LETIZIA VICIDOMINI

Letizia 1ATTIVITA’:  Assistente amministrativo per dovere – Speaker radiofonica per passione – Scrittrice per vocazione

SEGNI PARTICOLARI:  naso a patatina (così diceva la mia mamma)

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Le tue origini e la tua formazione

Sono nata a Nocera Inferiore, a metà strada tra Salerno e Napoli, ma da oltre vent’anni pendolo tra casa e il capoluogo, di cui sono diventata cittadina onoraria (ci vivo per tre quarti della mia giornata).

Ho cominciato a “fare la radio” a quindici anni e non ho mai smesso. Nel frattempo mi sono sposata giovanissima facendo la mamma, ma anche la conduttrice di spettacoli e la voce pubblicitaria e poi a lavorare a scuola.

Cosa rispondevi da piccola quando ti chiedevano che lavoro volevi fare?

L’attrice, e di preferenza volevo fare musical. Guardavo in tv i film degli anni 50 e 60, amavo Gingers Rogers e Fred Astaire, poi da adolescente “Saranno famosi”. Alla fine, però, ci sono riuscita a fare teatro, anche se a quarant’anni, e non per professione ma passione.

E adesso, quando ti chiedono che lavoro fai?

Normalmente dico che faccio l’assistente amministrativo, visto che le altre mille cose che faccio non riesco a definirle un lavoro.

Nero. Diario di una ballerina, è da qualche mese uscito per Homo Scrivens Un sottotitolo al libro.

 Non siate mai certi di quello che fareste dinanzi alle imprevedibile svolte della vita. Potreste smentirvi da soli.

Il tema della danza si intreccia a quello del teatro, dell’esibizione, dei rischi del mestiere e soprattutto del noir, perché il mistero ruota attorno alla caduta di Simona, la protagonista ballerina di danza classica che, a seguito di un incidente, si frattura i talloni. Come mai hai scelto questo suggestivo scenario?

Tra gli spettacoli che, nella mia carriera di presentatrice, ho condotto più spesso ci sono sempre stati quelli di danza. Dalla mia postazione privilegiata, tra palco e quinte, ho potuto vedere cose, cogliere dettagli che mi hanno fatto amare l’universo dei ballerini, creature estremamente diafane e all’apparenza fragili ma dotate di una determinazione assoluta. Un’anima d’acciaio in un involucro di velluto: questo ho sempre pensato. La storia è cresciuta pian piano dentro di me, poi è esplosa. Ed è diventata noir.

Che spazio ha l’amore, in questo romanzo?

Molto ampio, ma non solo in forma canonica. C’è anche la corruzione dell’amore, il suo esatto opposto. E poi ci sono le altre declinazioni, altrettanto forti, come l’amicizia, la maternità, l’amore filiale.

E le maschere, ovvero le apparenze?

E’ una storia basata fortemente sulle maschere e sul doppio di ogni personaggio. Simona rivela pian piano il suo lato oscuro, Massimiliano lo nasconde e mostra, invece, quello che più gli è utile. I corpi stessi mentono, sfoggiando una leggerezza che fa da contrappunto al dolore fisico celato. La danza classica è per antonomasia una disciplina contro natura, e deforma in nome della bellezza.

Persino i due mondi dai quali provengono i protagonisti sono antitetici.

Simona compila i suoi diari utilizzando un codice che conosce da quando era bambina: la metascrittura si sovrappone così alla narrazione… 

Ho sempre pensato che i personaggi delle mie storie dovessero essere quanto più possibile tridimensionali. Introducendo il diario di Simona e il codice che nasconde (ancora una volta) la verità, ho sbirciato nel buco della serratura della sua anima.

Letizia 2Hai lavorato come conduttrice per diverse radio: quale pensi sia la qualità irrinunciabile di una speaker?

La verità. Non intendendo con questo, almeno non solo, quella relativa ai contenuti, ma l’essere veri, autentici, davanti al microfono. Chi ascolta lo capisce quando la voce che gli parla parte dal cuore e non è solo il prodotto di uno studio fatto a tavolino. Quando trasmettevo per Hit Channel, il canale satellitare di RTL 102.5, mi arrivavano messaggi da tutto il mondo, e c’era chi diceva “non capisco tutto quello che dici perché parlo una lingua diversa, ma mi piace ascoltarti”.

Raccontaci un aneddoto dal mondo radiofonico

Sempre in quel periodo, io trasmettevo da Napoli e altri colleghi da città diverse. A Milano c’era Ringo (ora a Virgin Radio), al quale passavo la linea. Una volta ha registrato a mia insaputa tutta la strofa di un pezzo dei Red Hot che io canticchiavo a microfoni spenti e poi l’ha mandata in onda. Diciamo che non ero propriamente intonatissima!!!

Una cosa che ti piace del mondo della scrittura.

Ho avuto la fortuna di conoscere persone meravigliose, in primis il mio maestro Maurizio de    Giovanni, e tanti altri colleghi e colleghe che fanno cordata, soprattutto a Napoli, e si supportano a vicenda. E’ bellissimo.

Una cosa che trovi faticosa (sempre di quel mondo).

Far capire alla gente che prendere parte ad una presentazione è un’esperienza che arricchisce e dà maggiore gusto alla lettura. Che dedicare un’ora a questa attività è mille volte meglio che andare al centro commerciale. Non è sempre facile, ma ad oggi molti amici – lettori si sono convinti. Però, che fatica!

Due tuoi difetti e due pregi

Non mi arrendo mai e penso sempre positivo. Sono maniaca dell’ordine e testarda. Decidete voi quali sono difetti e quali pregi.

L’ultima delusione

Avevo sperato di ottenere il trasferimento in una scuola più comoda da raggiungere, ma non ci sono  riuscita. Però ho trovato belle persone che mi apprezzano e nuovi lettori. Le mie delusioni non durano mai a lungo.

L’ultima soddisfazione

Finalista al Garfagnana in giallo, nella sestina insieme a Roversi e Pulixi.

Progetti?

Scrivere ancora tante storie, recitare tanti ruoli, pronunciare tante parole, conoscere tante persone.

Salutaci con una citazione da Nero. Diario di una ballerina.

Nero, come un velo che oscura la vista.

Nero, come un drappo che copre la coscienza.

Nero, come la morte.

 

 

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2 risposte a LETIZIA VICIDOMINI

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    grazie

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