Rubricate: Piccolo uovo

uovoPICCOLO UOVO 

di Francesca Pardi

Lo Stampatello Edizioni

(Miglior libro 0/6 anni – Premio Andersen 2012)

Forse non è un caso che il protagonista dell’incantevole favola di Francesca Pardi sia un piccolo uovo. Un guscio animato da un’irreprimibile urgenza di schiudersi e trattenuto, tuttavia, dal bisogno di capire dove crescerà.

L’uovo ha molteplici valenze sul piano simbolico, di potenzialità intatta, fecondità, interezza, nascita annunciata…

Mentre il guscio, metaforicamente traslato sul piano della contemporaneità, rimanda in qualche modo alla rigidità costrittiva di una mentalità e di una realtà istituzionale ormai inadeguate a riconoscere e ad accogliere la fioritura delle innumerevoli tipologie di famiglie.

Piccolo uovo dunque, questo tenero ovetto antropomorfo disegnato da uno strepitoso Francesco Tullio-Altan, abbandona la manciata di paglia su cui è stato deposto e decide di andare a vedere cosa sia la famiglia, di cui ha tanto sentito parlare e a cui pare destinato per il fatto stesso d’essere sul punto di nascere.

Nel suo innocente peregrinare si imbatte in tanti tipi di famigliole di animali splendidamente illustrati.

Famiglie costituite da una mamma, un papà e i figlioletti, da due mamme e i figlioletti, da due papà e i figlioletti, da un solo genitore e figlioletto, da genitori e figlioletti adottivi, da genitori e figlioletti di razze differenti…

Elemento comune, a queste famiglie variopinte, è l’affetto accogliente che fa star bene, la cosa di cui Piccolo uovo, come ogni cucciolo, ha necessità.

E, finalmente appagato il bisogno di comprensione, Piccolo uovo inizia a schiudersi.

Quel che colpisce è l’uso che Francesca Pardi fa del verbo vedere.

Così decise di andare a vedere…

Era venuto il momento di andare a vedere!

A sottolineare che gli occhi limpidi di un bambino, non offuscati da preconcetti indotti, esplorano il mondo e riconoscono l’amore.

E quasi a esortare gli adulti, perché guardino senza timore alle molteplicità, foriere di bellezza e arricchenti. Mentre il pregiudizio, il fanatismo e la strumentalizzazione politica sono sminuenti e fabbricano odio.

Una lingua cristallina, musicale, ritma la storiella dell’ovetto ottimista che si incammina verso la felicità.

Quasi un augurio per tutti i bambini, che siano messi in grado di scegliere e restare con chi davvero li ama!

Recensione di Caterina Falconi

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Una risposta a Rubricate: Piccolo uovo

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Viva i piccoli

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