Ma tu sei il vento di Antonio Giampietro

antonio 1Le poesie qui presentate sono tratte da Ma tu sei il vento, il libro d’esordio di Antonio Giampietro edito da Sentieri Meridiani nella collana Le Diomedee. Si tratta, come ha efficacemente rilevato in una sua lettura critica Daniele Maria Pegorari del «canzoniere di un amore disperato, di un libro dal forte autobiografismo, che racconta una storia contrastata e conclusa, con una combinazione micidiale di dolcezza del ricordo e durezza nella decisione della fine».

Tuttavia la raccolta non si trincera dietro tale autobiografismo, aprendosi invece, attraverso il recupero delle esperienze poetiche più rilevanti della poesia italiana ed europea moderna e contemporanea, ad una descrizione del mondo attraverso immagini delicate, ma sempre incisive. Le liriche di questo libro si mostrano, infatti, come un ponte lanciato dall’autore verso un universo incredibilmente ricco di figure che si concretizzano per mezzo di una percezione che sappiamo essere non visiva, trattandosi invero di un autore non vedente.

Un filo di terra
nelle mani logore del tempo:
i nostri sogni
milioni di passi
stesi verso i profondi abissi
dei nostri giorni.

***

In una carezza di perla
la notte si perde,
il sogno è un bisbiglio.
Una stretta irrequieta
coglie gelati istanti,
ci si finge fermi
aggrappati ad attimi
slavati nel vento,
ed invece fuggiamo
dal correrci incontro.
La strada che tiene il nostro passo
riflette un’immobilità serena:
colmo di quiete respiro
sapori vulnerabili.

***

Spazi immobili
nei silenzi dell’aria,
calice tremulo di bisbigli
dove si confonde
un gorgo di anime sparse.
Ci si ritrova,
schiavi della follia,
desiderio inespresso:
nel vuoto la voce manca,
ci si sfiora appena,
passi su passi
le orme cancellano
di chi ci precede,
gli sguardi se li porta il vento
in una fuga di fissità,
ed ancora
il nostro strozzato rincorrersi
si specchia nell’usurarsi del tempo.

***

I frammenti dei tuoi ricordi
insensati rimorsi
accatastati sui miei passi
isolati riflessi
tra i lembi dell’ignoto.

***

Sei rimasta lì
nelle stanze deserte
dove ragnatele di silenzi
imprigionano rumorosi pensieri.
Case assonnate, vestite di chiaro
tremule tuniche, o fregi di strali,
spaccano
il gelo di indifferenti gesti:
sillabe curve,
sdrucciolate in urla lontane
lambiscono il tepore del presente
che si perde
in passi senza ritorno.

 

Antonio Giampietro è nato a Bari il 19 giugno 1980. Laureatosi presso la facoltà di Lettere e filosofia dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” in Letterature Comparate con una tesi su Renato Serra e Charles Péguy, ha conseguito presso lo stesso Ateneo il Dottorato di Ricerca in Italianistica (2011), con una tesi su Sergio Solmi.

Dal 2009 collabora con le cattedre di Sociologia della letteratura e di Letteratura italiana contemporanea dell’Università di Bari.

Dall’aprile al novembre 2013 ha trascorso un periodo di stage con borsa di studio della Regione Puglia presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO), occupandosi di un progetto di ricerca in merito allo sviluppo di una Carta Etica per l’accesso all’acqua potabile.

Parallelamente ai suoi studi, che tendono a sondare l’universo della letteratura italiana contemporanea in tutti i suoi aspetti e momenti e che non di rado lo portano ad occuparsi di letteratura francese, ha sviluppato una costante attività di organizzatore culturale (si è fatto spesso promotore di incontri sulla poesia contemporanea, è stato presidente della sede locale dell’Associazione dei Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani e ha dato alla luce una casa editrice che si occupa di Braille, linguaggio per i non vedenti).

Diversi saggi e sue opere liriche sono stati pubblicati in volume o sono apparsi su riviste, antologie o testi collettamei. Tra questi particolarmente rimarchevoli sono il saggio Sergio Solmi critico militante. Un itinerario nella letteratura italiana del Novecento, Stilo, Bari, 2012,, Renato Serra lettore del moderno. Fra storia e mercato, Aracne, Roma 2015, e il volume di poesie da cui sono tratte le liriche che qui presentiamo Ma tu sei il vento, Foggia, Sentieri Meridiani, 2009.

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Una risposta a Ma tu sei il vento di Antonio Giampietro

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    grazie

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