Licenziata caporedattrice di Marie Claire con procedimento irrituale

alba solaroQuesti i fatti: il Gruppo Hearst, sostenendo di applicare la Legge Fornero, il 29 dicembre ha licenziato Alba Solaro, caporedattore del mensile Marie Claire, edito dalla HMC Italia (del gruppo Hearst, per l’appunto). Ecco i motivi addotti per tale provvedimento: La soppressione della posizione dalla stessa ricoperta nella nostra Società in considerazione dei risultati negativi conseguiti dalla Società e dalla testata Marie Claire ed in particolare dal consistente calo dei ricavi pubblicitari e delle perdite subite dal canale diffusione e distribuzione sia in Italia che all’estero.

L’assemblea di redazione di Marie Claire, il sindacato FNSI e l’Associazione Lombarda Giornalisti hanno mostrato solidarietà. Mentre il direttore non si è ancora espresso, la polemica si è diffusa sui social: molti colleghi (e non) hanno reagito indignati. In particolare, la redazione della testata ha proclamato uno sciopero in più giorni, cui ha aderito all’unanimità. Scopo dello sciopero erano la revoca del licenziamento e la sospensione dei termini almeno fino a confronto sindacale. In realtà il “licenziamento per giustificato motivo” esisteva già da prima della Legge Fornero: mentre prima – qualora il giudice ritenesse non valido il motivo, il lavoratore veniva reintegrato – adesso, invece, grazie alla variante introdotta dalla citata legge, il lavoratore può al massimo ricevere un indennizzo che varia dalle 12 alle 24 mensilità.

Ora vi è una vertenza in atto e il 15 gennaio è previsto un confronto tra sindacato regionale e nazionale e vertici aziendali. Sulla qualità del lavoro della stimata professionista milanese, che lavorava per il giornale da 13 anni (con 3 avanzamenti di carriera) si è espressa la redazione, definendola una figura di riferimento indispensabile per il funzionamento della testata, la sua identità e qualità.

Nel contempo ha dichiarato all’editore e alla direzione la propria contrarietà alla misura senza precedenti nella tradizione e nella storia delle relazioni sindacali. L’azienda ha giustificato la sua “intenzione di procedere al licenziamento per giustificato motivo oggettivo” con un calo della pubblicità e subito sono sorte spontanee alcune domande, da parte di molti di noi: Allora è sufficiente che si registri un calo degli introiti pubblicitari per far vacillare il posto di lavoro di una stimata e competente giornalista? Quindi è così facile essere licenziati, essere privati anche delle minime garanzie di solidità che un percorso lavorativo serio e pluriennale dovrebbe garantire?

Coraggiosa la redazione di HMC (HMI e HMC sono le due società che fanno capo a Hearst Italia e anche il Cdr di HMI ha stilato un comunicato di solidarietà), in tempi liquidi come questi. In tempi in cui molti chinano la testa e curano solo il proprio orticello, per timore di venire toccati. Coraggiosa, dicevo, per essersi mostrata coesa e per avere espresso con fermezza all’editore. Sara Del Corona, in qualità di portavoce delle istanze dell’assemblea del Comitato di redazione, ha dichiarato:

In questi termini non era mai successo un episodio così antisindacale. Sia per quanto riguarda il licenziamento che le modalità: di solito si convoca la persona o si cerca una negoziazione. Questo procedimento si è manifestato irrituale anche perché non ha rispettato l’articolo 34 del Contratto nazionale che prevede, in questi casi, che venga avvertito prima il CdR. Ma saltando questo passaggio, si preclude qualsiasi possibilità di trovare misure per compensare una soluzione così estrema.

Speriamo davvero che la cosa si risolva in meglio, perché questo licenziamento segna un passo indietro nella storia delle conquiste dei lavoratori.

 

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Una risposta a Licenziata caporedattrice di Marie Claire con procedimento irrituale

  1. Patrizia Debicke ha detto:

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