GIADA TREBESCHI

Giada

ATTIVITA’: scrittrice e più di rado attrice

SEGNI PARTICOLARI: scopa e cappellaccio come tutte le streghe

LA TROVATE SU: http://www.trebeschi.name

Le tue origini e la formazione

Bologna forever, 2 lauree (lingue e lettere indirizzo Storia dell’arte) una lunga esperienza teatrale e un dottorato in storia.

Cosa rispondevi, da piccola, quando ti chiedevano che lavoro volevi fare?

La ballerina!

E adesso cosa rispondi?

Sempre la ballerina! O sono già troppo grande?

“La dama rossa” (Mondadori, 2014)è ambientato nel 1938. Un sottotitolo al libro.

Murata viva eppure indomita.

Ci parli dei momenti documentativi?

Il romanzo si svolge su due piani temporali quello di inizio Rinascimento e il 1938 e il periodo più vicino a noi mi ha permesso di usare, oltre alle fonti e alla documentazione storica tradizionale, anche la memoria di chi in quel periodo ha vissuto, come mia nonna che gli anni trenta li ricorda bene o le anziane di Poggio Catino che ricordavano benissimo il momento in cui hanno ritrovato lo scheletro.

La scoperta di uno scheletro appartenente a una prigioniera murata viva innesca curiosità nel lettore e aziona il meccanismo della storia. A voce mi dicevi che è stato realmente fatto un rinvenimento del genere. Ce ne parli?

Lo scheletro di Poggio Catino, ora conservato al museo criminologico di Roma, è stato rinvenuto proprio negli anni `30, e si pensava potesse portare davvero al ritrovamento di un leggendario tesoro, da qui l’idea del romanzo.


damaLa protagonista, Letizia Cantarini, è una studiosa dell’arte piena di grinta e molto preparata. Però ha subito, ai tempi dell’università, molestie da un professore, un dinosauro d’ateneo. In una lettera datata 1925 e scritta da Letizia, cogli la palla al balzo per denunciare i soprusi che – in generale – i potenti compiono verso i più deboli e – in particolare – come anche il mondo culturale sia contaminato da clientelismi e favoritismi. Pensi che questi atteggiamenti che minano profondamente il nostro paese, siano una peculiarità italiana?

Vivo all’estero da molti anni e non penso sia una peculiarità italiana anche se, purtroppo, in Italia tali pratiche sembrano indubitabilmente rientrare nella norma.

Tu ne sei mai stata vittima?

Si. E confesso che quando ho scritto la lettera di Letizia avevo ben chiara la rabbia che provavo pensando a certi lestofanti. In questo caso la scrittura è stata liberatoria.

E ora parliamo di te. Due tuoi pregi e due difetti

Mia madre dice che mi si può definire con tutti gli aggettivi che iniziano con E… egocentrica, esibizionista, eclettica, egoista… Non sono sicura di quali mettere nei difetti e quali nei pregi.

treb

Come trovi il mondo editoriale italiano?

Stanco e stancante.

Com’è lo spazio elargito alle donne?

Perché ci sono degli spazi elargiti alle donne? A me sembra piuttosto che se li conquistino con il coltello fra i denti.

Durante il Nebbiagialla si parlava di scarsa solidarietà tra scrittrici: ci spieghi meglio?

Per natura le donne sono poco solidali l’una con l’altra a meno che non si debba combattere un fronte comune. E in ogni caso ci tengo a specificare che non siamo una specie protetta o un’entità handicappata da difendere perciò essere solidali l’una con l’altra credo dipenda solo dalla stima reciproca o da una vera amicizia.

Secondo te, come si potrebbe uscire da questa condizione e fare più rete

Credo che bisognerebbe fare più rete fra scrittori in generale, che importa il sesso? Un artista è un artista a prescindere dai suoi genitali.

Cosa non sopporti in generale?

La stupidità. 

Cosa invece ti piace molto?

Il buon gusto e l’educazione.

Raccontaci l’ultimo dubbio

Ho dubitato di una persona convinta di aver la verità in tasca. E ho fatto bene.

L’ultima certezza

Alla soglia delle centomila copie devo regalare alla mia agente un paio di Manolo Blahnik.

L’ultimo divieto

Il mio motto è rubato a Blake che diceva che il peccato più mortale di tutti è l’auto-repressione. Niente divieti.

L’ultimo sogno ad occhi aperti

Non sogno ad occhi aperti a meno che non stia scrivendo. Allora immagino, sogno e vedo.

Progetti?

Un nuovo romanzo ambientato nel ventennio fascista ma non posso dire di più che, da brava attrice, sono scaramantica.

Salutaci con una citazione da “La dama rossa”

“Letizia faceva un mestiere strano per una donna, e molti infatti la guardavano con sospetto”.

 

 

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Una risposta a GIADA TREBESCHI

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Bacio dal nord…

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