Chi dice donne dice danno: quelle che non vincono (praticamente) mai…

di Marilù Oliva

Superato il 2015, tiriamo le somme su alcuni premi letterari. Tralascio volutamente i concorsi noir, di cui ho già scritto in passato: a scanso di equivoci, il mio romanzo non è stato candidato a nessuno dei premi sotto citati, quindi escludiamo ogni coinvolgimento personale e facciamo parlare solo i dati. Per la selezione ho proceduto così: ho cercato su google “premi letterari italiani”, sono finita al link di Wikipedia e ho selezionato i primi premi segnalati, che sono anche i più conosciuti e discussi.

Dunque, come sono andati i premi letterari nell’anno appena concluso?

Per gli scrittori (maschi) molto bene.

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Dovrebbe incoraggiare che Sara Rattaro (Garzanti) abbia vinto il Premio Bancarella e in effetti ci fa piacere. Però i risultati di altri concorsi prestigiosi sono meno incoraggianti. Infatti, nel 2015 vittoria al 100% al maschile per:

– il Premio Strega:

Nicola Lagioia (Einaudi) (e nella cinquina dei finalisti non siamo nemmeno sicuri che ci fosse una donna, dal momento che l’unica presenza femminile era richiamata solo dal nom de plume Elena Ferrante), mentre Fabio Genovesi si è aggiudicato il Premio Strega Giovani (Mondadori).

– Campiello:

Marco Balzano (Sellerio)

– il Premio Letterario Viareggio-Rèpaci:

Antonio Scurati narrativa

Franco Buffoni per la poesia

Massimo Bucciantini per la saggistica

Ma facciamo un po’ di storia. Com’è andata nei precedenti 3 anni? (scelgo un numero comodo per non stilare un lungo elenco, ma vi assicuro che, scorrendo le liste dei vincitori, questi tre anni sono indicativi). Leggete. Troverete 1 donna su 15 nomi:

Chi ha vinto lo Strega:

2014 Francesco Piccolo

2013 Walter Siti

2012 Alessandro Piperno

Chi ha vinto il Campiello:

2014 Giorgio Fontana

2013 Ugo Riccarelli

2012 Carmine Abate

Chi ha vinto il Viareggio:

2014

Narrativa: Francesco Pecoraro

Poesia: Alessandro Fo

Saggistica: Luciano Mecacci

2013

Narrativa: Paolo Di Stefano

Poesia: Enrico Testa

Saggistica: Giulio Guidorizzi

2012

Narrativa: Nicola Gardini

Poesia: Antonella Anedda (incredibile: una donna!)

Saggistica: Franco Lo Piparo

Inoltre. Se nel 2015 Licia Giaquinto (Marsilio) si è aggiudicata il premio Acqui Storia per la sezione romanzo storico, dei 13 partecipanti totali dal 2012 ad oggi, è l’unica donna ad aver ritirato il titolo.

L’antica diatriba su come mai le cose siano così penalizzanti per le scrittrici individua già da qualche anno diversi orientamenti che fanno leva più o meno sulle seguenti questioni:

  • esiste questo dislivello perché gli scrittori sono più delle scrittrici e comunque si propongono più delle colleghe.
  • c’è chi pontifica che gli uomini siano effettivamente più bravi delle donne (non basta, però, becerare a vuoto: dimostratelo seriamente, noi prenderemo in considerazione anche questa possibilità. Ma fino ad oggi solo ciance al vento, spesso gridate da bacheche facebook di opinionisti che nemmeno le leggono, le donne).
  • c’è chi non riesce a negare l’evidenza e conferma quello che già gridano i dati: esiste effettivamente una situazione di estremo svantaggio per le scrittrici. Donne che svolgono una professione (spesso non riconosciuta) in un paese in cui – in quasi tutti i ruoli – risultano svantaggiate (gender gap, disoccupazione femminile, etc) e svalutate.

Un dato di fatto è evidente: essendo gli scrittori maschi, in media (dobbiamo generalizzare alla varia) poco più del 70%, in teoria ogni dieci anni dovrebbero vincere almeno 3 donne. Ma così non avviene, anzi. Fecero bene le tre sorelle Bronte a utilizzare tre pseudonimi al maschile? Probabilmente sì.

 

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9 risposte a Chi dice donne dice danno: quelle che non vincono (praticamente) mai…

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    beh in Italia ancora…Bisogna rifarsi  

  2. SilviaAzzaroli ha detto:

    Allora non sono solo io che ho notato questa cosa. Scrivo da diversi anni e ho l’ardire di farlo in un settore prevalentemente maschile, ovvero la fantascienza. In tanti mi dicono che sono brava ma risultati ottenuti pochi.

  3. Libroguerriero ha detto:

    Già, Silvia. Nelle scritture considerate più di settore questa penalizzazione si acuisce. Anch’io nel noir, per esempio, ho trovato diverse difficoltà, ma prevalentemente all’inizio.

    • SilviaAzzaroli ha detto:

      Mi dispiace. Io e la mia co-autrice abbiamo pubblicato con una piccola casa editrice messinese in ebook. Tempo fa ci aveva contattato un editore uomo che era disposto a pubblicarci a patto che modificassimo la storia…

  4. Cambiano i suonatori ma la musica è sempre la stessa, mi verrebbe da dire. Eppure di autrici meritevoli ci sarebbe l’imbarazzo della scelta, se le giurie dei premi fossero equamente aperte a valutate con onesta obiettività le opere di entrambi i sessi. Ci si arriverà mai? Ne dubito.

  5. Maria Teresa Valle ha detto:

    Cara Marilù, questo è un argomento che appassiona entrambe. Tu conosci le mie posizioni e non mi starò a ripetere. Non ho fatto un’indagine statistica approfondita, ma così a naso (e non credo di sbagliare) le giurie rispecchiano le percentuali di scrittori maschi versus scrittrici e sono composte per un buon 70% da ..(indovina…) maschi.
    Sarà per quello che le donne non vincono quasi mai premi letterari?
    Ho poi un atroce e quasi inconfessabile dubbio che, spero, tu possa fugare. Ho in sospetto che persino le poche donne giurate non votino per le poche donne scrittrici. Spero tanto di sbagliare.

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