Ascesa e tramonto dei Borgia

borgiaAscesa e tramonto dei Borgia        di Eric Russel Chamberlin, Odoya

2016 Pag. 320 Euro.

Meritoria ripresa di un testo ultraquarantenne con un’eccellente traduzione che gli regala vivacità, rendendolo di facile e piacevole lettura.

L’autore la sa raccontare bene, intrigando il lettore anche se in alcuni punti la meticolosità del saggista prende necessariamente il predominio sull’abilità del narratore. Ciò nondimeno, gli riconosco volentieri una precisa cronistoria del periodo, una ricostruzione attenta e accurata ma non accademica di alcuni tra i più caotici conflitti avvenuti in Italia prima, durante l’influenza dei Borgia e subito dopo.

Poi, senza affogare il lettore con una miriade di particolari storici fornisce sufficienti informazioni per fissare le pietre miliari dei maggiori e più importanti eventi della forse più celebre famiglia rinascimentale.

Si è detto e si scritto tutto e di più dei Borgia. E. R. Chamberlin li introduce presentando egregiamente Alfonso Borja, il cui nome fu subito italianizzato in Borgia, poi papa Callisto III, lo studioso e uomo di lettere, ambasciatore di re Alfonso V d’Aragona, che visse i suoi anni di pontificato sognando solo la sua Crociata e impose a Roma i nipoti e un’ingombrante corte spagnola. Callisto III fu il fondatore della celebre dinastia valenziana, ma Rodrigo, da lui fatto cardinale e poi costretto a una dura scuola di diplomazia, aveva una marcia in più. Superò indenne i disordini che fecero seguito alla morte dello zio papa, si barcamenò abilmente con ben tre successori e finalmente riuscì a mettersi in testa la tiara a scapito di Giuliano Della Rovere, suo rivale. Poi ci fu l’ascesa del suo diciottenne primogenito, “scardinalato”, Cesare, quella fulminea ascesa che fece persino sognare a suo padre un regno italiano per la dinastia.

Ma l’improvvisa morte di Alessandro VI, mentre la malattia prostrava Cesare, provocò la sua inarrestabile caduta, seguita dall’esilio, dalla sua prigionia in Spagna, dalla sua funambolica fuga… E infine la morte in battaglia a soli trentadue anni.

Chamberlain ridimensiona con misura certi leggendari eccessi privi di fondamento, ma afferma la plausibilità e spiega certe terribili azioni e gravi soprusi alla luce della realtà e della necessità politica del tempo. Riporta sia le fonti più affidabili tra i contemporanei, che le pure malelingue, contestandole, e parla senza peli sulla lingua di certi gravi errori commessi soprattutto da Rodrigo, poi papa Alessandro VI dettati, a suo vedere, soprattutto dallo sviscerato amore nei confronti dei figli.

Un esame puntuale e corretto di Alessandro VI, dell’amatissimo e imbelle secondogenito Juan, sostituito (o meglio eliminato?) da Cesare, sfrenato, amorale, astuto, crudele e pericolosissimo. Un incredibile personaggio (il primo Principe di Machiavelli, che fu testimone e “fan” di tante sue nefandezze, e che poi dedicò invece il suo celeberrimo testo a Giulio II). Un personaggio tormentato e forse governato almeno in parte dalla tirannia della sifilide. Quindi Lucrezia, la figlia adorata ma bistrattata, usata spudoratamente come pedina.

Chamberlin descrive e in un certo senso spiega lo straordinario potere dei Borgia. Papa Alessandro per esempio, era un strenuo lavoratore e un abile politico “Non mancò a un Concistoro durante trentasette anni”… Aveva grande fiducia in se stesso e fu un Papa mercante. Durante il suo pontificato mirò soprattutto a favorire i figli, in particolare Cesare, considerato da Machiavelli come lo splendido prototipo di un signore rinascimentale e da tanti altri invece come un mostro pazzo e sanguinario. Chamberlin descrive bene la carriera militare e politica di Cesare, la sua preferita metodologia di avvalersi di una larga ragnatela di alleanze e tradimenti, di veloci campagne di attacco, dell’uso delle armi più moderne. Ristabilisce una serena verità su Lucrezia, più vittima che carnefice. Prova a esplorare gli insondabili affetti familiari dei Borgia, la loro spagnolesca e esibizionistica realtà.

Segnala le testimonianze e le voci sui grandi enigmi Borgia: Alessandro VI comprò il suo pontificato? Quanto e come pagò il cardinale Ascanio Sforza? Chi ha ucciso Juan Borgia? Quali dei suoi figli figurano nei ritratti del Pinturicchio? Risposte plausibili? Forse, e tante ipotesi valide per un buon ripasso di storia rinascimentale. La storia ha sempre mille facce, che cambiano e affibbiano le parti del buono e del cattivo secondo che la scrive e chi la racconta. E, comunque, sappiamo tutti che spesso la realtà va al di là di qualunque romanzo.

Recensione di Patrizia Debicke

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Una risposta a Ascesa e tramonto dei Borgia

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Super

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