STEFANO GIOVINAZZO

 

ste1ATTIVITA’: editore, poeta, allenatore di calcio, viaggiatore
SEGNI PARTICOLARI: generoso, parmaloso, vanitoso, intraprendente

LO TROVATE SU: Facebook

e LinkedIn 

Le tue origini e la formazione

Un’infanzia felice, leggera e gagliarda allo stesso tempo passata tra studio, calcio e amore. Nel mezzo, viaggio per mezza Italia con qualche puntata estera. Lo studio, qui vengo alla mia formazione, ha riguardo l’area comunicazione su cui mi sono concentrato particolarmente acquisendo una laurea in Scienze della Comunicazione all’Università “La Sapienza” di Roma e un tesserino di pubblicista. Le mosse successive sono quelle canoniche per chi intende il mestiere di comunicatore: stage, tirocini, rubare con gli occhi, darsi da fare. “Sgobbare”.

Cosa rispondevi da piccolo quando ti chiedevano che lavoro volevi fare?

Il giornalista. Poi aggiungevo: stare in mezzo alla carta. Più o meno c’ho preso, lo strapotere del web e del digitale non l’avevo ipotizzato ma facendo l’editore e privilegiando ancora il catalogo cartaceo direi che è andata come volevo.

E adesso cosa rispondi?

Che faccio il lavoro più bello, e dannato, del mondo. Non me lo sono scelto, è stato lui a scegliere me.

Sei direttore di “Edizioni della Sera”: com’è nata questa casa editrice?

Per una promessa, a me stesso e a una persona molto cara. E’ nata per orgoglio, per rabbia, per ambizione. Dopo alcune esperienze giornalistiche e redazionali in cui ho gestito molti collaboratori, avevo l’esigenza di confrontarmi con il mercato e provare a “creare” dal nulla un prodotto, in questo caso il libro, diffondendo cultura. E’ questo che mi anima ogni giorno, da editore e da uomo.

E adesso come procede?

Come direbbero tutti i miei colleghi: “procede”. Sono abituato a non mollare, a “stare sul pezzo”, a non trascurare nulla, a metterci la faccia.

ste4Il progetto della casa editrice “Edizioni della Sera” ha affrontato una fase iniziale non facile ma avuto, bontà dei collaboratori che ho incontrato per strada e di quelli storici che ancora mi seguono, la volontà di non fermarsi, di credere nella cultura del lavoro. Questo aspetto, alla lunga, paga.

Siamo abituati a lavorare, è quello in cui crediamo: l’impegno.

La prima domanda che ti ho rivolto è stata: siete un editore a pagamento? Parliamo di questa scelta.

Non, non lo siamo. Una scelta morale obbligata, direi. Quando decidi di competere, di affrontare il mercato e arrivare a determinati livelli, mi riferisco sempre alla piccola e media editoria sia chiaro, c’è bisogno di un progetto serio e che faccia leva sulla qualità. Che si lavori con librai, di catena e indipendenti andandoli a trovare, che sia dialoghi costantemente coi promotori-distributori, che si abbia un rapporto continuo con la stampa, che sia crei un rapporto di complicità con l’autore: che si cresca insieme.

Queste le premesse, questa è la volontà che ci anima.

Le tre qualità imprescindibili di una casa editrice

Onestà, programmazione, ambizione.

Le tre cose che deve evitare

Sfrontatezza, arrendevolezza, superficialità

Cosa ti piace, del mondo editoriale?

Sicuramente l’imprevedibilità. Ogni giorno, nel bene e nel male, è da costruire fino a sera. Alti e bassi, colpi di scena rubano spazio alla routine. Non ci si annoi in questo mondo, sul serio.

Cosa invece non mandi giù?

I gruppi. Di potere o amicizia, di interesse o di comodo, non riesco a sopportarli. E’ un mio limite, lo ammetto. Cerco, ogni giorno, di essere chiaro e onesto. Soprattutto coerente, mentre mi accorgo che alcune volte molte persone predicano bene e razzolano male, parlano male dell’altro e poi si accoppiano.

Ma alla fine… chi decide le regole di mercato? Editori, lettori, scrittori… o si tratta di sinergie?

E’ il classico cane che si morde la coda. Sarei tentato di dire i lettori. Vero è che i lettori, quelli forti, hanno facoltà di scelta, di indirizzare il proprio gusto, di scavare alla ricerca della nicchia e andare oltre la novità commerciale. Purtroppo, la crisi che da circa 5 anni ha portato l’editoria nello stato in cui versa, ha influito anche sulla scelte editoriali e di business degli imprenditori, costretti a mettere in commercio opere di alta qualità insieme al prodotto che si vende “facile”. Con le dovute eccezioni, ci si è tutti adeguati ad assecondare la massa e offrire prodotti di rapido consumo, leggere, per tutti. Dopo questa operazione, in attesa della ripresa, chi avrà tenuto botta tornerà a fare l’editore vero.

Ci sveli un trucco del mestiere?

Non c’è trucco e non c’è inganno. Dalla mia esperienza ho capito che serve un mix di fattori per creare una sinergia tale da sostenere il peso di un lavoro totale. Sicuramente, dal canto mio, la pazienza.

ste3

Un errore che hai commesso

Mischiare lavoro e amicizia. Sono due compartimenti stagni: se si realizza l’unione amicale editore-autore allora tutto il lavoro, finché va bene, ne trae vantaggio. Come in tutti gli ambiti, ci vuole il rispetto dei ruoli.

Una mossa di cui sei soddisfatto

Aver creato la collana sui derby, pressoché inedita in Italia. Assieme a questa, la creazione della collana per ragazzi, Edizioni della Sera Junior, che in questi mesi verrà  arricchita di altri titoli. In ultimo, aver ridato vita con l’agenzia letteraria Studio Garamond ad una collana di letteratura dimenticata “Supernova”.

Com’è il lettore medio italiano?

Nonostante ci vogliano far pensare il contrario, lo considero un lettore attento che si informa e ha desiderio di apprezzare il lavoro editoriale che c’è dietro a un progetto. Se è non una verità, rimane almeno una speranza.

Un libro con cui avete osato

“I ricordi non si lavano” di Aurora Frola

Un libro che ti ha stupito

Aspettando Godot

Un libro che non pubblichereste mai

Chissà, non mi esprimo.

Un autore che vorreste tra i vostri 

Chuck Palahniuk

Un consiglio a un aspirante, quando propone il manoscritto.

Conoscere il catalogo della casa editrice. Offrire una presentazione avvincente di sé e del manoscritto presentato, farsi notare dalla massa puntando sulle qualità che l’opera propone.

Una cosa da evitare (sempre all’aspirante, per quel benedetto manoscritto).

Affermare di non conoscere la casa editrice. Ci sta, diciamocela tutta, ma l’editore non la prende bene.

Ma poi voi li leggete, quelli che vi arrivano? Chi li legge e soprattutto: come?

Tutto quello che arriva in redazione viene visionato. Letto nelle prime pagine, approfondito con una seconda lettura, sviscerato (se serve) con una terza. Non tutto quello che arriva, tuttavia, è meritevole di attenzione per varie ragioni: in primis perché non consideriamo il manoscritto valido sia dal punto di vista dei contenuti che della forma, poi perché non rientra nei generi che proponiamo al lettore.

In redazione c’è un comitato di lettura che si confida con me e insieme si valuta l’inserimento in catalogo delle proposte arrivate.

L’ultima volta che ti sei arrabbiato

Mi capita di rado, più che arrabbiature sono amarezze, constatazioni. Sono diventato molto paziente, difficilmente perdo la calma nel lavoro. Adesso che mi ci fai pensare direi  qualche giorno fa per un affare editoriale mancato.

L’ultimo sorriso

Ogni giorno che mi volto, guardo l’ufficio e osservo quanto abbiamo fatto in questi anni. E da dove siamo partiti.

L’ultimo dubbio

Qualche giorno fa, nuove collane e nuove grafiche. Nuovi autori e partecipazioni a fiere. L’editoria è un dubbio che va risolto.

Due tuoi pregi e due difetti

Serietà e ostinazione, attaccamento e nostalgia.

Salutaci con tre vostri titoli

“Roma per sempre”, “Cuor di Sardegna” e “Voci partigiane”

Advertisements
Questa voce è stata pubblicata in editoria, interviste e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a STEFANO GIOVINAZZO

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Grazie

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...