NOIR, QUESTO (S)CONOSCIUTO 5: Gianluca Morozzi

_lo-specchio-nero-1439946025Gianluca Morozzi è una gloria bolognese. Ho perso il conto di tutti i romanzi che ha scritto, vi basti sapere che è un autore Guanda, ma è anche musicista, docente di scrittura, conduttore radiofonico per Radiocittà Fujiko e tifoso sfegatato del Bologna. Alcuni lo ricorderanno per Despero (Fernandel) altri per Black Out (Guanda), altri per la sfilza di romanzi noir con cui ci delizia puntualmente, grazie alla sua penna felice. L’ultimo, freschissimo, da poco uscito, è Lo specchio nero, un noir della stanza chiusa: una ragazza viene trovata sgozzata in una stanza chiusa dall’interno. Poi un’altra vittima, stavolta chiusa dall’esterno. Un gioco di ombre e di finte apparenze dove gli spazi sono solo il pretesto per anticipare i veri abissi dell’animo umano.

Fai finta di essere a uno dei tuoi corsi di scrittura e definisci il noir

Il noir si differenzia dal giallo perché, intanto, non richiede un morto… ma, in via paradossale, è molto più crudele del giallo, che dal cadavere non può prescindere. Ci sono gialli gentili, in cui la vittima è stata avvelenata in modo indolore in biblioteca, e noir in cui non muore nessuno ma tutti soffrono terribilmente a livello psichico e fisico.

Il giallo è dominato dall’ordine: c‘è un delitto, c’è un’indagine, alla fine il colpevole viene trovato e l’ordine ristabilito. Il noir è dominato dal caos.

Il noir è un’atmosfera, una mancanza di moralità. Come ha detto qualcuno più bravo di me: il giallo è il bene contro il male, il noir è il male contro il male minore.

Sei sempre al corso: dicci una cosa assolutamente da evitare per scrivere un buon noir

Descrizioni che durano tre pagine. Dialoghi surreali tra personaggi che parlano in modo così idiota che sembrano strafatti di droghe leggere. Dialoghi tra gangster di bassissima leva che parlano come se fossero usciti dall’Accademia della Crusca. Dialoghi tra gente che parla come i personaggi dei film americani doppiati ripetendo parole tipo „fottuto“. Interminabili e inutili scene di sesso a base di capezzoli eretti e schiene inarcate. Scene di azione molto veloci narrate al presente con un certo effetto comico, „e allora spara ma la pallottola colpisce la parete, e l’altro si alza e lo colpisce con un pugno facendolo stramazzare all’indietro. Intanto l’ispettore raccoglie la seconda pistola…“.

Poi, detto questo, ogni regola o quasi conosce la sua eccezione.

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Perché alcuni tuoi romanzi (penso a Radiomorte, Chi non muore, Lo specchio nero, etc) vengono definiti noir?

Suppongo per distinguere i romanzi in cui 1) una famiglia viene intrappolata in uno studio radiofonico e viene costretta a scegliere quale membro della famiglia stessa sacrificare 2) una studentessa indaga sulla misteriosa morte di tre musicisti sconosciuti e finisce in una situazione horror 3) un uomo tranquillo si ritrova al centro di un doppio delitto in una doppia camera chiusa con un coltello insanguinato in mano, ecco, dicevo, per distinguerli dai romanzi in cui 1) un supereroe che cambia poteri ogni dodici ore vive in un monolocale di Bologna e gestisce un negozio di dischi e fumetti 2) un diciottenne fonda una band che va in crisi quando raggiunge il successo con una canzone bruttissima 3) un biondino bolognese scopre con sorpresa di essere il figlio naturale di Bob Dylan. Ecco, i primi tre esempi di miei libri sono considerati noir, gli altri tre, giustamente, no.

Tre nomi di noiristi

Mi vengono in mente molti nomi, ma non vorrei citare persone di cui sono troppo amico. E allora dico: Scerbanenco, Macchiavelli, Lansdale.

In che direzione sta andando il noir in Italia?

In tante direzioni diverse, per fortuna. Il noir sociale, quello che ci racconta l’Italia di oggi, è sempre forte e radicato. Ci sono romanzi che hanno anticipato vicende di cronaca recente, magari venendo tacciati al tempo di implausibilità…

I fenomeni più attuali, il dramma dei migranti, per esempio, emergono bene dall’ultimo romanzo di Biondillo. Ma ci sono anche dei noir che confinano con altri generi, con elementi sovrannaturali o quasi (come „il Fatto“ dei romanzi su Ricciardi di Maurizio De Giovanni).

Io, ai tempi di Cicatrici e Chi non muore, avevo coniato quasi scherzando il termine di Progressive Noir, il noir alla Twin Peaks, in risposta al Post-noir…

Ci sono tante voci, per fortuna, e tutte diverse.

Svelaci qualcosa, sul noir, che hai capito col tempo e che non è di immediata acquisizione

Più che altro sul meccanismo del romanzo giallo, qualcosa che ho imparato giocando a scacchi.

Negli scacchi devi portare avanti la tua strategia di attacco e allo stesso tempo difenderti cercando di indovinare i piani del tuo avversario. Nel giallo funziona un po‘ così: devi scrivere la tua storia e al contempo immaginare cosa potrebbe intuire il lettore scaltro, ed evitare di rovinargli la sorpresa pur lasciandogli una possibilità di indovinare il finale. Il gioco è complesso, perché il lettore vuole perdere, in realtà, vuole essere sorpreso, ma se gli sbatti la soluzione in faccia non potrà fare a meno di vederla. Il prestigiatore, diceva quel film di Nolan, deve attirare l’attenzione sulla mano destra mentre fa il trucco con la sinistra. Il giallista deve farti guardare la mano destra convincendoti con una serie di trucchi che quella sia in realtà la mano sinistra.

Tutto questo, aggiungo, è molto divertente.

Cosa rispondi a coloro che considerano il noir il noir e il giallo generi di serie B?

Intanto la serie B è un campionato bellissimo, emozionante, imprevedibile, pieno di sorprese! L’ultima mezz’ora della finale playoff del Bologna è stata più carica di tensione di metà dei romanzi noir letti in vita mia. La serie A è spesso brutta e noiosissima.

E comunque, di serie B ci sarà vostra sorella.

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2 risposte a NOIR, QUESTO (S)CONOSCIUTO 5: Gianluca Morozzi

  1. PIERA CARROLI ha detto:

    Caspita, un’ottima definizione della differenza tra noir e giallo: lucida e sintetica! Ho letto solo Radiomorte – bello, mi ha ricordato L’enfer c’est les autres di Sartre, e anche un po’ alcuni racconti da L’ultima lacrima di Benni

  2. Patrizia Debicke ha detto:

    grazieeee

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