomia. Ho scritto diversi libri di enogastronomia. La cucina è da sempre una delle mie grandi passioni (dopo la scrittura e la lettura).

Il cibo è cultura, le nostre radici, le tradizioni, il desco familiare, i ricordi dell’infanzia.

Un ingrediente versatile per insaporire storie o un pretesto per affrontare temi drammatici e purtroppo sempre attuali come in Couscous & Tortellini dove il cibo è un pretesto per raccontare la storia di due donne, diverse per origine, cultura e temperamento ma accomunate dalla violenza che subiscono dai rispettivi compagni.

In Penne alla Bolognese all’Osteria delle Donzelle il cibo è un preteso per giocare sul doppio significato della parola “penne” e raccontare attraverso dei racconti la bella esperienza fatta con altri autori all’Osteria delle Donzelle dove ci siamo incontrati per un anno ogni quindici giorni per condividere la nostra grande passione per la scrittura.

E ora parliamo di te. Cosa non avresti mai immaginato, che hai invece poi scoperto col tempo?

L’elenco sarebbe troppo lungo. Mi sento sempre come Dorothy nel mago di Oz.

La vita è una continua scoperta. Nel bene e nel male.

Due tuoi pregi e due difetti

Difetti accertati: sono logorroica e quando ho in testa un progetto o mi interessa qualcosa sono “come una goccia che scava la roccia”. Non sono i soli miei difetti!

Pregi non so…chiedere ad amici e parenti.

Katia3

Cosa non sopporti in generale, di questo mondo letterario?

Bella domanda. A mio parere il mondo letterario è come gli altri mondi.  Siamo persone con i nostri pregi e difetti. A volte fa capolino l’invidia, la voglia di fare “setta” con gruppi ristretti di persone,  ma in generale è un ambiente stimolante.

Cosa invece ti piace molto?

La condivisione di progetti e passioni come è accaduto con l’antologia Le donne che fecero l’Impresa e altre antologia. Nascono amicizie da coltivare nella vita privata.

Raccontaci l’ultimo dubbio

I dubbi nella mia “nuova” vita da editore sono all’ordine del giorno. L’ultimo legato a un nuovo progetto.

L’ultima certezza

Di avere fatto la scelta giusta.

L’ultimo/a autodivieto/autolimitazione

Lo ammetto non sono brava a impormi divieti e autolimitazioni. A partire dalla cioccolata.

L’ultima volta che hai riso di gusto (e perché)

Quando posso rido di gusto, fa bene alla salute. L’ultima volta ieri sera: sulla tastiera del mio cell. è spuntata una striscia blu fosforescente simile alla spada laser di Obi-wan kenobi. La forza sia con me!

L’ultimo sogno ad occhi aperti

Sono monotematica (un altro difetto) I miei sogni ad occhi aperti sono legati a persone che vorrei come autori nel Team Loggione. Se si realizzeranno lo scoprirete trovando i libri sugli scaffali delle librerie a fine anno.

Non metto mai limiti ai sogni.

A cosa stai lavorando, adesso?

Sto curando libri per nuovi autori del Loggione. Con l’entusiasmo, l’energia e la passione per una nuova bella avventura letteraria.

Salutaci con una citazione da un tuo libro

“Non sa che ho combattuto una battaglia silenziosa contro le mie stesse paure”

(Il figlio del boia – Damster Edizioni)

 

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Una risposta a KATIA BRENTANI

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    eh, eh

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