A book to tell: La guerra a casa

Titolo: La guerra a casadamiano

Autore: Damiano Rizzi

Editore: Altra Economia Soc. Coop.

Anno: ottobre 2014

Pagine: 144

ISBN: 9788865161418

C’è solo sangue. Solo sangue e non magia.

Solo sangue e non magia. Solo sangue e non va via

Damiano Rizzi è nato a Milano. È laureato in Scienze Politiche e, nel 2013, ha conseguito una seconda laurea in Scienze Psicologiche. Ha collaborato con organizzazioni umanitarie, ha creato nel 2001 l’associazione Soleterre, di cui è il presidente. I suoi progetti di sviluppo nei paesi bisognosi e devastati dalla guerra, sono ben noti.

Oggi per A book to tell, ospitiamo “La guerra a casa”, di Damiano Rizzi. Questa è la sua storia, una parte della sua vita. Come avrete letto prima, Rizzi è il presidente dell’associazione Soleterre. È stato in Kosovo per aiutare le vittime di guerra e in Bosnia. In Marocco, per alfabetizzare e istruire. In Costa d’Avorio, per togliere dai campi militari le bambine soldato. In Sierra Leone, dove si amputano braccia e gambe per un diamante.

In Congo, per strappare alla morte le vittime dei sanguinosi scontri civili. In Ucraina, dove la tragedia di Cernobyl uccide di cancro in silenzio e dove i malati non hanno i mezzi per curarsi. In Guatemala, per capire come si vive in un carcere sovraffollato e per combattere l’ignoranza e il machismo. Questa è solo una parte del suo percorso. Ha rischiato più volte la vita per salvare quella di perfetti sconosciuti. Lo rifarebbe. Fino a un giorno particolare. Un giorno che segna per sempre la sua vita e quella dei suoi genitori. Questo libro intenso è per Tiziana, sua sorella, che non c’è più. Una giovane donna che forse non ha colto i segnali giusti, che ha amato e che si è fidata. È rimasta accanto al padre di suo figlio fino all’ultimo istante. Damiano viene scaraventato in un vortice di poliziotti, medici legali e avvocati. Gli fanno i complimenti perché ha conseguito una seconda laurea e le condoglianze per il lutto. Gli presentano le parcelle da saldare. Si scontra con la burocrazia, che spesso disumanizza le vittime, come fa il loro stesso carnefice. Damiano soffre e con lui la sua famiglia. È arrabbiato, deluso, sconcertato. Ci parla di politica e del clero, di maschilismo e di lavoro, di violenza fisica e di condizionamento psicologico. Femminicidio, questa è la parola che raggruppa tutto ciò. Un logorio continuo che spesso avviene tra le mura domestiche, seguito da un gesto estremo, l’omicidio, assolutamente non giustificabile. Damiano ci fa comprendere che la struttura patriarcale della nostra società potrebbe essere alla base di questa brutalità. Potrebbe essere l’ambiente, nel quale avviene il delitto. Potrebbe essere la scarsa cultura, la gelosia, un amore distorto e perverso. O, ancora, l’assassino potrebbe essere un uomo istruito e insospettabile. Come si fa ad accorgersi? Come ci si può difendere? Damiano Rizzi ci informa, ci consiglia. Ogni giorno almeno una donna è vittima di femminicidio. Non serve andare lontano, è sufficiente restare a casa, come è accaduto a Tiziana. Bisogna segnalare, condividere e parlarne il più possibile. Girare la testa dall’altra parte non ha senso. Significherebbe essere complici di un omicidio. Credo che il dolore di Damiano e dei suoi cari pesi sul loro cuore. Chi rimane, dopo un lutto di questo genere, ha il diritto di essere rispettato. Chi manca, non è solo un corpo freddo all’obitorio, è una persona, una donna, una mamma, che ha lasciato un figlio piccolo. Leggete le parole di Damiano, confrontatevi, andate alla polizia, dai carabinieri. Non nascondetevi dietro ad un “passerà, è stato solo un momento di rabbia”. La guerra tra uomo e donna, quando esplode nell’ambiente degli affetti, è bestiale, feroce e incommentabile. Tiziana lo sa e anche Damiano. Le mie condoglianze vanno all’autore di queste pagine e a chi gli sta vicino. Leggete e riflettete.

Recensione di Federica Belleri

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Una risposta a A book to tell: La guerra a casa

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Grazie, la Grande e terribile Guerra

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