MARIA CALZOLARI

ATTIVITA’: insegnante di tango, scrittrice, sociologa

SEGNI PARTCOLARI: un neo all’altezza del cuore che mi piace moltissimo

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Le tue origini e la formazione

Sono nata a Bologna, città in cui vivo, il 21 maggio del 1979. Le mie origini sono però montanare, di un paese vicino a Monghidoro. In famiglia siamo cinque. Ho una formazione da ricercatrice sociologa. Dopo il liceo scientifico, mi sono laureata alla facoltà di scienze politiche di Bologna e nel 2009 ho conseguito il diploma nel Corso di Alta Formazione in “Sociologia della Salute e Medicine Non Convenzionali”. Ho iniziato a ballare Tango Argentino nel 2007, più per sfida e gioco che per altro, poi è divenuta passione e lavoro. Nel 2009 ho iniziato a dedicarmi all’ insegnamento del tango e nel 2013 ho conseguito formalmente il diploma di Maestra di Tango Argentino presso il MIDAS (Maestri Italiani Danza Sportiva).  Attualmente sto concludendo un percorso di formazione in Tango Olistico a Milano.

Cosa rispondevi da piccolo quando ti chiedevano che lavoro avresti voluto fare?

La maestra, ma nel mio immaginario era di italiano, perché amavo scrivere e leggere. Il tango non era nemmeno nei miei pensieri.

E adesso cosa rispondi?

Non riesco a identificarmi dentro un solo lavoro. Maestra di tango, scrittrice, operatrice di tango olistico, amo tutte e tre le cose. Mi piace dedicarmi a più attività e mi sento in continuo divenire. Mi sento una ricercatrice nell’anima.

Sei presidente dell’ASD Olitango : qual è lo scopo di questa associazione?

L’associazione OliTango è la prima associazione di Bologna che unisce il tango argentino alle discipline olistiche ed era un progetto nel mio cuore da anni. È nata con l’obiettivo di riconoscere una nuova valenza al tango, innovativa e a nostro parere (mio e degli altri soci fondatori) più profonda. Lo scopo dell’associazione non è soltanto insegnare il tango o dare l’occasione di sperimentare discipline legate al mondo dell’olismo (da qui OLI e TANGO), ma utilizzare il tango come strumento per la promozione della salute. Attualmente OliTango è capofila del progetto “Abbracciami nel Tango” per anziani over 65 a rischio isolamento e solitudine: un’opportunità per aiutarli a ritrovare il piacere delle relazioni, attraverso lo strumento più potente che abbiamo, il contatto nell’abbraccio. Lo scopo di OliTango è la crescita della persona, a livello personale e relazionale, e la promozione della salute psico-fisica. I nostri strumenti?! Corsi di tango nei quali utilizziamo elementi tratti dalle discipline olistiche per migliorare e facilitare l’apprendimento, laboratori di meditazione attiva e tango in chiave olistica, e da gennaio partiranno i primi gruppi di tango olistico. Un altro punto centrale di OliTango è fare rete, con le istituzioni e altre realtà associative territoriali e non.

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E ora ti chiedo di parlarci del tuo interesse per il mondo olistico.

Il mio interesse per il mondo olistico è nato nel 2007, ho seguito per tre anni un percorso di training autogeno, poi mi sono dedicata alla bioenergetica che pratico da 4 anni. E’ stata una rivelazione, grazie alla quale ho imparato davvero a sentire il mio corpo. Pratico anche body work transpersonale e meditazione. Inizio sempre la mia giornata meditando, è parte integrante della mia vita. La libertà è tutto ciò che desidero e grazie alle discipline olistiche ho imparato a sentire il corpo “da dentro”, a conoscermi davvero. Questo mi ha permesso di diventare sempre più padrona di me stessa. Il tango olistico, invece, è una nuova disciplina che sto praticando da un anno, utilizza alcuni elementi di base del tango (abbraccio, postura, i due ruoli maschile e femminile) come ponte per entrare nel proprio mondo interiore. Nell’abbraccio del tango si apre un mondo e più scendi nel profondo e metti radici salde, più riesci a spiccare il volo. “Senza radici non si vola” è il titolo di un meraviglioso libro di Bertold Ulsamer che consiglio di leggere.

Nel tuo romanzo “Amore… a passo di tango” questa danza diventa anche un mezzo di conoscenza del sé e dell’altro, come un canale preferenziale di comunione col mondo: è così? Come accade?

“Amore… a passo di tango” è il mio primo romanzo, nel quale ho fatto rivivere su carta la mia esperienza nel tango. Il sé è la parte più vera e profonda di noi stessi e il tango è uno strumento per aprire la porta sul sé, grazie all’incontro con l’altro. Poco tempo dopo che iniziai a ballare il tango mi accorsi che questo ballo aveva qualcosa di speciale. Nel corso degli anni ho capito che chi si avvicina al tango, consapevole o meno, sta sempre cercando di sentirsi di più. Il tango è  l’unico ballo che pone i ballerini vicini all’altezza del cuore, la sede dei sentimenti, avvolti in un abbraccio molto stretto. È questa vicinanza dei corpi ad attivare un dialogo molto intenso e sottile. Poi chiaramente ognuno può scegliere se aprirsi all’ascolto oppure no, se vedere oppure girarsi dall’altra parte, come nella vita. Aprendosi all’ascolto puoi arrivare piano piano alla comunione profonda, con te stesso e con l’altro e avere momenti altissimi di connessione nei quali ti senti in uno spazio senza tempo. È una sensazione sottile e di piacere intenso.

Se dovessi spiegare cosa significa ballare il tango, cosa diresti?

“Ballare tango è danzare la vita, con tutto ciò che siamo”. E’ una frase del romanzo che ben rappresenta il mio sentire. Per me ballare tango è dare forma a quello che sono, in quel momento, in quello spazio, con quella persona, attraverso lo strumento del tango. Ci sono anche tanti altri strumenti per manifestare se stessi. Il tango è uno di essi. Quando ballo tango spalanco la finestra e mi affaccio curiosa su me stessa. E ogni volta è diverso, ogni volta è nuovo. Mi riconnetto al corpo, lascio andare la mente, mi osservo, mi ascolto e vivo quel che c’è in quel momento.

Sfatiamo un luogo comune sul tango.

La rosa in bocca e il casché! Non esistono nel tango che si balla nelle milonghe, sono stereotipi da film. E il tango come ballo di seduzione. Spesso è troppo enfatizzata la parola seduzione, tanto che qualcuno si allarma alla sola idea di avvicinarcisi, come se ballare tango fosse solo sedurre o essere sedotti. La seduzione è una parte del tango. Se ce l’hai dentro può venire fuori, altrimenti verrà fuori altro: dolcezza, timidezza, senso di protezione, piacere… Questo è il bello. L’arcobaleno di emozioni e sensazioni che puoi incontrare. La seduzione non è che un aspetto.

Da insegnante di ballo, quali cose fondamentali cerchi di trasmettere ai tuoi allievi?

Per prima cosa a sentire il corpo e rispettarlo. Non insegno mai a forzare movimenti o ad essere già laddove il corpo non può stare. Il corpo è saggio, ma funziona come un registratore ed è impregnato di resistenze. Ci vuole tempo perché le lasci andare. Li accompagno, poco per volta, a trovare il piacere dei movimenti, rispettando il punto in cui sono e accettandolo. L’accettazione è la porta di accesso al cambiamento.

La seconda cosa è avere rispetto per l’altro, anche lui ha la sua storia. Il dialogo nasce dall’accettarsi.

La terza è la passione, il piacere. Ballare è piacere!

In ultimo a essere se stessi e non la fotocopia di un insegnante. Ognuno ha il suo tango! Noi vogliamo che gli allievi tirino fuori il loro tango.

Fai un viaggio sulla Luna e puoi portarti dietro solo 3 canzoni. Quali?

Formidable di Stomae

E ala E di Sudha

A Evaristo Cariego di Osvaldo Pugliese

Cosa ti dà la carica?

Il silenzio in assoluto, è lo spazio dove ritrovo me stessa, non ci rinuncerei per niente e nessuno, nemmeno per il tango o per un uomo.

Scrivere, mi cura dentro, è terapeutico e non posso farne a meno.

Ballare tango, in particolare con il mio ballerino. Con lui è una sensazione di comunione e appartenenza.

Respirare profondamente, riaccende l’energia del corpo.

La natura, camminare a piedi nudi sull’erba.

L’amore per la mia gatta.

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Cosa ti abbatte?

Pensare troppo, è una perdita pazzesca di energia. Ci sto lavorando sopra.

Stare vicino a persone che si lamentano e incolpano gli altri, o che ti prendono come un cestino per i rifiuti e ti vomitano addosso tutto il loro male di vivere. Cerco di allontanarle o non assecondarle.

Il caos in cui viviamo, rumori continui, fretta, illusione di stare in relazione, mentre abbiamo più relazione con la tecnologia che con gli altri esseri umani. Dovremmo abbracciarci di più, baciarci di più, guardarci di più negli occhi… resteremmo stupiti di quanto ci stiamo perdendo!

Una volta che hai perso la testa

Stavo per entrare in scena per uno spettacolo di tango. Un ragazzo che mi piaceva molto si era fatto tutto lo stivale in macchina per raggiungermi quella sera, sapendo che sarebbe ripartito la mattina dopo.  Un’amica, che era in camerino con me, mi disse che era tra il pubblico un secondo prima di entrare sul palco. Ho ballato 3 tanghi con la tachicardia. Non vedevo il pubblico, era buio, ma sapevo che lui era lì, per me. Mi ha toccato il cuore, l’ha fatto vibrare ed ero così felice da averne paura.

L’ultima volta che hai rinunciato

Un viaggio a Roma, per guardare in faccia una persona a cui tenevo e parlarci. Troppa felicità ci ha spaventati e siamo scappati.

L’ultimo sorriso

Alla mia gatta, Sissi. E’ un dono del cielo.

Raccontaci un successo

Sicuramente sono molto orgogliosa dell’uscita del mio romanzo e della fondazione di OliTango, ma il mio successo più grande è un altro. Diversi anni fa ho vissuto il periodo più buio della mia vita. Un giorno qualunque ho avuto un attacco di panico e da lì è cambiato tutto. Ho lavorato molti anni dentro di me e ho viaggiato nel mio buio in lungo e in largo. E’ stato proprio là sotto che ho trovato me stessa, tutta la mia bellezza e la mia luce e sono rinata, o meglio sono nata. Il mio successo è stato permettermi quel viaggio, accettando di starci dentro con coraggio e amore. Volevo la mia vita, quella per cui sono nata e dalla quale mi ero fin troppo allontanata e poco alla volta la sto realizzando. Il corpo mi ha parlato e ho scelto di ascoltarlo e un passo dopo l’altro ho iniziato a vivere davvero. Da lì è nato il tango, la scrittura, l’amore per le discipline olistiche, tutto ciò che sento appartenermi. Questo è il mio successo.

E ora una fatica

Stare in quel buio. È stato faticosissimo. Ho conosciuti momenti di grande sconforto e paura. Quello che ho oggi me lo sono guadagnata con grande fatica, per questo sento di meritarlo e non permetto a nessuno di giudicarmi. Sono molto ferma nel difendere il mio spazio personale. Ricordo benissimo il momento in cui sentii distintamente che “stavo tornando a casa” dentro di me. È quello che nel mondo olistico si chiama il risveglio interiore. È stato emozionante ed è difficile spiegarlo. E’ stato un po’ come accorgermi che ero finita su un palco e ho scelto di posare le maschere, dismettere gli abiti di scena, scendere le scale e sedermi al posto di regia. Questo ha ripagato tutta la fatica.

Due tuoi pregi e due difetti

I pregi. Sono determinata, quando voglio qualcosa davvero vado avanti come un caterpillar, come dice mia madre. Sono però anche estremamente sensibile, questo mi consente di avere una connessione profonda con me stessa ed è alla base della mia creatività nello scrivere e nel ballare.

I difetti. Aspetto, aspetto, aspetto, sono di quelle che per entrare in acqua ci metto mezz’ora. Vorrei accorciare i tempi tra il desiderio e la sua concretizzazione. E, penso troppo, per questo ballo tango e mi dedico alle discipline olistiche.

Un progetto in cantiere.

Far fiorire e crescere l’associazione OliTango. Il dialogare del tango e dell’olismo credo sia una chiave  innovativa per aiutare altri esseri umani a conoscersi, aumentare il proprio livello di consapevolezza ed evolvere. Per me è stato ed è così. Desidero condividere la mia esperienza, essere testimone di una possibilità e utilizzare il tango come strumento per la promozione della salute.

Salutaci con una citazione breve dal tuo romanzo.

È questa la magia del tango. Non penso più. Vivo!

E adesso salutaci da vera tanghera. 

Un abrazo fuerte!

 

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2 risposte a MARIA CALZOLARI

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    grazie, bacio

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