Arcangeli & demoni: Il mio nome è Jimi Hendrix

jimiTitolo: Il mio nome è Jimi Hendrix

Autore: Mauro Baldrati

Editore: Edizioni Arianna

Anno: 2014

Pagine: 208

Genere: Biografico

Prezzo: 13 €

Fine anni sessanta: in un’assai poco ridente cittadina della bassa romagnola, Toni – meglio conosciuto come Jimi, vista la sua idolatria per Jimi Hendrix – trascorre le giornate tra una famiglia che non lo capisce e gli amici della panchina.

Una madre perennemente presa dal lavoro, un fratello ‘mostro’ e un padre burbero compongono il quadro di un nucleo familiare a cui un adolescente non può che sentirsi estraneo. Dall’altra parte ci sono gli amici del paese, sfigati più o meno come lui, tutti in cerca di una via d’uscita, impaludati in una terra che un tempo era realmente palude e che di paludoso ora ha solo il futuro.

L’età è quella in cui ci si sente già uomini senza nemmeno avere la patente. Non si può scegliere, ma solo subire ciò che il mondo ci propina. Un mondo che per forza di cose è piccolo, circoscritto a pochi chilometri o a sporadiche trasferte in treno lontano da Mezzaluna. Ma la mente e l’immaginazione, beh, quelle non hanno limiti: volano sulle note di una musica che ci tiene per mano e ci porta distanti dalle mura di una casa troppo piccola e a mille miglia da una realtà che sa tanto di prigione.

Tra amicizie, screzi familiari, amori ipotetici e voglia di ribellione, la vita di Jimi sembra bloccata in un loop fatto ripetitività e incomprensione, ma poco a poco le cose cambiano. Siamo in peno clima di contestazione studentesca e il solco culturale tra figli e genitori reduci da una guerra mondiale, non fa altro che accrescere l’inquietudine e la ricerca di qualcos’altro che non sia la quotidianità.

Ma ricerca di cosa?

Di un ideale? Di un futuro? Della libertà?

Il fascino del libro di Mauro Baldrati sta qua: nel saperci trasportare in un altro tempo e in un altro universo con una moderna favola di formazione capace di farci vivere assieme a Jimi un lento processo di trasformazione. Passano i giorni e avvengono i cambiamenti, magari silenziosi o a volte dirompenti. Da buon adolescente incompreso Jimi vagherà con gli amici in giro per balere, entrerà in contatto con un collettivo di estrema sinistra, lo farà sempre a braccetto con i suoi sogni, sempre accompagnato da quella musica ribelle che scorre nelle vene.

Poi, come in ogni favola, arriva IL momento: una vacanza in Val Gardena in compagnia dei ragazzi del collettivo e di due deputati di ultrasinistra famosi più per le cronache rosa che per le loro idee. Un ultimo dell’anno che sancisce il passaggio dai sessanta ai settanta in un cambiamento non solo epocale, ma anche e soprattutto personale. Lì, Jimi s’incontrerà con la vita e si scontrerà con la realtà, rivaluterà tante cose – tra cui quella famiglia che poco tollerava – chiudendo un’era fatta di sogni, paure e insofferenza ed aprendone una fatta di consapevolezza.

Ce lo spiega molto bene Baldrati stesso nel finale: “Se il cuore martella, lascialo martellare; se è pazzo, è una pazzia felice; tutto quello che accade in me, tutto quello che sento è amore, è bellezza”.

Un libro che ci consegna una storia dal sapore dolce, che sa tenerci compagnia e che senza alcuna pomposità, ci arricchisce. Proprio come una bella canzone.

Recensione di Nicola Arcangeli

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2 risposte a Arcangeli & demoni: Il mio nome è Jimi Hendrix

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Grazie, bacio

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