Invidiosa sarà (manco) tua sorella

Ancora con questa storia dell’invidia? Ma non vi rendete conto di essere obsolete, sorpassate e perfino un po’ patetiche quando utilizzate come arma contro una donna l’antica accusa di “essere invidiosa”?

Marie_claire

Ecco di cosa sto parlando, in sintesi:

L’ultima copertina del mensile Marie Claire propone una modella così magra ed emaciata da far invidia (stavolta sul serio) alla silhouette di Emily alias la Sposa Cadavere. Così Michela Murgia lancia da facebook una domanda, che avrebbe potuto anche essere partenza per nuovi spunti di riflessione:

Quando cominceremo a reagire sul serio e tutte insieme alla costruzione di una simile idea di donna?

sposaMa gli spunti sono stati abbattuti sul nascere dalle solite modalità retrograde con cui si ama tacciare il confronto tra donne, così una blogger dell’Unità, in questo articolo, si è lasciata andare ad attacchi professionali e personali, riferimenti inutili al proprio background (tutte, in qualche modo, siamo state adolescenti insicure. Tutte noi abbiamo vacillato per la nostra immagine considerata imperfetta, proprio per il tipo di messaggio che ci viene imposto dai media) e ultimo, ma pericolosissimo, il ribaltamento del concetto di body shaming: la vergogna nelle ragazze che si sentono sovrappeso è molto più diffusa del fenomeno opposto ed è indotta – udite, udite – soprattutto dai modelli semi-anoressici o comunque molto magri proposti dal sistema mediatico.

Il problema, però, è soprattutto un altro. Ridurre a invidia una questione complessa come quella della deformazione dell’immagine femminile, significa non aver una minima idea di ciò che sta a monte: delle lotte contro la svalutazione della donna, a partire dalla sua immagine strumentalizzata e dalla sua reificazione. Significa cancellare con un colpo di spugna non già le sudate conquiste del citato femminismo, ma tutta la fatica che molte di noi dedichiamo quotidianamente per combattere questi stereotipi. Ignoranza? Candore? Cecità? Opportunismo? Non lo so e non mi interessa approfondire. In tutto questo trovo però molto bella la rete che si è creata attorno a Michela Murgia, cui – da donna e da lettrice – chiedo di portare avanti egregiamente le sue (e le nostre) battaglie come già sta facendo. Ma non da sola: auspico, come già sta succedendo ora, che tante voci si facciano sentire, perché alla fine ciò che conta non è tanto la presa di posizione di una blogger forse disinformata, certo infastidita, quanto piuttosto l’ondata che è seguita: di indignazione e solidarietà per Michela, giunta da gran parte del popolo femminile.

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Una risposta a Invidiosa sarà (manco) tua sorella

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Hai ragione, l’anoressia è UNA MALATTIA SERIA!

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