Multe ad ogni costo? A Bologna sì

A Bologna queste notizie non sono una novità. Tper, l’azienda trasporti urbani, è dotata, come giusto, di squadre vigili di sanzionatori che multano chi non ha con sé il titolo di viaggio. E fin qui tutto bene. E’ giusto munirsi di biglietto ed è giusto che chi contravviene incorra nelle conseguenze. Ma… Ma ci sono delle eccezioni, di cui l’azienda dovrebbe tener conto. O forse basterebbe istruire i sanzionatori sulla fatto che l’elemento non previsto può  avere una portata non da poco sugli eventi.

Bus-Avancity-TPER

Perché, se io sono una maestra e mi sincero che la mia scolaresca sia sistemata e seduta su un autosnodato e quindi mi attardo ad obliterare, i sanzionatori dovrebbero anche valutare l’aspetto pratico e umano del momento e non multarmi. Eppure è successo, a dicembre 2014. A Bologna, naturalmente. Il tutto capitanato da Tper, la stessa società che da questo lunedì 13 aprile ha deciso di aumentare (in alcuni casi, come in zona Bolognina per il posteggio giornaliero, quasi triplicare) le tariffe del Piano di Sosta.

Altro caso analogo? Gennaio 2015, stessa dinamica. Una maestra ha commesso l’errore di preoccuparsi in primis dei suoi scolari – che va detto: sono bambini e nemmeno ragazzi, quindi vanno seguiti con attenzione, in queste situazioni – e di attardarsi a timbrare il biglietto. Lo stava facendo: la solerzia del controllore gliel’ha impedito.

Multa bus

Di martedì questo articolo su Il resto del Carlino, di una scolaresca di 22 viaggiatori: 4 di loro non avevano il biglietto e l’hanno cercato in 5 tabaccherie/edicole nei pressi della fermata del paese di Castel Maggiore. Non avendolo trovato, le due insegnanti accompagnatrici, di fronte ai ragazzi, hanno parlato con il conducente, chiedendo la possibilità di scendere e acquistare al volo i 4 titoli di viaggio mancanti, nella prima fermata attigua a un tabaccaio. La conducente ha capito la situazione e si è resa disponibile. Nel frattempo è salito il controllore e non ha voluto sentir ragioni: si è rifiutato di confrontarsi con la conducente, che intanto è ripartita.

E sono piovute multe per oltre 300 euro.

«E’ giusto che il passeggero sia provvisto del titolo di viaggio ed è giusto che esistano le sanzioni per chi le merita» ha dichiarato una delle due insegnanti accompagnatrici «Ma è anche giusto che il cittadino, per essere al pieno dell’esercizio dei suoi doveri, venga messo nella condizione di esercitarli, questi doveri. Prima di salire sul veicolo, abbiamo fatto la spola tra cinque tabaccai e giornalai: erano tutti sguarniti di biglietti. Sapendo che sussistono tali lacune nella vendita del titolo di viaggio, sarebbe opportuno dotare il mezzo extraurbano di un erogatore o dare all’autista la possibilità di rimediare, anche rilasciando a bordo il titolo (come nella linea FER)».

E’ stato presentato ricorso, ma l’azienda Tper non si è mossa dalle sue posizioni, dicendo che l’autista abbia negato lo svolgimento dei fatti.

«L’autista ha negato, io ho chiesto un confronto diretto, in presenza dei testimoni, che ci è stato negato» ha proseguito la docente e ha aggiunto, molto dispiaciuta «I ragazzi ci sono rimasti malissimo, quando gliel’ho comunicato. Perché erano presenti alla conversazione, erano dietro di noi e sanno benissimo che i fatti si sono effettivamente svolti così. Io non so se l’autista si sia dimenticata di quella mattina, può essere. Comunque sia, quello che resta alla classe è un pessimo messaggio educativo: ovvero che anche gli adulti mentono».

 

Tper ha invitato i ragazzi a proseguire il contenzioso rivolgendosi al Giudice di Pace, con ulteriore aggravio di spesa. E la scuola, in tutto questo? L’insegnante si è proposta spontaneamente di partecipare alla spesa delle famiglie, in via del tutto personale: la scuola non si è ancora espressa, certo è in difficoltà: sia perché non sono previste spese del genere sia perché l’istituto, come molti istituti italiani, non naviga certo nell’oro.

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2 risposte a Multe ad ogni costo? A Bologna sì

  1. Libroguerriero ha detto:

    Aggiungo qui il commento postato sulla bacheca facebook di Mariù Oliva dallo scrittore Francesco Aloe:
    “Aggiungerei all’articolo che tre controllori, qualche settimana fa (sempre a Bologna, ndr), non hanno fatto la multa alla ragazzetta scollata e in minigonna, dandole la possibilità di timbrare in ritardo. Tralasciamo le battutine che si sono scambiati la ragazzetta e i tre, per pudore”.

  2. Patrizia Debicke ha detto:

    Oh porca miseria!

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