NINA

ATTIVITA’:  iena e mangiatrice professionista

SEGNI PARTICOLARI: le lentiggini sul nasone

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Nina 1

Le tue origini e la tua città

Sono abruzzese, anzi marsicana: sono nata ad Avezzano. Ma rivendico anche le origini napoletane della mia famiglia paterna.

Il tuo nome di battesimo è Giovanna: Nina arriva dal diminutivo Giovannina?

È una storia lunghissima! Diciamo che dire “arriva dal diminutivo Giovannina è la cosa più logica e più semplice…”. Una piccola chicca: per molte persone che amo sono Nino.

Cosa rispondevi, da piccola, quando ti chiedevano che lavoro volevi fare? 

La giornalista.

E adesso cosa dici?

Quello che mi farà sempre svegliare felice.

Sei una delle new entry delle Iene, ma hai alle spalle una vasta esperienza sia come giornalista sia come autrice. Come sei approdata alle Iene, all’inizio, quando il tuo ruolo era ancora dietro le quinte?

Avevo nel cassetto un bel po’ di materiale girato che non era mai “diventato grande”: storie belle o buffe che per vari motivi non avevo trasformato in un programma. Ne ho parlato con Davide Parenti (il nostro super capo) e lui mi ha chiesto di farne  dei servizi/reportage per le Iene. Credo che il mio primo servizio “senza Nina in video” sia andato in onda nel 2008… Poi ho collaborato saltuariamente fino al 2013 anno in cui, dopo le due edizioni di Sex Education Show per FoxLife dove  per la prima volta andavo in video, è nata l’esperienza di “Le Iene presentano: XLove”. Il resto credo sia storia nota.

Ma tu quanto sei iena? Facci un esempio.

Sono iena anche nella vita, anzi forse un po’ di piú. Nel programma racconto storie di vita che mi piacciono: è raro che vada ad inseguire o a fare cazziatoni a ladri e truffatori. Nella vita mi viene facile invece. Ho un forte senso della giustizia e quindi se mi trovo di fronte a dei mascalzoni o a dei furbetti li affronto a muso duro. Devo dire la verità: qualche volta le ho anche prese.

Cosa fai quando non fai la iena?

Se riesco prendo Gino, il mio camper Westfalia T2 e scappo al mare, a fare windsurf o a surfare… Sono totalmente innamorata della tavola. Anche se sono una pippa. 🙂

nina 2

Raccontaci la parte più divertente del tuo lavoro.

Il mio è un lavoro divertente. So di essere molto fortunata e non riesco a individuare un momento più divertente di altri. Comunque in generale le trasferte con i colleghi, quando sono anche amichetti, mi piacciono un sacco.

La parte più faticosa

Le ore e ore e ore e ore passate in montaggio. Non esistono sabato/domenica/natale e pasqua: quando siamo in onda noi lavoriamo sempre, potrei dire h24. E il momento più brutto per una buongustaia come me è quello in cui ci guardiamo affranti e ci diciamo: “E pure stasera panino triste al bar dell’ufficio”…

Un servizio che ti spaventava

Il servizio che mi ha portato a Gaza, in Palestina. Mentre ero lì è passato tutto e ha prevalso l’adrenalina e la passione e l’amore che ho trovato ma prima di partire un po’ di paure ce le avevo.

Un servizio dove ti sei sentita molto utile

Il servizio che raccontava la storia di Ayse una bellissima ragazza nata in Sicilia da genitori turchi che l’hanno scorso è stata praticamente rapita dalla sua famiglia e portata a vivere in un paesino della Turchia perché doveva “purificarsi” e allontanarsi dalla vita occidentale. Era scomparsa, non si sapeva piú nulla di lei da mesi, ma grazie soprattutto al coraggio della sua amica del cuore Chiara che ci ha contattati e ci ha aiutato nelle ricerche siamo riusciti a farla tornare a casa, a Siracusa, dalla sua vera famiglia: i suoi amici e il fidanzato. Quando ho visto quelle due piccole donne  abbracciarsi in lacrime sull’aereo che riportava Ayse a casa ho pensato che potevo anche andare in pensione.

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Hai curato i Viaggi di Nina, docusoap in 5 edizioni interamente ideate da te. Racconti (con voce esterna, senza apparire in video) storie di donne molto diverse tra loro: donne lesbiche, donne soldato, donne che hanno scelto di fare le escort, donne 40enni alle prese con una nuova vita da single. Trovo molto interessante quest’attenzione verso le donne. E coraggiosa, anche,  in un momento sociale come il nostro in cui le donne, più che approfondite, vengono esibite… (continua tu, se questa mia frase ti suscita un pensiero)

I viaggi di Nina sono nati dalla mia curiosità e dal mio bisogno di conoscermi attraverso gli altri. Ho scelto donne totalmente diverse da me: donne -loro sì!- coraggiose perché si sono mostrate nella loro intimità, esibendo il cuore e non le tette, le loro debolezze e le loro fragilità. Io ci ho messo solo la telecamera, il mio occhio esterno: è stato un “viaggio” bellissimo che mi ha insegnato tanto e che rifarei domani mattina!

A proposito di donne. Parliamo del tuo libro “Ragazze che amano ragazze” (Mondadori, 2015). Un sottotitolo al libro. 

Sottotitolo: “un libro che parla d’Amore e di libertà”

Sembra banale ma per me non lo è.

Perché – secondo te – il tema dell’amore lesbico è ancora molto tabù o comunque non affrontato come l’altro amore omosessuale, quello maschile?

Guarda io credo che qualcosa sia cambiato: era così fino a qualche anno fa. Ora credo proprio che le donne lesbiche, soprattutto le piú giovani, abbiano imparato a non nascondersi, non hanno più paura di far vedere ai loro genitori, ai vicini di casa, al mondo che ci sono, che esistono. Ci mettono la faccia e affrontano chi le vede come dei minacciosi mostri a tre teste. Anche se in Italia c’è ancora parecchia strada da fare credo che tra la maggior parte della gente, delle persone “normali”, non tra chi occupa poltrone, stia prevalendo la tolleranza e il buonsenso e il “vivi e lascia vivere”. Due donne che si amano e che fanno progetti di vita insieme e che giustamente chiedono tutele non possono essere di certo il problema del nostro paese. Forse ora con la legge Cirinna’ -mentre scrivo è in discussione al Senato- la politica recupererà un po’ di metri sulla realtà.

L’ultima volta che hai riso di gusto  (e perché)

Credo 15 secondi fa per un messaggino idiota di un mio amico. Io rido un sacco. Forse pure troppo. Faccio un gran casino quando rido.

Di te non si direbbe che…

Sono una secchiona. E che dormo pochissimo.

Un tuo pregio e un tuo difetto. Anzi, visto che sei così bella e brava, diccene due, di difetti. 

Ahahhaah… Difetto (mi viene prima): sono una capocciona terribile. Secondo difetto: sono fumantina, mi “accendo” subito e litigo un sacco.

Pregio: credo di essere “accogliente”. Insomma io come amica mi vorrei.

L’ultimo desiderio

Rimanere per sempre in Brasile e surfare, surfare, surfare (sono appena tornata da un viaggio bellissimo in quel paese che per me è pura meraviglia).

L’ultima malinconia

Poco fa quando mi ha chiamato mia mamma e mi ha detto: “Ma quando ti vedo Mammi’?” (Praticamente ormai mi vede solo in tv e questa cosa mi immalinconisce parecchio)

Un progetto?

Andare a vivere in Brasile e surfare, surfare, surfare.  Ahahhahahahah!

(e nel frattempo scrivere un altro libro)

Salutaci da iena

Oddio… Ti saluto da coattella quale sono: Divertiti sempre…Se beccamo ci’! 😉

 

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2 risposte a NINA

  1. paola carfagno ha detto:

    Giovanna : intelligente,solare,accogliente,fumantina,capocciona,coraggiosa e..amolto di piu’:solo una cosi’ puo’ fare servizi-reportage molto pregevoli. Vorrei dedicarle la poesia di Frida Kalo,(ti meriti un amore)e dirle continua a lavorare con questa passione.ciao

  2. Patrizia Debicke ha detto:

    bacio

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