Recensioni al massimo: La differenza

Titolo: La differenzaCacciatore_Differenza

Autore: Giacomo Cacciatore

Editore: Meridiano Zero

Euro: 12,00

Anno: 2014

Un incontro fortuito in farmacia durante un’afosa domenica estiva: basta poco per stravolgere l’esistenza di due persone. Mario Ombra, uno dei migliori elementi della sezione “Catturandi” di Palermo, riconosce l’anziano boss latitante Cosimo Castrone, detto “Veleno”. La cosa più logica sarebbe di portare il mafioso in Questura.

A Mario, abbandonato dalla moglie che aveva perso il loro figlio al settimo mese di gravidanza, viene però un’idea folle: quella di conoscere meglio Castrone, capire cosa spinga lui ed i suoi simili a tanta ferocia e malvagità. Perciò il poliziotto conduce il boss nello squallido e vuoto appartamento in cui si è trasferito da poco e situato in un luogo poco frequentato dove ognuno bada ai fatti propri. Quello che nei piani avrebbe dovuto essere una sorta d’interrogatorio, si trasforma in un monologo, perché Castrone non apre bocca, neppure quando Mario lo insulta e lo malmena. Pian piano assistiamo così ad un ribaltamento dei ruoli, in cui diventa difficile distinguere fra vittima e carnefice. Lo stesso poliziotto, ascoltando i notiziari radiofonici tramite la sua vecchia Inno Hit, inizia a nutrire seri dubbi su chi sia il vero ricercato: lui o il vecchio?

Un romanzo claustrofobico come l’ambiente in cui si svolge e del quale il lettore riesce a percepire gli odori, a cominciare da quello della paura. Gli unici intermezzi “ariosi” vedono protagonista Paolo, un bambino di sette anni che vive lì vicino con la mamma e si diverte a leggere fumetti e parlare con una statua. Un personaggio solo all’apparenza secondario, perché proprio lui darà il via alla sequenza finale degli avvenimenti. Tanti sono i ricordi che affiorano nella mente di Mario durante la “convivenza” con Castrone. Eventi realmente accaduti, quali l’assassinio del commissario Beppe Montana, la strage di via D’Amelio, gli arresti di Brusca e Provenzano: ad ognuno di questi è legato un oggetto che il poliziotto ha conservato per non dimenticare. Sullo sfondo la città di Palermo capace, come poche altre, di suscitare amore ed odio allo stesso tempo. Non mi stupirei se questo romanzo diventasse, in futuro, una pièce teatrale, perché ne ha tutte le caratteristiche e potenzialità.

Il punto massimo:

Fuori. Fuori da quella casa – da tutte quante le case, alte e basse, condominiali, baraccate o inventate con due colpi di cazzuola: case, insomma – Palermo ti accoglie a sputi e carezze. Senza mai dare spiegazioni”.

Recensione di Massimo Ricciuti

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