Recensioni involontarie: Le Sultane 13

Crigrazie di cuore a  Cristina Di Bonaventura!

“Diventi vecchio quando ti accorgi di non avere più forze per impedire che siano gli altri a scegliere per te”.

Il libro che non ti aspetti: ecco cosa è Le sultane. Va detto che non leggo quasi mai la seconda di copertina perché mi piace la sorpresa e di questo romanzo della brava Marilù sapevo solo che la storia è incentrata su tre vecchine, sultane per l’appunto di un condominio in via Damasco a Bologna con alle spalle mariti o figli morti e davanti una vita di solitudine e ricordi. Sapevo anche di un omicidio nel condominio ma non credevo ci fosse questa storia dietro. Wilma, Nunzia e Mafalda sono tremende non sono molto simpatiche ed è probabile che neanche vi conquistino con i loro pregi che son pochi, ma sono sicura che non sarà facile dimenticarsene. La Oliva dosa sapientemente ironia, splatter e cattiveria, le sue capacità per quanto mi riguarda sono indiscusse e una volta di più mi sento di dirle brava! Faccio il tifo per te per lo Scerbanenco, incrociamo le dita e speriamo bene.


“È strano come noi Sultane giochiamo tre volte con il tempo: ieri, oggi e domani.
Il tempo abbarbicato al passato è dilatato nello spazio a fisarmonica dei ricordi e noi ci trastulliamo evocandoli, perfino quando ci lacerano: è sempre lo stesso, si ripete come una moviola in bianco e nero di cui conosciamo la trama a memoria e, anche se vorremmo, non cediamo mai alla debolezza di sperare che cambi qualcosa all’ultimo.
Il futuro è ristretto come una biscia in ritirata e chissà dove si rifugerà, se calpesterà altra polvere o verrà schiacciata da un sasso scagliato per distrazione: ma intanto ci mostra la schiena infida e ci approssima alla morte.
Il presente ristagna qui, immobile, ora gassoso, altrove impantanato alla noia, rimpinguato nell’attesa. E mi accorgo che, in fondo, il tempo è solo il vuoto che ci resta in mano quanto tentiamo di catturare la vita, ecco cos’è il tempo: una fregatura”

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