Buchenwald. Una storia da scoprire di Gilberto Salmoni

Buchenwalddi Marilù Oliva

Sul valore del giorno della memoria ho già parlato in altre sedi e riassumo il mio pensiero nel post pubblicato ieri su facebook: Già ci sono i negazionisti della shoah. Non fomentiamo anche i negazionisti del giorno della memoria.

É importante non dimenticare quel che è successo, certo, questo vale quotidianamente: ma un giorno, il 27 gennaio, dedicato e stabilito per legge prevede «cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinchè simili eventi non possano mai più accadere».

Non mi dispiace che in questa data escano libri tematici, perché ciò che mi interessa non è tanto il mercato quanto l’atto di coltivare la memoria (tra noi, nelle scuole, nelle istutuzioni).

Tra le tante, interessanti proposte uscite in questo periodo, vi parlo di Buchenwald. Una storia da scoprire, scritto dall’ex deportato Gilberto Salmoni e pubblicato da Fratelli Frilli Editori: un libro-testimonianza prezioso, perché è la voce diretta di uno dei pochi italiani sopravvissuti alla shoah.

Gilberto Salmoni, deportato da ragazzo a Buchenwald insieme al fratello maggiore, parla di nuovo della sua esperienza 10 dopo il precedente libro di memorie, Una storia nella Storia, a cura di Anna Maria Ori, ristampato da Fratelli Frilli Editori nel 2012. Ma il tipo di approccio alla vicenda stavolta è differente, nuove acquisizioni e conoscenze gli hanno concesso una comprensione più completa dei fatti, al di là dell’esperienza individuale, come lui stesso spiega fin dalle prime pagine:

Anche il punto di vista dal quale considero i fatti è diverso da quello del libro precedente.

Quel libro era stato scritto come se avessi dovuto descrivere quello che mi passava sotto gli occhi durante un lento cammino.

Per l’elaborazione di questo libro, ho guardato gli eventi dall’alto, aiutato da molte notizie avute da varie fonti, allargando il mio sguardo nello spazio e nel tempo.

salmoni

Dopo una premessa sui lager nazisti, il libro si sofferma su diversi aspetti pratici e organizzativi del lager (posizione, scelta del nome, preparazione e indottrinamento delle SS) e torna all’esperienza vissuta in prima persona. Dal viaggio – da Fossoli fino a Buchenwald – alla tremenda organizzazione dei campi, dove non mancavano modalità di dileggio nei confronti degli haftling, invitati sempre e comunque ad affrettarsi:

E se non ce la fate a correre vi daremo un po’ di sane botte che vi aiuteranno. E se non volete sottostare ai nostri ordini, non lamentatevi se ci innervosiamo e troviamo sfogo”. Questo, forse, ci aveva detto chi ci accompagnava.

Per evitare malintesi ci siamo mossi rapidamente. Caracho Weg rappresentava l’ironia nazista, una presa in giro di chi apparteneva ad una razza superiore nei confronti di chi aveva rifiutato di accettare la superiorità, la forza. l’organizzazione che il Führer aveva creato.

Slancio, corsa, velocità”, questo era il comando.

In un inferno che si fa giorno dopo giorno più atroce, Gilberto può beneficiare della presenza protettiva del fratello Renato. L’autore ci racconta della vita quotidiana, dei drammi, ma anche della possibilità di sviluppare un senso umano e di complicità, come quando, nel blocco 14, tra compagni l’atmosfera diventa accogliente, amichevole, solidale.

Si dormiva poche ore. L’urlo della sveglia, che comandava di alzarci – Aufstehen – che ci imponeva di buttarci giù dalla nostra cuccetta, mi sorprendeva nel pieno del sonno, anche se mi ero abituato a scattare immediatamente. A mezzogiorno, nella mezz’ora di riposo, mi allungavo per terra anche se il terreno era bagnato e dormivo.

E quando sta per giungere il momento della liberazione, non trascorrono certo momenti rassicuranti. Si teme per la reazione dei tedeschi, le cataste di morti aumentano, i dubbi attanagliano le speranze.

Il libro prosegue con un fitto apparato documentativo, fatto di fotografie, piante, descrizioni. Terribile quella del forno crematorio coi ganci di impiccagione:

All’interno del recinto che circondava il crematorio, c’era una scala che scendeva sottoterra. Che cosa poteva esserci là sotto?

Appena scesi si incontrava un corridoio che continuava dopo un angolo retto. Lungo le pareti c’erano piccoli ganci, poco distanziati l’uno dall’altro, ai quali, mediante una cordicella, venivano impiccati tanti malcapitati. La morte non doveva avvenire subito perché non c’era la brusca caduta della forca normale, a più ganci, usata per le impiccagioni in piazza d’appello. Qui i poveretti scalciavano per moltissimo tempo e all’altezza dei loro talloni il muro era profondamente scavato. Lì potevano essere impiccate molte persone contemporaneamente e molti internati vi furono uccisi. Un luogo impressionante.

Segue una rassegna di personaggi che, a seguito dell’esperienza, hanno lasciato la loro traccia: scrittori, nobel, politici, etc. Il libro si chiude con un bellissimo messaggio sulla libertà, che riempie il lettore di speranza.

Gilberto Salmoni (Genova 1928), laureato in ingegneria e in psicologia, ha lavorato, in momenti successivi, in entrambi i settori. Internato a quindici anni con la famiglia a Fossoli, deportato a Buchenwald col fratello maggiore, è oggi presidente della sezione di Genova dell’ANED (Associazione ex deportati politici e razziali) e svolge attività di testimonianza nelle scuole. Sull’esperienza della deportazione ha pubblicato: I fratelli hanno ucciso i fratelli in Una gioventù offesa. Ebrei genovesi ricordano, a cura di Chiara Bricarelli, Giuntina 1995, riproposto col titolo Buchenwald a 16 anni in Una traccia di riso sul sentiero. Singoli piccoli ricordi 1943-1945, a cura di Saverio Tutino, Editrice Consumatori, Galeata (Imola), 1996; la riflessione Coerenza e coraggio. Italiani in guerra, con prefazione di Marco Doria, (Fratelli Frilli Editori, 2005); Una storia nella Storia (Fratelli Frilli Editori, 2012).

Il libro sarà presentato oggi alle ore 18.00 presso la Libreria Feltrinelli di Via Ceccardi a Genova.

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Una risposta a Buchenwald. Una storia da scoprire di Gilberto Salmoni

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    grazie

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