Mio carissimo rospo, lettere di Virginia Woolf

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Abbiamo cessato di essere abitanti della terra. Siamo davvero fatte di nuvole. Siamo mistiche e sognanti, e suoniamo fughe all’harmoniu.

Mio carissimo rospo è una raccolta di lettere di Virginia Woolf pubblicata da Elliot nella collana Lampi, con traduzione e curatela di Veronica La Peccerella. Scritte dal 1888 al 1900 , ovvero in un periodo tra l’infanzia e l’adolescenza di una delle più celebri scrittrici inglesi, queste missive fanno emergere soprattutto la vitalità della futura autrice, assieme, come ha sottolineato la curatrice, all’atteggiamento ribelle e canzonatorio tipico, ad esempio, dell’Orlando.

Il titolo scelto per questo libro è dovuto all’abitudine della Woolf di rivolgersi ai suoi destinatari con nomi di animali (tratto distintivo della sua corrispondenza, cui non rinuncerà nemmeno in età adulta). Il rospo in questione è la cugina Emma Vaughan, altrimenti chiamata Amato RospiciattoloDesiderio di intimità, ricerca di confidenza, consolidata affettuosità o tentativo di eversione? Probabilmente tutte le cose assieme. 

rospo1L’arte di scrivere lettere, attività in auge nel periodo vittoriano, veniva esercitata con continuità dalla famiglia di Virginia (gli Stephen) e non è un caso che molte delle lettere siano state indirizzate all’amato fratello Thoby, che morirà giovane. Dell’importanza di dare una consistenza al pensiero, necessità che accompagnò Virginia durante la vita intera,  La Peccerella ci parla nell’Introduzione, che vi consiglio di leggere molto attentamente:

Figlia di un eminente storico vittoriano, per lei nulla era davvero successo finché non veniva registrato, e così scriveva senza sosta per dar forma alla realtà, per ancorarla a qualcosa di solido: articoli, saggi, biografie, romanzi e innumerevoli lettere. Si potrebbe sostenere che persino nei diari l’autrice intrattenesse una corrispondenza con se stessa, per incoraggiarsi o rimproverarsi, per cambiare il segno di un’idea da negativo in positivo, per dar sfogo a quel temperamento dello scrittore che non conosce emozioni semplici, ma deve analizzare ogni cosa, finanche la morte.

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Una risposta a Mio carissimo rospo, lettere di Virginia Woolf

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    una grande

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