Diritti, non parole

Condivido in pieno le parole di Lorenza Ghinelli

Chi si oppone al cambiamento nascondendosi dietro a un muro di silenzio è soltanto privo di argomentazioni concrete e di paura. Ho visto persone tenere in mano “1984”, di Orwell, o “Fahrenheit 451”, di Bradbury. Quelli sono libri importanti, coraggiosi che insegnano a temere il pensiero unico. Sono così inappropriati nelle mani di chi coltiva rancore limitandosi a difendere la propria ignoranza. A queste persone dico: avete scelto gli strumenti sbagliati, perché il compito della narrativa è quello di costruire ponti fra le persone e non di ergere muri. E so quel che dico. È così ridicolo fare la guerra all’amore.

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Una risposta a Diritti, non parole

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    brava

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