Quando eravamo prede

DAmicis_COVER.inddTitolo:   Quando eravamo prede

Autore:   Carlo D’Amicis

Editore:   minimum fax

Collana: nichel

Il libro:   Prendete una distesa di boschi incontaminati che sembra il paradiso terrestre. Tracciate una linea sottile che la divida dal nostro mondo. Popolatela infine con una strana stirpe di cacciatori che si veste con le pelli delle prede e utilizza disinvolta i loro nomi: Alce, Agnello, Cagna, Toro, Ghepardo, Leone, e poi Cagna, Farfalla, Zebra… Esseri umani bestiali o bestie umane? Di sicuro gli abitanti del Cerchio pretendono di vivere immersi nella natura; anzi, di essere essi stessi la natura. Ma che succede se, da un giorno all’altro, tutti gli animali del bosco scompaiono? Se i cacciatori si scoprono improvvisamente affamati, impotenti, malati? Se una scheggia impazzita di civiltà cade tra gli alberi della fortesta e li porta a scoprire la religione, il linguaggio, la proprietà privata? Spinti tra le braccia di sentimenti più pericolosi dei loro fucili, come l’amore, la compassione e la paura, ecco che i cacciatori si trasformano in prede. Tra preistoria e fine della modernità, Quando eravamo prede sembra riassumere in una sola vicenda l’intera avventura umana e il nostro rapporto con la natura, come se La fattoria degli animali rivivesse ne La strada di Cormac McCarthy. Carlo D’Amicis fonde la potenza dell’allegoria e il gusto del romanzesco per raccontare il mistero della nostra eterna imperfezione.

Uscito  giugno 2014

Pag.   187

Euro   14

ISBN 978-88-7521-586-6

 

«Toro possedeva la forza e la esercitava:

era un principio semplice,

e per noi la semplicità era degna di fede»

 ISTRUZIONI PER L’USO

Composizione ed eccipienti:

Si chiama Cerchio ed è l’area di non-civiltà, di disumanizzazione che marchia i suoi abitanti, popolo di cacciatori. Rasentano abitudini primitive ma lambiscono la modernità. Si coprono di pellicce, aderiscono alla natura e alle sua leggi crude, prima tra tutte: uccidere. Hanno mani di fango e nomi di bestia. Nomi che evocano potenza: Leone, Toro, Bisonte, ma anche nomi che li riconducono alla loro indole meschina: Sciacallo, Cagna, Vipera. Qui Toro, Alce, Cagna e Agnello portano avanti qualcosa che assomiglia a un nucleo familiare. Il loro orizzonte segna un confine al di là del quale il mondo è sconosciuto, si sa solo che vi abitano le Scimmie, gli altri. E sarà proprio una Scimmia a infrangere il nucleo spaccando gli equilibri. Troverete: una scrittura calibratissima, tra narrazione mitologica e azione, allegorie, rimandi biblici, riti solenni, iniziazioni. E molto altro.

Indicazioni terapeutiche:

Questo libro cura la Predatorite Acuta

Ovvero, consigliato a tutti, benefico per:

  • Predatori indefessi
  • Prede per partito perso
  • Chi non dà i nomi prima di agire
  • Chi pensa che le donne siano troppo pericolose per gli uomini, così le relega in pascoli lontani.

Controindicazioni:

Se soffrite di muridofobia (paura dei topi), leggete con cautela la seconda parte.

carlo 2

 

Posologia, da consumarsi preferibilmente:

All’aperto

Effetti (in)desiderati:

Correrete a fare una gita nel bosco.

Avvertenze:

Conservare di fianco a “Il signore delle mosche” di William Golding, a “La strada” di Cormac McCarthy e a “La fattoria degli animali” di George Orwell

Pillole:

«Tenere gli occhi bassi la calmò: esistevano momenti nei quali guardarsi diventava difficile, perché la bellezza degli animali (anche quando gli animali siamo noi) è di fatto insostenibile. Non erano nient’altro che la loro intollerabile perfezione, in fondo, che ci spingeva a ucciderli».

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«Uscimmo e c’infilammo tra i faggi. Intorno a noi tutto era fermo. Il bosco teneva la vita sotto chiave, e più c’inoltravamo tra i suoi meandri più ristagnava odore di chiuso: un’immensa stanza piena di alberi che nessuno mai arieggiava»

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«(Eppure, a distanza di anni, la Cagna sapeva ancora catturare la scia degli odori che transitavano nella sua camera da letto. Quando le chiedevo come facesse a distinguere il profumo della ginestra da quello della genziana, i suoi occhi si accendevano dietro le tendine e incendiavano il bosco)»

 

L’autore:  Carlo D’Amicis (1964) vive e lavora a Roma. Ha pubblicato i romanzi Piccolo Venerdì (Transeuropa 1996), Il ferroviere e il golden gol (Transeuropa 1998, selezione Premio Strega), Ho visto un re (Limina 1999),Amor Tavor (Pequod 2003), e i racconti lunghiMaledetto nei secoli dei secoli l’amore (Manni 2008) e Il grande cacciatore (:duepunti 2011). Per minimum fax ha pubblicato Escluso il cane (2006, uscito anche in Francia presso Gallimard), La guerra dei cafoni (2008, selezione Premio Strega) e La battuta perfetta (2010).

 

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2 risposte a Quando eravamo prede

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    🙂

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