Ogni albero è un poeta di Tiziano Fratus

fratus1Ogni albero è un poeta.

Storia di un uomo che cammina nel bosco

di Tiziano Fratus  (Mondadori, € 17) 

Come un albero ho una corteccia che si ispessisce ogni anno. Come ogni albero che segue lo scandirsi delle stagioni rinasco in primavera, metto fuori nuove gemme, nuove foglie, nuovi fiori, mi espando d’estate e mi coloro d’autunno, prima di denudarmi e tornare ad essere soltanto radice cava in inverno.

Mentre leggevo questo libro mi è venuta una voglia fortissima di mollare tutto, anche solo per un giorno, e andare tra i boschi per concedermi una camminata. Non potendo, ho proseguito la lettura, l’ho ripetuta, mi sono immersa nei paesaggi che ci regala Tiziano – o Silvano? – ho dormito per finta in una tenda, di notte, sulla terra fresca, immaginando i rumori sconosciuti di animali che si muovevano nel buio. Non esiste una recensione vera e propria per questo straordinario libro che racconta gli incontri molteplici della voce narrante con la Natura, perché la storia sono le rivelazioni stesse che si sfogliano al lettore, pagina dopo pagina, tra ruscelli, rami, insetti, gufi, silenzi, passi cauti o avventati. L’autore è sempre in bilico tra narrazione e poesia, tra concretezza e astratto, come Petrarca tiene i piedi ben saldati a terra ma rivolge lo sguardo al cielo. Che poi cielo significhi natura coi suoi misteri, non fa differenza. Così si affonda in questioni immense e irrisolvibili come quella del tempo, demone per eccellenza, del senso della vita.

Tiziano Fratus ama definirsi Homo Radix, sente di possedere un’anima di legno e il suo verbo per eccellenza è arborescere che si svela nel suo significato latino: frondare, emettere foglia, fare radici. Quello che metaforicamente gli è accaduto una decina di anni fa, quando ha varcato la soglia dei trent’anni. Cosa implica questa nuova condizione di uomo sempre pronto a tuffarsi nel mondo altro vegetale? Una percezione diversa, un’attenzione a ciò che solitamente si trascura, una comunione a volte totale, a volte feroce, come quando implica l’atto di divorare un animale crudo:

Noi umani, è certo, abbiamo qualcosa in comune con la linfa che scorre negli alberi. É sangue del bosco, ma se è sangue come sangue è quello che ci abita dentro le vene e che il nostro cuore batte a ogni secondo, forse la linfa potrebbe essere mischiata col sangue delle creature che abitano il bosco. E allora perché non allungare le unghie e iniziare a fare quello per cui la natura ci ha disegnato, predare? Afferrare un tritone e sbrabarlo, sentirne la pelle viscida che sparisce al fondo della gola, magari ancora in vita, è poi quella farfalla bianca che si era posata su un’orchidea nana gialla. Questa volta in bocca è rimasta come sabbia, la polvere delle ali sfarinate. E poi avventarci contro la corteccia di un albero, mordendone la parte tenera.

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Non è solo amenità, questa Natura che riserva continue sorprese. L’avventuriero che si cala dentro di essa le risponde ora con stupore ora con devozione ora con violenza, come quando attenta col fuoco alla vita di un fiorente formicaio. Ma la bellezza trionfa sempre, oltre le leggi implacabili per la lotta alla sopravvivenza e oltre a quelle connaturate nell’uomo, esemplare dotato di una «spontanea propensione ad approfittarsi dei propri simili». La bellezza della rinascita, del mistero, del freddo, delle infiorescenze, delle felci e dei licheni, perfino dei temporali, il cui avvertimento è descritto in una pagina con grande suspense e poesia (pag. 109, per la precisione). Del resto la poesia è leit-motiv di questo libro, poesia come visione lirica di un mondo non del tutto manifesto, poesia come marchingegno ottico e poesia come organismo vivo, imprevedibile. Entità che, quando meno te lo aspetti, esce allo scoperto, si mette a camminare col mondo e si fonde con lui.

Tiziano Fratus (1975) attraversa il paesaggio e scrive libri. Perdendosi nel silenzio cantato delle foreste del Nordamerica ha concepito il concetto di Homo Radix e la pratica dell’alberografia, che vive quotidianamente. Ha scritto diversi libri in versi e in prosa fra i quali Manuale del perfetto cercatore d’alberi (Feltrinelli), L’Italia è un bosco(Laterza), Il libro delle foreste scolpite (Laterza), mentre le sue ultime poesie sono uscite in Un quaderno di radici (Feltrinelli). Tiene la rubrica “Il cercatore d’alberi” sul quotidiano “La Stampa”. Disegna itinerari botanici, guida passeggiate e ha tenuto diverse personali fotografiche.

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