Omicidio a Whitehall di Sarah Pinborough

Recensione di Federica Belleri

sarahSe pensate che gli omicidi di Jack lo Squartatore siano brutali, non avete un quadro completo della situazione. Ci troviamo a Londra, negli anni intorno al 1888. Il Tamigi restituisce parti di cadavere. Sono donne. Nei punti più strani della città,  vengono ritrovati torsi umani. Sono donne. I loro resti sono vuoti, cavità putride dalle quali sono stati asportati gli organi interni.  Agli ispettori il compito di indagare. Al dottor Thomas Bond, chirurgo ufficiale di Scotland Yard, quello di ricomporre ciò che rimane, in obitorio.

Su Londra aleggia l’odore della paura e della morte. Chi entra in contatto con queste povere vittime, soffre d’ansia, ha il sonno disturbato. In particolare il dottor Bond,  che intensifica il consumo di laudano di giorno e di oppio la notte. Vive tra realtà e fantasia? A voi scoprirlo. Immaginatevi poi le strade dell’epoca, poco illuminate, i vicoli maleodoranti, le fumerie d’oppio e le prostitute. Ricchezza e povertà separate, due realtà in una. Pensate al fiume umano che arriva e che parte da Londra, impossibile da quantificare, senza senso farne un censimento. Le vittime hanno un nome? Immaginate ora una serie di omicidi, terribili; ai giornalisti in cerca di informazioni come avvoltoi, alla regina che teme per la sicurezza della città e per lo svolgimento rallentato delle indagini.
Bene, questo è lo scenario.  Siete pronti ad aprire questo romanzo? Perfetto, vi auguro buon viaggio. Sì,  perché ne avrete bisogno, dovrete rimanere lucidi e attenti a non farvi sopraffare dalle illusioni e dal terrore. Vi avvicinerete ad un mondo malvagio e oscuro, ad un assassino che conosce bene l’anatomia umana, a qualcuno che si impossessa delle vittime per poi smembrarle in maniera agghiacciante. Chi è?  Quali sono le sue motivazioni? Conoscerete da vicino una forza nuova, inquietante, un’ombra di odio. Un assassino “disturbato” o semplicemente troppo ricettivo? Carne fresca e sangue saranno il suo nutrimento.
Non aspettatevi di respirare aria pura, lo farete solo interrompendo la lettura, di tanto in tanto. Quanto è forte costui? Come riesce a modificare i ritmi vitali di chi lo ospita, come se fosse linfa avvelenata? Come può turbare la mente di un uomo di scienza come il dottor Bond, costringendolo a guardarsi le spalle, a spaventarsi per un minimo rumore, a controllare ogni angolo della propria stanza chiudendosi poi a chiave?
Un assassino insidioso, che provoca malessere, scarso appetito e visioni particolari. Tre uomini così diversi tra loro, sono a caccia. L’indagine ufficiosa è iniziata, hanno una pista da seguire e un compito unico e difficile: separare il surreale dal concreto.
Benvenuti in questo libro. Un thriller dove ogni respiro è faticoso e provoca dolore, dove i sentimenti positivi hanno troppi limiti per riuscire ad emergere, dove ogni pagina trasuda orrore. Una storia vera, ricercata e romanzata con sapienza da Sarah Pinborough.  Le sue parole creano dipendenza, come l’oppio.
(Fanucci, 14 euro )
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Una risposta a Omicidio a Whitehall di Sarah Pinborough

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    🙂

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