Leggimi di te di Christian Mascheroni

leggimi«Leggimi di te è un gesto d’amore verso le persone che non hanno più parole per esprimersi, per raccontarsi, per dire quello che pensano».

Non è un caso che cominci con un racconto d’amore tra madre e figlio, l’antologia pubblicata da Christian Mascheroni per Vanda epublishing: I libri stanno tutti bene, racconti apparsi sul blog della scrittrice Chicca Gagliardo: Ho un libro in testa. E non è un caso perché questo tipo di amore (amore totale, che include quindi anche una carica ineludibile di dolore) era il filo conduttore della sua precedente, bellissima fatica, Non aver paura dei libri (Hacca Edizioni). Forse non è un caso nemmeno il fatto che anche questo nuovo titolo rimandi, semanticamente, alla passione dell’autore per la lettura: una lettura che si può estendere dall’oggetto libro fino alla persona. O che può addirittura personificarli, i libri, tanto che un bambino chieda loro come stanno. Da La belva che è dentro di me di Jim Thompson alla saga dei Piccoli Brividi, da King Kong a titoli introvabili come Il poeta di Yi Munyol fino a gioielli come Un amico di Marcel Proust di Philippe Besson: io vi consiglierei di leggere tutti i volumi qui nominati. Anche quelli mancanti:

«Lui leggeva molto. Gli piaceva andare a caccia di quei libri che lui chiamava perduti. Un po’ come dice lei, signor Adelio. Diceva che in giro esistevano libri mancati, non nel senso di scritti male o meno riusciti, ma nel senso di libri che non incontravano le persone, o che le persone non trovavano o dei quali non si accorgevano. Diceva: un libro non letto è come un appuntamento mancato».

chriPerché Mascheroni, con la grazia e la forza incisiva che lo contraddistinguono e con la sua narrazione corposa, fluida ed elegante, ci suggerisce un “prontuario letterario” che può venire in aiuto nei momenti di fragilità o di indecisione e che ci può far capire, ad esempio, che non siamo così alieni l’uno dall’altro. Che amore e tristezza sono legate da un laccio indissolubile. Che la solidarietà e l’empatia fanno bene in primis a chi le prova. Quando poi vi imbatterete ne L’uomo dei libri e toccherete con mano la sua solitudine, proseguirete la storia attraverso gli occhi trasparenti di un bambino e capirete solo verso la fine quanto sia inimmaginabile il libro più bello del mondo:

«Da bambini lo chiamavamo semplicemente “l’uomo dei libri”. Ogni mattina, quando mio fratello Giancarlo e mia sorella Stefania e io ci incamminavamo verso la scuola, lui arrivava trascinando lungo la strada sterrata la sua valigia di pelle verde ramarro e si sedeva sul secondo gradino della scalinata della chiesetta sconsacrata. Mia madre si raccomandava di non rivolgergli la parola, diceva che veniva da lontano e che portava con sé la solitudine».

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Una risposta a Leggimi di te di Christian Mascheroni

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    grazie

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