A book to tell: A un passo dalla luna piena

Perché i libri non hanno epoca, eventualmente la creano.

di Federica Belleripadua

Oggi vi parlo di Massimo Padua,  ravennate del ’72. Tre romanzi all’attivo, La luce blu delle margherite (2005), L’eco delle conchiglie di vetro (2008), e L’ipotetica assenza delle ombre (2009); una raccolta di racconti, Si sta facendo buio (2011) e la partecipazione in varie antologie, tra le quali Racconti nella rete (2008) e Io mi ricordo (2009).
Ho letto il suo ultimo libro, A un passo dalla luna piena, edito da Fernandel. Voglio parlarvi di ciò che mi ha lasciato nel cuore. Lo faccio presentandovi Simone, otto anni, ma già così grande…
Un bambino sveglio, intelligente e sensibile, acuto osservatore. Simone ha una madre e un padre, va a scuola, si sente protetto. Fino ad un certo punto…

…fino al momento in cui le sue certezze di cucciolo vacillano, alcuni equilibri ben consolidati diventano all’improvviso precari, instabili. Come si comporta?  Cerca di aguzzare la vista e di aprire la mente come può,  come gli consente la sua giovane età,  si impone di non piangere (anche se lo aiuterebbe ad allentare la tensione accumulata), ormai è un ometto, e che diamine!
Attorno a lui qualcuno sta reclamando con disperazione il proprio spazio,  qualcuno è troppo stanco di affrontare la collaudata quotidianità,  qualcuno ha bisogno di nuovi stimoli per andare avanti.  E a Simone, chi ci pensa? La vicina di casa? L’amica fidata della mamma?
Simone esiste santo cielo, lo sta reclamando a gran voce, come la luna, come il pino davanti a casa, come il suo orsacchiotto, come l’auto scassata di papà o le sigarette di  sua madre…In modo tenerissimo questo bambino si aggrappa alle sue piccole cose, alle sue abitudini, con tutte le forze che possiede. Deve sentirsi al sicuro a tutti i costi. Si nasconde a modo suo, si costruisce una corazza. Non serve, prima o poi le lacrime arrivano. Fa di tutto per allontanarsi dalle bugie degli adulti; perché lui non ha filtri e capisce benissimo dove può arrivare la verità che gli presentano.
Così i “grandi” rimangono soli. Davanti al silenzio di stanze sconosciute, a un bottiglione di vino rosso, a una canna rollata con cura; soli, di fronte alla paura del futuro, ad una realtà proibita alla quale sentono di non appartenere, davanti a pensieri cupi e al proprio egoismo. Arrivando a toccare il fondo, a riflettere sugli errori commessi, a difendersi dal male più profondo che può cancellare la serenità in un attimo. Facendo esplodere la rabbia troppo a lungo trattenuta nello stomaco.
Un padre e una madre, non hanno un nome proprio, non è fondamentale. Loro sono, esistono,  l’autore li ha creati. Oppure li abbiamo creati noi…
Massimo Padua è riuscito a presentarmi con chiarezza il punto di vista di ogni personaggio; con tatto, creando le giuste aspettative; affrontando una sfida difficile, a mio avviso. Quella di parlare di un argomento spinoso ma così comune e tangibile.
Sfida superata in modo brillante, direi.
In fondo, la luna, torna a donarci la sua luce piena con regolarità.  Non dimentichiamolo.
Buona lettura.

 

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Una risposta a A book to tell: A un passo dalla luna piena

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    🙂

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