Recensioni involontarie: Le Sultane 9

EugiLa vita dello scrittore è fatta di tante belle cose, di passione, arte, evasione, ma anche di dubbi, amarezze, precarietà, ansia di rimetterti sempre in gioco e altre incertezze.

Però ci sono dei momenti meravigliosi, come quando ti arriva inaspettatamente la mail da un ragazzo di 25 anni – un ragazzo che conosci e sai che non è uno da facili complimenti, anzi: è una persona riservata e intelligente – e leggi d’un fiato il suo messaggio. Poi pensi che, al di là di tutte le fatiche e i vuoti, ne sia valsa la pena, di scrivere quel romanzo. Grazie al neo-ingegnere Eugenio Di Michele! (nella foto sopra insieme a un bel koala)

“Ciao Marilù ho appena finito di leggere Le Sultane… La Virgi mi ha accennato al fatto che il libro stia andando bene, ad ogni modo, al di là dei premi, delle critiche e di tutto il resto, per quanto mi riguarda, il tuo libro HA VINTO. Punto. Mi conosci e quindi sai che non sono un grande lettore, pertanto, per farti dei paragoni che siano un po’ più alla mia portata, lo paragonerei all’Attimo fuggente, a Fight club, a Revolver… Insomma ci siamo intesi…

Il finale è una bomba atomica! Spazza via la storia, spazza via i personaggi, spazza via il libro stesso e ti lancia dentro la tua mente a pensare, fondamentalmente a due cose:

1- Che persona sono?

2- Cosa ne sto facendo di me stesso e della mia vita?

Ora, mettendo un secondo da parte il libro, vorrei farti anche i complimenti come persona perché per scrivere un libro del genere devi esserti scavata molto nel profondo e aver tirato fuori, ordinato e metabolizzato tante cose. Penso che sia quello che ti porta a vivere anziché ad esistere, che son due cose ben distinte.

Come ultima cosa vorrei chiudere con una critica (se così si può dire), che è la seguente:

Io penso che nelle presentazioni del libro dai troppo poco risalto all’aspetto psicologico, concentrandoti molto di più sulla storia, che alla fine (sempre secondo il mio parere) non è altro che una cornice che intrattiene il lettore. Alla fine, pensandoci, questo libro sarebbe stato spettacolare anche se i profili psicologici delle tre sultane si fossero evoluti durante una partita a briscola, senza metterci in mezzo omicidi, rapimenti, etc… Però è bella l’idea perché rende la trama più avvincente e coinvolge di più il lettore. Ok fin qui tutto bene.

Il punto è che il finale ti travolge come un treno, tra l’altro inaspettato perché, da come il libro è impostato, sembra che il nodo cruciale sia se le Sultane la scampano oppure no e cosa ne faranno con il malloppo. Se una persona che malauguratamente (per lei) non si è mai fatta un’analisi di coscienza leggesse questo libro, penso che il finale la destabilizzerebbe “a tradimento” perchè la narrazione ti spinge a portarti di fronte a te stesso in modo, perdonami, un pò “subdolo”… In parole povere penso che bisognerebbe porre un pò più l’attenzione sull’aspetto psicologico del libro oltre che sulla trama. Comunque sia vorrei finire rifacendoti i complimenti!

Questo libro è un vero capolavoro!

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